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LA STORIA DI
AGNES BROWNE CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Anjelica Huston
Sceneggiatura: John Goldsmith, Brendan OCarroll
Fotografia: Anthony B. Richmond
Scenografia: David Brockhurst
Costumi: Joan Bergin
Musica: Paddy Moloney
Prodotto da: Jim Sheridan, Anjelica Huston, Arthur Lappin
(USA, 1999)
Durata: 91
Distribuzione cinematografica: Istituto Luce
PERSONAGGI E INTERPRETI
Agnes Browne: Anjelica Huston
Marion Monks: Marion ODwyer
Mark Browne: Niall OShea
Frankie Browne: Ciaran Owens
Cathy Browne: Roxanna Williams
Simon Browne: Carl Power
Dermot Browne: Mark Power
Rory Browne: Garet OConnor
Trevor Browne: James Lappin
Mr. Billy: Ray Winstone
Pierre: Arno Chevrier
  
Dublino 1967. Agnes Browne attraversa le
strade del mercato altera e decisa. Le persone le si raccolgono intorno, la abbracciano
con affetto, le fanno coraggio. I suoi sette figli la precedono silenziosi, con indosso i
maglioncini nuovi avuti in beneficenza, verso la Chiesa che celebra i funerali del loro
padre. Sarà dura per Agnes. I soldi sono pochi, le minacce dello strozzino Billy le
tolgono il respiro, il lavoro scarseggia. Marion le trova un banchetto di frutta accanto
al suo e si offre di accompagnarla verso una nuova vita. In cui il dolore e la miseria
regnano da padroni, ma scontrandosi ogni giorno con una forza ed una caparbietà che
aiutano Agnes a ricominciare. Ad aggrapparsi ad un senso quasi ludico dellesistere,
in cui cè spazio per il lavoro, per i problemi adolescenziali dei suoi figli, per
la scoperta della propria femminilità desiderosa ancora di passione, per unamicizia
che diventa il suo credo spirituale.
La
storia di Agnes Browne è uno spaccato di vita delicato e poetico scandito da un
luogo ed un tempo precisi. Ma Agnes Browne è una figura universale, una donna dotata di
un grande senso dellorgoglio e di un animo votato alla tenerezza e alla
comprensione, che la conducono ben oltre i confini del suo paese. Merito di una sceneggiatura furba ed ammiccante, di stile tipicamente
irlandese, nel suo saper concentrare humor e commozione. Frutto di una
mano, quella di Brendan OCarroll, che sa giocare con le
parole, memore di unesperienza che dalla radiofonia ("Mrs Brownes Boys),
lo ha condotto al romanzo ("The Mammy"), per approdare alla scrittura
cinematografica, in collaborazione con Jim Sheridan (In
nome del padre, Il mio piede sinistro). E furba è tutta la
strategia della Huston, per la seconda volta nelle vesti di regista dopo Bastard
out of Carolina del 1996, per la sua capacità di far leva sui sentimenti, di
studiare lespressività infantile, di riscattare la donna di fronte alle avversità
della vita. E di dipingere un quadro dinamico e realistico in cui tutto è focalizzato:
lamicizia, intesa come forza e conforto; la povertà che veste di orgoglio e sazia
con la dignità; lamore, né fisico, né spirituale, ma assoluto; il coraggio, di
vivere e di morire.
Elisabetta
Marino
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