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UNDER
SUSPICION CAST TECNICO ARTISTICO
Regia:
Stephen Hopkins
Sceneggiatura: W. Peter Iliff, Lori Mc Creary e Anne Marie Gillen, ispirato al film
"Guardato a vista" di Claude Miller
Fotografia: Peter Levy
Scenografia: Cecilia Montiel
Costumi: Francine Jamison-Thanchuck
Musica: BT
Montaggio: John Smith
Prodotto da: Lori Mc Creary, Anne Marie Gillen, Stephen Hopkins
(USA, 2000)
Durata: 110'
Distribuzione cinematografica: Medusa
PERSONAGGI E INTERPRETI
Henry Hearst: Gene Hackman
Victor Benezet: Morgan Freeman
Detective Feliz Owens: Thomas Jane
Chantal Hearst: Monica Bellucci
  
È la notte di Carnevale a Porto
Rico e le strade della città sono gremite di turisti storditi dallalcool e
dalleuforia più sfrenata. Nellafosa e poco illuminata stazione di polizia si
consuma il duello psicologico e verbale fra il capitano Victor Benezet ed il facoltoso
Henry Hearst, avvocato di grido cinico e spregiudicato. Presentatosi come testimone del
ritrovamento del cadavere di una bambina stuprata ed assassinata è ora sospettato di
essere lartefice dellefferato crimine. Linterrogatorio fra
lesponente della legge, umano, ma deciso, e il presunto colpevole, sempre più
imprigionato in unangoscia intrisa di ironia, si trasforma in un confronto intimo,
viscerale, dai toni morbosi ed aberranti. Fino allepilogo finale: epifanico,
disarmante, assolutamente inaspettato.
"Garde à vue" di Claude Miller (1981) è ancora oggi unarmonia di intimismo e
toni sommessi, secondo i dettami del cinema francese. E questo anche in un poliziesco che lascia ben poco spazio allafflato poetico.
"Under Suspicion" di Hopkins, come il primo tratto dal romanzo "Brain
Wash" di John Wainwright, ne è lo specchio inquietante e perverso, più che il
remake. Un quadro dai tratti secchi e brevi, dai toni cupi ed uggiosi, costellato di
flashbaks non tradizionali in quanto non relegati nel passato, ma ampliati fino
allazione presente, con uno scambio di personaggi che destabilizza la dimensione
spazio-temporale. Miller aveva strutturato il suo racconto come un Kammerspielfilm (quasi
tutta lazione si svolge infatti in ununica stanza): Hopkins la frantuma in
barlumi di ricordi che illuminano ad intermittenza il buio degli interni. Ma la scelta di
fondo è analoga: linteresse non è rivolto agli intrecci, ma allo scandaglio dei
personaggi, alle verità nascoste dietro alle parole che tagliano laria come lame di
coltello, contraddicendosi, mettendo a nudo anime a disagio. Una confessione doppia che
costringe entrambi i protagonisti a dire altro da ciò che vorrebbero, guidati da un
occhio che possiede finezza dintrospezione ed intelligenza visiva. Locchio di
un regista che ha dimostrato maestria nei generi che lo hanno affermato, lhorror e
la suspense ("Nightmare 5 Il Mito"), con precedenti legati alla
fantascienza ("Lost in space"): qui alle prese con due protagonisti cui lascia
totale spazio dazione, due figure invadenti, istrioniche, ma controllatissime.
Elisabetta Marino
Il sito ufficiale del film (in italiano)
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