Beatrice: Asia Argento
Alan: Jared Harris
Paul: Rupert Everett
Bruno: Jonathan Rhys Meyers


Enfer ou ciel, quimporte? A Baudelaire sarebbe piaciuto questo
sentimental thriller intriso di decadenza indie-grunge. I confini tra innocenza e crimine
sono molto labili nellultima pellicola di Michael Radford, già regista de Il
Postino. Il film si fonda sulla dialettica fra bene e male che pervade la
protagonista, B. Monkey, rapinatrice in via di redenzione. Il redentore è Alan, classico
bravo ragazzo, più-normale-di-così-non-si-può. Ma, come in ogni morality play
che si rispetti, la strada che conduce alla salvezza è irta di avversità. Alcune vicende
parallele dattualità rimpolpano un plot altrimenti troppo esile. Tuttavia,
sebbene la cronaca quotidiana superi ormai la fiction, due minori vittime di abuso,
francamente, sono troppi in un film. Nonostante ciò, il mondo diegetico non manca di
fascino, con le sue atmosfere un po maledette, i suoi interni dominati
cromaticamente dal blu e dalle tinte cupe.
Alan, insegnante di giorno e disc-jockey di
notte, attende lincontro in grado di sconvolgere la sua vita. Le sue preghiere
vengono esaudite. Una sera, in un pub, Alan si innamora di Beatrice, una ladra
soprannominata B. Monkey per la sua abilità nellintrufolarsi dappertutto. Accusato
ingiustamente di aver maltrattato un alunno, il personaggio di Alan brilla di luce
riflessa. Le uniche figure interessanti o almeno tali nelle intenzioni di Radford
sono gli angeli caduti: B. Monkey e i suoi amici londinesi, Bruno e Paul Neville.
Bruno è un teen-ager confuso e a tratti isterico, ma dallanimo sensibile. Meyers, a
suo tempo nel cast di Velvet Goldmine, lo interpreta con naturalezza. È
credibile nel ruolo dellamante di Paul attratto dal forte temperamento di B. Monkey.
Per contro, Everett si cala perfettamente nella parte che ormai gli riesce meglio:
lamabile pederasta, più disincantato del solito e ricattato da uno spacciatore.
Asia Argento, invece, interpreta semplicemente se stessa: sigaretta sempre accesa,
tatuaggi in bella mostra, qualche parolaccia (fa tanto donna vissuta), mise eccentrica ma
mai volgare. In fondo, è una delinquente perbene. Ruba, ma è per mandare i soldi alla
mamma in Italia. Minaccia una donna, ma è per proteggere il suo Alan e un bambino.
Malgrado il suo encomiabile proponimento di condurre una vita normale, i veri cattivi sono
in agguato e non le permettono di uscire dal giro.
Lopposizione bene vs. male è accompagnata
da quella città vs. natura. E Radford ne approfitta per regalarci qualche bel campo lungo
delle scogliere di Dover o della verdeggiante campagna inglese. Il ritmo è sempre
abbastanza sostenuto. La lacerazione interiore della protagonista, però, emerge appena.
Inoltre, i personaggi seducono più della storia e dellimpianto drammatico. Il
finale, per quanto segnato dal sangue, è prevedibile. B.
Monkey è un film più interessante di tanti altri, di certo godibile.
Forse, però, avrebbe potuto aspirare a qualcosa di più. Invece resta un bocciolo, non un
fiore del male.