Anno V - Numero 12 - Giugno  2000

I film del mese


B. MONKEY

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Michael Radford
Sceneggiatura: Michael Thomas, Chloe King, dal libro di Andrew Davies
Fotografia: Ashley Rowe
Scenografia: Sophie Becher
Musica: Luis Bacalov
Montaggio: Joelle Hache
Prodotto da: Miramax International e Scala Productions
(ITA/USA, 1999)
Durata: 91’
Distribuzione cinematografica: Cecchi Gori Group

PERSONAGGI E INTERPRETI

Beatrice: Asia Argento
Alan: Jared Harris
Paul: Rupert Everett
Bruno: Jonathan Rhys Meyers

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1.jpg (12076 bytes)Enfer ou ciel, qu’importe? A Baudelaire sarebbe piaciuto questo sentimental thriller intriso di decadenza indie-grunge. I confini tra innocenza e crimine sono molto labili nell’ultima pellicola di Michael Radford, già regista de Il Postino. Il film si fonda sulla dialettica fra bene e male che pervade la protagonista, B. Monkey, rapinatrice in via di redenzione. Il redentore è Alan, classico bravo ragazzo, più-normale-di-così-non-si-può. Ma, come in ogni morality play che si rispetti, la strada che conduce alla salvezza è irta di avversità. Alcune vicende parallele d’attualità rimpolpano un plot altrimenti troppo esile. Tuttavia, sebbene la cronaca quotidiana superi ormai la fiction, due minori vittime di abuso, francamente, sono troppi in un film. Nonostante ciò, il mondo diegetico non manca di fascino, con le sue atmosfere un po’ maledette, i suoi interni dominati cromaticamente dal blu e dalle tinte cupe.

2.jpg (9474 bytes)Alan, insegnante di giorno e disc-jockey di notte, attende l’incontro in grado di sconvolgere la sua vita. Le sue preghiere vengono esaudite. Una sera, in un pub, Alan si innamora di Beatrice, una ladra soprannominata B. Monkey per la sua abilità nell’intrufolarsi dappertutto. Accusato ingiustamente di aver maltrattato un alunno, il personaggio di Alan brilla di luce riflessa. Le uniche figure interessanti – o almeno tali nelle intenzioni di Radford – sono gli angeli caduti: B. Monkey e i suoi amici londinesi, Bruno e Paul Neville. Bruno è un teen-ager confuso e a tratti isterico, ma dall’animo sensibile. Meyers, a suo tempo nel cast di Velvet Goldmine, lo interpreta con naturalezza. È credibile nel ruolo dell’amante di Paul attratto dal forte temperamento di B. Monkey. Per contro, Everett si cala perfettamente nella parte che ormai gli riesce meglio: l’amabile pederasta, più disincantato del solito e ricattato da uno spacciatore. Asia Argento, invece, interpreta semplicemente se stessa: sigaretta sempre accesa, tatuaggi in bella mostra, qualche parolaccia (fa tanto donna vissuta), mise eccentrica ma mai volgare. In fondo, è una delinquente perbene. Ruba, ma è per mandare i soldi alla mamma in Italia. Minaccia una donna, ma è per proteggere il suo Alan e un bambino. Malgrado il suo encomiabile proponimento di condurre una vita normale, i veri cattivi sono in agguato e non le permettono di uscire dal giro.

3.jpg (10199 bytes)L’opposizione bene vs. male è accompagnata da quella città vs. natura. E Radford ne approfitta per regalarci qualche bel campo lungo delle scogliere di Dover o della verdeggiante campagna inglese. Il ritmo è sempre abbastanza sostenuto. La lacerazione interiore della protagonista, però, emerge appena. Inoltre, i personaggi seducono più della storia e dell’impianto drammatico. Il finale, per quanto segnato dal sangue, è prevedibile. B. Monkey è un film più interessante di tanti altri, di certo godibile. Forse, però, avrebbe potuto aspirare a qualcosa di più. Invece resta un bocciolo, non un fiore del male.

Paola Daniela Orlandini

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Contiene:
• Il film Regione 1, Ntsc, Widescreen, Dolby Digital
• Sottotitoli Closed-captioned
• Theatrical trailer(s)