Anno V - Numero 12 - Giugno  2000

I film del mese


SOGNANDO L'AFRICA
(I DREAMED OF AFRICA)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Hugh Hudson
Sceneggiatura: Paula Milne, Susan Shilliday
Fotografia: Bernard Lutic
Scenografia: Andrews Sanders
Costumi: Shirley Russell
Musica: Maurice Jarre
Montaggio: Scott Thomas
Prodotto da: Stanley Jaffe, Allyn Stewart
(USA, 2000)
Durata: 112'
Distribuzione cinematografica: Columbia Pictures

PERSONAGGI E INTERPRETI

Kuki Gallmann: Kim Basinger
Paolo Gallmann: Vincent Perez
Emanuele: Garrett Strommen
Franca: Eva Marie Saint
Declan Fielding: Daniel Craig

ciak3.gif (1850 bytes)ciak3.gif (1850 bytes)

1.jpg (10496 bytes)La pagina d’apertura di "Sognavo l’Africa", il romanzo che Kuki Gallmann ha pubblicato nel 1992, reca una dedica "In memoria di Paolo e di Emanuele" ed una citazione significativa: "A hope beyond the shadow of a dream". "Una speranza oltre l’ombra di un sogno", di John Keats.
A dire il vero tutti i capitoli sono introdotti da versi di autori famosi che vanno da Milton a Pascoli, da Dante a Marcel Proust, segno della profonda cultura di una donna che ha sfidato se stessa e la sua vita per rinascere e ritrovarsi.

2.jpg (10256 bytes)Attratta dal sogno africano sin dall’infanzia, grazie ad un padre dottore che le narrava storie di luoghi favolosi, Kuki Gallmann cresce nella Venezia degli anni Sessanta, in una raffinata famiglia borghese. Sposata, separata, con un figlio che adora, Kuki sente terribilmente la necessità di dare un senso ad una vita troppo semplice e troppo vuota. Sarà Paolo a mutare all’improvviso il suo destino: Paolo diventerà il suo amore immenso, il padre adottivo di suo figlio, ma soprattutto la sua guida per la grande avventura africana. L'Africa come regno della vita, della morte e della rinascita. Questa è l’Africa di Kuki. La fonte della bellezza superiore e del dolore infinito, dei paesaggi sterminati e delle ombre nemiche, dell’amore totale ed inebriante e della tragedia più amara. Ma è anche l’Africa della speranza, della forza e del coraggio, la terra a cui devi darti per poi ottenere: la sua anima ti prende permettendoti di affermare tutto il tuo essere e di trionfare sulle illusioni. Ma il tributo da pagare è altissimo perché non esiste un paradiso terrestre senza un animo elevato in grado di costruirlo, un animo che ha saputo sollevarsi al di sopra del dolore riconoscendone il significato.

3.jpg (10026 bytes)Frutto di un’accurata collaborazione fra il produttore Stanley Jaffe, il regista Hugh Hudson e l’autrice del romanzo, "Sognando l’Africa" segue fedelmente la biografia della protagonista, senza enfatizzarla inutilmente, né appesantirla in maniera melodrammatica. Ma pur vincendo la battaglia fra opera letteraria e trasposizione cinematografica, non può evitare di spostarne l’ottica. Passi per la narrazione in prima persona, passi per l’onnipresenza della protagonista (che in due ore di programmazione si assenta dalla scena per due sole volte), per la dose di sano romanticismo che appartiene al cliché dei due interpreti principali, ma la vera protagonista di questa storia, l’Africa, rischia di essere uno sfondo. Il film riprende uno dei temi più cari a Hudson: l’affermazione dell’individuo sulle avversità, sui compromessi e sulle ostilità di ambienti difficilmente controllabili (il pluripremiato "Momenti di gloria" del 1982, "Greystoke, la leggenda di Tarzan" del 1984, "Revolution" dell’anno successivo). Ed è lecito che la figura singola emerga, specie in una biografia, ma nel romanzo è la stessa Kuki a nascondersi dietro le pagine del suo diario, divenendo una cosa unica con una terra che sente sua. Bella fotografia e grandi emozioni per i temi di Maurice Jarre.

Elisabetta Marino


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