Anno V - Numero 12 - Giugno  2000

I film del mese


BATTAGLIA PER LA TERRA
(BATTLEFIELD EARTH)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Roger Christian
Sceneggiatura: Corey Mandell e JD Shapiro
Fotografia: Giles Nuttgens
Scenografia: Patrick Tatopoulos
Costumi: Parick Tatopoulos
Musica: Elia Cmiral
Montaggio: Robin Russel
Prodotto da: Elie Samah, Jonathan D.Krane, John Travolta
(USA, 2000)

Durata: 117’
Distribuzione cinematografica: Warner Bros

PERSONAGGI E INTERPRETI

Terl: John Travolta
Jonnie Goodboy Tyler: Barry Pepper
Ker: Forest Whitaker
Carlo: Kim Coates
Robert The Fox: Richard Tyson

ciak3.gif (1850 bytes)ciak3.gif (1850 bytes)

1.jpg (12445 bytes)Da molto tempo, il cinema di fantascienza è uno spazio filmico costretto all’abbandono, e un campo di reliquie visitato da malinconici autori. Purtroppo, per una debolezza nella sua stessa struttura, è diventato un circo che allestisce effetti frivoli e sbalorditivi, pronti, dopo pochi mesi, ad essere abbandonati in una discarica. E’ una sorpresa, di conseguenza, venir smentiti. Questo film, pur essendo ben lontano dal rappresentare una rinascita, è una prova evidente di quanto la science finction non abbia alcun difetto, se non la mancanza di validi architetti. La vicenda non ci regala nulla di fresco: una razza di oppressori alieni, una resistenza, una guerra per riconquistare la libertà. Non a caso, il regista Roger Christian ha lavorato in diversi ruoli al fianco di George Lucas, per la realizzazione della trilogia di "Guerre Stellari", e non ne fa un segreto (vedasi la battaglia finale tra una sgangherata aviazione ed una robusta flotta aliena, dove il distacco tra citazione ed emulazione, si assottiglia vistosamente). E la sua passione per questo genere nobile e dimenticato, si palesa nei riferimenti, dal bellissimo "L’uomo che visse nel futuro", a "Il pianeta delle scimmie", transitando per molti altri. I cliché sono fitti, ma era un connotato già osservabile nella fantascienza classica, senza che questo influisse troppo sulla qualità del lavoro.

2.jpg (8997 bytes)Il film, tratto dall’omonimo romanzo di L. Ron Hubbard, è stato ostinatamente voluto da John Travolta (ne è anche il principale produttore) che ha ritagliato per se la parte di un alieno diabolico ed astuto, accuratamente tratteggiato con caratteri tanto umani, da renderlo un ideale centro di gravità per tutta la durata della pellicola.
Spesso, la cattiva abitudine di chi paragona, sottovalutandola, la science-fiction degli anni ’50 a quella più colta e cerebrale che comparve tra la fine dei ’60 e l’inizio dei ’70 (da molti corteggiata come la "vera fantascienza") conduce ad ingiustificabili leggerezze valutative. Questo, che assai deve al capolavoro di George Pal, è un film più che discreto, una prova vigorosa di quanto sia difficile uccidere un genere meticolosamente arricchito dalla sua mitologia. A sostenerlo poi, un delizioso finale in grado di sedurre con la promessa che sia ancora possibile realizzare un bel film di fantascienza, risparmiando a chi esce da una sala, apprezzamenti inessenziali che abbiano come unico destinatario fastosi e tronfi effetti, il cui valore si lega soltanto al loro prezzo. La fantascienza, per tradizione, è molto più che un miraggio di luci.

Francesco Russo

Il sito ufficiale del film


Acquista i libri, i video e le colonne sonore dei film di cui abbiamo parlato su Amazon.com, il più fornito negozio interattivo della rete!

Search: Enter keywords...

logo.gif (1915 bytes)