Anno V - Numero 12 - Giugno  2000

I film del mese


UN BICCHIERE DI RABBIA
(UN COPO DE COLERA)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Aluizio Abranches
Sceneggiatura: Aluizio Abranches, Flavio Tambellini, dal romanzo omonimo di Raduan Nassar
(Brasile, 1999)
Durata: 78’

PERSONAGGI E INTERPRETI

Alexandre Borges, Julia Lemmertz, Linneu Dias,
Ruth De Souza, Marieta Severo

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Una fazenda "chiamata desiderio" alle porte di San Paolo, due amanti e lo "stillicidio dei corpi", l’odore cinematografico del sesso. Ma non solo. L’esordio del giovane cineasta Aluizio Abranches sa di pamphlet sullo stato amoroso, un paratesto filmico su un preciso e recintato tempo dell’amore e del suo calvario-itinerario-sublimico. Un’enciclopedia del gesto che fa da corollario alla torrida e impraticabile, a volte, temperatura dell’incontro di due passioni, sulla strada brasiliana delle anime, è l’altro fattore-segno dominante. I segni, appunto, o le impronte certo: movimenti dall’eros stilizzati, passi di danza su letti disfatti, l’oscena (per l’esemplarità viva) riproduzione di un atto che, come quello ultimo, finale della morte, stavolta sembra quasi volersi ostinatamente e finalmente impressionare sulla pellicola, ci finisce sopra stavolta, il cinema depone le armi della propria coscienziosa inviolabilità di certi territori materici, non ne ha più diritto, trabocca in un bicchiere, in un copo di collera. Anche quando scende la notte, appena fuori San Paolo, e sembra si respiri l’aria profumata di sera e di essenze, d’incensi provenienti da una zona tropicale d’amore.

Gianluca Mattei


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