Anno V - Numero 12 - Giugno  2000

I film del mese


MISS JULIE

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Mike Figgis
Sceneggiatura: Helen Cooper (basata sul dramma omonimo di August Strinberg)
Fotografia: Benoit Delhomme
Scenografia: Michael Hovells
Costumi: Sandy Powel
Musica: Mike Figgis
Montaggio: Mattew Wood
Prodotto da: Mike Figgis e Harriet Cruiskshank
(USA, 1999)
Durata: 103'
Distribuzione cinematografica: CDI Buena Vista

PERSONAGGI E INTERPRETI

Miss Julie: Saffron Burrows
Jean: Peter Mullan
Christine: Maria Doyle Kennedy

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Miss Julie fu scritto nel 1888 da August Strinberg. Il film di Figgis è fedele al dramma dello scrittore svedese. Girato in interni –una ampia cucina e un giardino (ricreato in studio)- narra la storia di Julie, nobildonna, dalla genealogia oscura, che si invaghisce, nella sua magione nella campagna svedese, durante la tradizionale Festa di Mezza Estate, del valletto Jean –Peter Mullan. I due ballano e bevono tutta la notte, e persino la fidanzata di Jean –una cuoca- teme di opporsi ai capricci della padrona. Prima dell’alba, i due consumano un fugace rapporto, e Jean propone alla donna di rubare i soldi del padre per fuggire insieme in Italia. Il dialogo tra i due assume una foggia bizzarra: lei non è sicura dell’amore di Jean, e crede che sia il denaro a muoverne lo spirito. Inoltre, in un crescendo verbale sempre più spietato, i due si rinfacciano i propri ruoli: lui pensa che lei sia una sgualdrina priva di classe, lei, che lui sia un rozzo ladro.
L’uccisione di un uccellino, ad opera di Jean, darà vita alla tragedia finale.

Sul piano visivo, il film ricorda il primo Herzog (L’Enigma di Kaspar Hauser), con ambienti nobili e austeri. Sul piano testuale, se Strinberg dipinge il personaggio di Julie come una donna contraddittoria, classista, e comunque fragile, Figgis non si discosta dal testo, mantiene i dialoghi integri, ma risolve il personaggio di Julie con più femminilità e modernità. La protagonista assume dignità: in altri termini, Figgis rende Julie una donna attuale, e il valletto Jean risulta più fastidioso di lei. Con quella maniacale cura per la forma dietro cui si nasconde invece un uomo privo di scrupoli spirituali, che non comprende come sia solo una richiesta di amore il comportamento sfacciato di Julie. E si intuisce che dietro la larvata antipatia di Jean ci sia la direzione di Figgis, che in tal modo ha compensato la riottosità della bella Julie-Saffron Burrows. Che sarebbe –e lo è- una credibile incarnazione di Miss Julie –fragile, isterica, sola e disperata- se non parlasse con della labbra in odore di silicone: unico anacronismo, in un film che concentra l’interazione tra forma-testo, in un vortice visivo la cui fonte è alla morte del film. E con sinfonie dello stesso Mike Figgis, connaturate con le situazioni emotive della storia. Film difficile da creare senza annoiare. E Figgis usa il linguaggio-cinema per mettere in scena una storia che sembrerebbe unicamente scritta per il teatro.

Luigi Senise

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Contiene:
Il film Regione 1, Ntsc, Dolby Digital