Anno V - Numero 13 - Luglio  2000

I film del mese


LA CENA DEI CRETINI
(LE DÎNER DE CONS)

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e Regia: Francis Veber
Fotografia: Luciano Tovoli
Scenografia: Hugues Tissandier
Costumi: Jaqueline Bouchard
Musica: Vladimir Cosma
Montaggio: Georges Klotz
Prodotto da: Alain Poiré per Gaumont International, EFVE, TF1
(Francia, 1998)

Durata: 80'
Distribuzione cinematografica: Filmauro

PERSONAGGI E INTERPRETI

Pierre Brochant: Thierry Lhermitte
François Pignon: Jacques Villeret
Juste Leblanc: Francis Huster
Cheval: Daniel Prévost
Christine: Alexandra Vandernoot
Marlène: Catherine Frot

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A volte, accade. Capita che una pellicola, pur non essendo tecnicamente ineccepibile, sia comunque piacevole. E’ il caso di questo film di Francis Veber, già regista de "La cage aux folles". Farsesca commedia degli equivoci, "La cena dei cretini" è la trasposizione cinematografica – pluripremiata dai Césars, gli Oscar d’oltralpe – dell’omonima pièce messa in scena per quattro anni consecutivi al Théâtre des Variétés, scritta e adattata per il grande schermo dallo stesso Veber. E in effetti, si vede. Il film conserva la struttura teatrale originaria, caratterizzata dalle tre regole classiche dell’unità di luogo, tempo e azione.

L’incipit del frenetico susseguirsi di malintesi, qui pro quo e gag è un insolito rituale. Ogni mercoledì Pierre Brochant, ricco editore di successo, partecipa con gli amici ad una cena. Ciascun invitato, però, deve portarvi un conoscente che si distingua per la sua idiozia. Brochant s’imbatte per caso in Pignon, un impiegato a dir poco stordito e lo invita al grottesco convivio, ovviamente lasciandolo ignaro della beffa. Ma chi la fa l’aspetti. Brochant rimane vittima di un colpo della strega, è costretto a rinunciare alla cena, viene abbandonato dalla moglie esasperata dal suo cinismo. Come se non bastasse, riceve la visita di un ispettore fiscale e non riesce a liberarsi da Pignon, che, nel tentativo di aiutarlo, genera una serie di disastri sempre più catastrofici, sino al ribaltamento finale dei ruoli.

"La cena dei cretini" non è un adattamento totalmente riuscito. L’azione è pressoché confinata nel lussuoso appartamento di Brochant e troppo di frequente procede attraverso l’espediente della telefonata, unico contatto col mondo esterno. Le risorse espressive del medium cinematografico non sono sfruttate appieno. Infine, i dialoghi non brillano per la loro sottile ironia, sono sempre legati ad uno humour di situazione un po’ ingenuo e leggero. Eppure, lo spettacolo è gradevole e spassoso. Merito del ritmo e dei tempi ben calibrati. O forse dei colpi di scena che giungono al momento giusto, prima che lo spettatore allenti la sua attenzione. Merito, soprattutto, delle doti recitative degli interpreti, bravi e competenti. In particolare, Villeret riesce a non apparire mai grottesco o caricaturale. Con la sensibilità dei veri clown, alterna la stupidità beota alla malinconia, fino all’agrodolce parabola finale in cui chi si credeva furbo si riconosce idiota. E il twist conclusivo – l’ennesima goffaggine di Pignon – rimette in gioco l’happy end proprio negli ultimi fotogrammi. Per tutti coloro che sono rimasti un po’ bambini.

Paola Daniela Orlandini

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Contiene:
• Il film, Regione 1, Ntsc, Widescreen, Dolby Surround
• Sottotitoli Closed-captioned
• Theatrical trailer(s)
• Parental Lock