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ACCORDI E DISACCORDI
(SWEET AND LOWDOWN)CAST TECNICO
ARTISTICO
Sceneggiatura e Regia: Woody Allen
Fotografia: Zhao
Fei
Scenografia: Santo Loquasto
Costumi: Laura Cunningham Bauer
Musica: Dick Hyman
Montaggio: Alisa Lepselter
Prodotto da: Jean Doumanian
(USA, 1999)
Durata: 92'
Distribuzione cinematografica: Cecchi Gori Group
PERSONAGGI E INTERPRETI
Emmet Ray: Sean Penn
Hattie: Samantha Morton
Blanche: Uma Thurman
Al Torrio: Anthony LaPaglia
Mr.Haynes: John Waters
  
Già in "Zelig" (1983), Woody Allen
ricostruiva lesistenza dun immaginario personaggio degli anni Trenta,
servendosi alluopo di finte testimonianze ed opinioni di personalità realmente
esistenti: oltre tre lustri più tardi, egli ripete il gioco in questo "Accordi e
disaccordi", proponendoci la biografia dun ipotetico chitarrista jazz, dotato
al punto desser secondo solo al grande Django Reinhardt.
Nello splendore delle
scenografie di Santo Loquasto, col prezioso ausilio alle
immagini di Zhao Fei (direttore della fotografia di
"Lanterne rosse", qui al suo debutto nellopera alleniana), ci si dipana
sotto gli occhi lesemplare vicenda di Emmet Ray: scopriamo la sua venerazione per il
già citato Reinhardt ("Quando lo sentiva suonare, cadeva svenuto"), le tendenze
cleptomani ("Una volta rubò una sveglia ad Hogey Carmichael, così quello perse una
registrazione"), la collaterale attività di lenone ("Non mi piace la parola
pappa, preferisco manager"), certe sue peculiari predilezioni (guardar i treni che
passano, sparare ai ratti nelle discariche).
Narcisista ed egolatra, ciclotimico ed alcolista, egli appare legato alle donne da
un rapporto di bisogno nevrotico ed insofferenza endemica: se ha una storia con una
ragazza muta che lo ama profondamente, dipoi la scarica senza spiegazione alcuna per
impalmare una biondina intellettuale e fedifraga.
Alla fine della corsa lo troviamo solo,
angosciato, capace di esprimere meglio i propri sentimenti con la musica, vieppiù
staccato dalla comunicazione interpersonale: "Che fine ha fatto? Credo sia sparito,
come svanito", conclude Woody Allen nei panni di se medesimo, commentatore
impeccabile ed impassibile della storia narrata.
Ed a noi spettatori, sui titoli di coda, resta la consapevolezza che la magia -
quella dun cinema inconfondibile, leggero e pensoso, colto ed elegante, raffinato e
popolare - si sia una volta di più ripetuta: non ci rimane che ringraziare, ed augurare
allartefice dellillusione un cammino lunghissimo.
Tanti film ancora, uno allanno: per
rassicurarci sullesistenza duno sguardo, dun mondo, duna civiltà.
Francesco Troiano
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Contiene:
Il film Regione 1, Ntsc, Widescreen, Dolby Digital
Sottotitoli Closed-captioned |
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