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Strade perdute
Un incubo impalpabile, un delirio
incomprensibile, un viaggio allucinato nei recessi pių oscuri della mente: questo, e
molto altro, costituisce il fulcro narrativo (?) della penultima opera firmata da David
Lynch. Il surrealismo estremo, memore degli esordi visionari dell'autore, rende
virtualmente impossibile raccontare una trama che pių volte cambia bruscamente percorso
(e personaggi) senza dare troppe spiegazioni allo spettatore, lasciandolo in preda a un
pronunciato senso di angoscia e disorientamento. Film difficile e difficilmente
difendibile, che sfida tutte le normali regole narrative che sarebbe lecito attendersi da
un'opera cinematografica, Lost Highway attinge indiscriminatamente e
voluttuosamente dall'horror (in questo senso č formidabile e quasi insostenibile la prima
parte) dal noir e dal film erotico, ponendosi alla fine come un
excursus completo delle sensazioni e paure umane. Una volta Luis Bunuel fu
interrogato riguardo al significato del suo film surrealista "L'Angelo
Sterminatore" e rispose seccamente: "Il mio film non ha un senso. Del resto,
la vita lo ha?"; David Lynch, a chi gli chiedeva illuminazioni su "Lost
Highway", ha invece risposto: "Il mio film č composto della materia di cui
sono fatti gli incubi. Io ho paura di molte cose, ma soprattutto delle bocche e dei denti
degli uomini..".
Non per tutti.
In conclusione di questo breve saggio, ci
auguriamo che il regista segua le stesse indicazioni che, con sagace solerzia, aveva
sapientemente indirizzato a tutti i giovani aspiranti registi. Dichiarazioni che, per
stima e simpatia, voglio riportare integralmente come forma di speranzoso augurio: "Consigli per i giovani registi: non infilatevi alcun
tipo di fagiolo su per il naso. Evitate di infilare oggetti, soprattutto metallici, nelle
prese di corrente. Guardate da entrambi i lati prima di attraversare una strada. Non
assumete alcun medicinale se non vi e' stato prescritto da un dottore. Non guardate mai
direttamente il sole. Non immergetevi nell'acqua a meno che non siate certi che non
contenga alcun materiale nocivo. Per ulteriori informazioni sulla sicurezza, potete
consultare la biblioteca locale.".
a cura di Luigi
De Angelis
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