PERSONAGGI E INTERPRETI (nella versione
originale)
Stan Marsh/Eric Cartman/Mr. Garrison/Mr. Hat/Officer Barb: Trey Parker
Kyle Broslofski/Kenny McCormick: Matt Stone
Mrs. Cartman/Sheila Broslofski/Sharon Manson/Mrs. McCormick: Mary Kay Bergman
Chef: Isaac Hayes



Béla Balàzs, ha scritto più di
settantanni fa che "nel mondo delle linee è impossibile
soltanto ciò che non si può disegnare". Di questa profezia lanimazione
ha dato infinite dimostrazioni, incurante dello snobismo che troppo spesso ha dovuto
subire da un cinema ancora così legato ad una elite inessenziale.
Molto deve, in tempi recenti, allestro di Matt Groening -ideatore dei "Simpsons" e disegnatore di
una complicata strip dal titolo "Life In Hell"- il quale, contaminando con la
satira il cartoon popolare, lo ha aiutato nel tentativo di avvicinarsi ad un pubblico
adulto. Trey Parker e Matt Stone,
i due giovani artefici di South Park, hanno realizzato su questo concetto
una serie certamente più aspra e irriverente, ma altrettanto corrosiva. Un microcosmo
vagamente schultziano, uno stile decisamente piatto per la fisionomia delle figure, un
formato linguistico davanguardia che può indispettire lo spettatore impreparato,
una formula cinica e immutabile per affrontare i motivi della vita quotidiana (tutti,
nessuno escluso: la morte, i rapporti condivisi dai personaggi, le distanze sociali) che
mostra un distacco a tratti agghiacciante. I quattro piccoli, genuini protagonisti
Stan, Kyle, Cartman e Kenny- conducono così la loro esistenza che è una delle
ridicolizzazioni più fedeli dellAmerica -e non solo- contemporanea, in questo film
attraverso cui i due sfacciati autori dileggiano le probabili difficoltà incontrate nel
concepimento e nella distribuzione delle loro creature, arricchendolo di citazioni deformi
e oltraggiando briosamente il musical, rispondendo direttamente al fuoco della censura e
ridicolizzando le velleità educative per ogni tipologia di perbenista, dalle associazioni
dei genitori al governo stesso, ricordando a ciascuno quali prerogative disegnano la loro
grottesca ingenuità. Provate voi stessi a riconoscere la vostra caricatura, o a
catturarne una scheggia da ognuno di questi incomodi personaggi: la satira richiede
complicità alle sue provocazioni, perché per indole, non è soverchiabile.
South Park-Il film
raggiunge obiettivi che molto di quel cinema riconosciuto come la "nuova generazione
americana", è incapace di affrontare con una mano che sia altrettanto pungente e
dissacratoria. Ancora, dopo innumerevoli sforzi, la satira torna ad
aprirsi un varco attraverso ogni altro stile volto a discutere i preconcetti e la
volgarità di tanti assiomi morali (basti vedere quanto accade negli States alle vignette
di Gary Trudeau ad ogni inzio di campagna elettorale), confermando la dignità di
unarte che nel nuovo continente ha ormai una tradizione di dimensioni ed equilibri
letterari, mentre da noi, soltanto Umberto Eco sembra aver riconosciuto almeno nella
personalità di Charles M. Schultz, il carattere di un poeta e il temperamento di un
grande ordinatore dinquietudini.