Anno V - Numero 12 - Giugno  2000

I film del mese


ACCORDI E DISACCORDI
(SWEET AND LOWDOWN)

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e Regia: Woody Allen
Fotografia: Zhao Fei
Scenografia: Santo Loquasto
Costumi: Laura Cunningham Bauer
Musica: Dick Hyman
Montaggio: Alisa Lepselter
Prodotto da: Jean Doumanian
(
USA, 1999)
Durata: 92'
Distribuzione cinematografica: Cecchi Gori Group

PERSONAGGI E INTERPRETI

Emmet Ray: Sean Penn
Hattie: Samantha Morton
Blanche: Uma Thurman
Al Torrio: Anthony LaPaglia
Mr.Haynes: John Waters

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Già in "Zelig" (1983), Woody Allen ricostruiva l’esistenza d’un immaginario personaggio degli anni Trenta, servendosi all’uopo di finte testimonianze ed opinioni di personalità realmente esistenti: oltre tre lustri più tardi, egli ripete il gioco in questo "Accordi e disaccordi", proponendoci la biografia d’un ipotetico chitarrista jazz, dotato al punto d’esser secondo solo al grande Django Reinhardt.

1.jpg (14363 bytes)Nello splendore delle scenografie di Santo Loquasto, col prezioso ausilio alle immagini di Zhao Fei (direttore della fotografia di "Lanterne rosse", qui al suo debutto nell’opera alleniana), ci si dipana sotto gli occhi l’esemplare vicenda di Emmet Ray: scopriamo la sua venerazione per il già citato Reinhardt ("Quando lo sentiva suonare, cadeva svenuto"), le tendenze cleptomani ("Una volta rubò una sveglia ad Hogey Carmichael, così quello perse una registrazione"), la collaterale attività di lenone ("Non mi piace la parola pappa, preferisco manager"), certe sue peculiari predilezioni (guardar i treni che passano, sparare ai ratti nelle discariche).
Narcisista ed egolatra, ciclotimico ed alcolista, egli appare legato alle donne da un rapporto di bisogno nevrotico ed insofferenza endemica: se ha una storia con una ragazza muta che lo ama profondamente, dipoi la scarica senza spiegazione alcuna per impalmare una biondina intellettuale e fedifraga.

Alla fine della corsa lo troviamo solo, angosciato, capace di esprimere meglio i propri sentimenti con la musica, vieppiù staccato dalla comunicazione interpersonale: "Che fine ha fatto? Credo sia sparito, come svanito", conclude Woody Allen nei panni di se medesimo, commentatore impeccabile ed impassibile della storia narrata.
Ed a noi spettatori, sui titoli di coda, resta la consapevolezza che la magia - quella d’un cinema inconfondibile, leggero e pensoso, colto ed elegante, raffinato e popolare - si sia una volta di più ripetuta: non ci rimane che ringraziare, ed augurare all’artefice dell’illusione un cammino lunghissimo.
Tanti film ancora, uno all’anno: per rassicurarci sull’esistenza d’uno sguardo, d’un mondo, d’una civiltà.

Francesco Troiano

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Contiene:
• Il film Regione 1, Ntsc, Widescreen, Dolby Digital
• Sottotitoli Closed-captioned