Anno V - Numero 12 - Giugno  2000

I film del mese


LA MIA ADORABILE NEMICA
(ANYWHERE BUT HERE)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Wayne Wang
Sceneggiatura: Alvin Sargent
Fotografia: Roger Deakins
Scenografia: Donald Graham Burt
Costumi: Betsy Heiman
Musica: Danny Elfman, Lisa Loeb
Montaggio: Nicholas C. Smith
Prodotto da: Laurence Mark
(USA, 1999)
Durata: 114’
Distribuzione cinematografica: 20th Century Fox

PERSONAGGI E INTERPRETI

Adele August: Susan Sarandon
Ann August: Natalie Portman
Lillian: Eileen Ryan
Ted: Ray Baker
Jimmy: John Diehl
Benny: Shawn Hatosy

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1.jpg (9126 bytes)Adele (Susan Sarandon) è una donna annoiata della sua vita nelle provincia americana e decide quindi di traslocare verso Los Angeles. Con lei porta sua figlia, Ann (Natalie Portman). La differenza caratteriale tra madre e figlia è sostanziale: per un intrigante paradosso la ragazza è sobria e desiderosa di studiare nell’est-coast statunitense, mentre sua madre è frivola, vanesia, quasi ingenua, e spera che la figlia invece divenga un’attrice. Il conflitto fra le due donne è legato alla condotta della Sarandon che volando a volo d’uccello su ogni cosa che sfiora non comprende le esigenze affettive della figlia, finché non scoprirà, specchiati nella fanciulla, i suoi atteggiamenti enfatici e artificiosi. E tuttavia l’ombra del dolore coprirà il volto luminoso della madre, quando realizzerà che la metropoli ha pressoché allontanato sua figlia dalla sua sfera affettiva.

2.jpg (10529 bytes)Anywhere but Here –la traduzione italiana è delirante- è un film ben sceneggiato da Sargent (Gente Comune), e se la trama e i dialoghi sono sul confine della retorica degli affetti, la interpretazione delle due protagoniste è complementare: la Portman esibisce una mimica da attrice navigata, la Sarandon esprime con i suoi occhi bombati la simpatica follia del suo personaggio, e a puntellare con salda visione la storia c’è la regia di Wayne Wang. Il regista di Hong-Kong firma una storia intima, filmando le autostrade desolate americane quasi fossero i paesaggi del Tibet, concentrando in forme essenziali e concise le immagini che raccontano una storia anch’essa minimale. Questa perfetta correlazione tra carica emotiva ed espressione visiva, tra forma e contenuto risulta la discriminante stilistica autoriale di un film che in realtà è stato pianificato per un riscontro più commerciale. E difatti la pellicola conserva quella patina di commmestibilità unita ad una ricerca espressiva originale.

Soderberg, Lee, Wang sono senza dubbio i migliori acquisti della Majors, che così possono realizzare opere di cassetta camuffate da prodotti impegnati. O viceversa.

Luigi Senise

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Contiene:
• Il film Regione 1, Widescreen Ntsc, Regione 1, Dolby Digital
• Sottotitoli Closed Captioned
• Theatrical trailer(s), TV spot(s)
• Featurette