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Twin Peaks
Il passaggio da eclettico artista
underground a celebrità avviene grazie ad una serie televisiva, la tanto decantata Twin
Peaks.
Lynch ne è l'ideatore nonché produttore insieme a Mark Frost,
inoltre dirige personalmente alcuni episodi fra cui il bellissimo pilot.
Twin Peaks racchiude il meglio e il peggio dell'arte del regista. Da un
punto di vista narrativo rappresenta una sorta di gigantesco vocabolario delle ossessioni
care all'autore: la cittadina ridente che nasconde turpi segreti, la doppia vita-realtà
delle persone, le lettere dell'alfabeto (che il misterioso assassino infila con dovizia
sotto le unghie delle sue vittime), i boschi (quindi il legno, il ciocco come frammento
che costituisce storia) e così via. Sotto altri aspetti l'opera ci restituisce un Lynch
fortemente edulcorato, i cui stravaganti metodi narrativi sono stati rimodellati da mani
esperte al fine di incontrare il gusto e l'attenzione del pubblico più semplice delle
soap-operas.
L'enorme consenso riscosso dalla serie porta all'affrettata produzione di successive
stagioni, con nuovi elementi narrativi sempre più banali anche perche' generati da
istinti puramente economici. La progressiva omologazione di Twin Peaks a
strutture sempre più tradizionali porta al lento declino della serie, fino alla sua
totale scomparsa dopo una stagione che spicca per banalità e luoghi comuni.
Contemporaneamente Lynch gira un curioso video
sperimentale chiamato "Industrial Symphony N.1" , una sorta di
concerto-spettacolo interpretato dalla cantante Julee Cruise
e musicato dal fedele Badalamenti con l'apporto dello stesso regista ai testi delle
canzoni. Un secondo tentativo televisivo dell'accoppiata Lynch-Frost dal titolo On
The Air non merita alcun commento per la scontatezza e demenzialità delle
situazioni, così come una serie di noiosi documentari su luoghi geografici e attività
piu, o meno note dell'America dal titolo American Chronicles. Dirige
anche due episodi del film televisivo Hotel Room (uscito in video con il
titolo "Stanza d'Hotel") caratterizzati da un senso di sospensione in cui le
vicende non arrivano mai ad una chiarificazione, lasciando lo spettatore in contemplazione
di quell'immobilità che il regista tenta di animare con sprazzi di efficace surrealismo.
Lynch sembra aver concluso, con "Twin
Peaks", un ciclo creativo molto importante e, purtroppo, non nel migliore dei modi.
E' ormai scoppiata la Lynch-mania, gente assolutamente ignara del lavoro del
regista si dichiara profonda conoscitrice della sua opera, i suoi primi film, allora
vituperati dalla critica, vengono riletti secondo ottiche entusiastiche che sottolineano
in maniera forse eccessiva i pregi del regista. Il terreno è fertile per uno sfruttamento
commerciale e le produzioni hollywoodiane non si fanno scappare l'occasione di produrre il
successivo (e finora ultimo) film di Lynch, Twin Peaks, Fuoco Cammina Con Me
sembra essere, dalle premesse, un prodotto di sicuro successo al botteghino. Il film e' un
"prequel", racconta cioe' quello che e' avvenuto prima della storia narrata
nella serie televisiva. Purtroppo i media sono giunti a saturazione e l'idolo Lynch, così
come era stato fulmineamente adorato, viene sottoposto ad un vero e proprio linciaggio
(scusate il gioco di parole) da ogni parte. Il settimanale Time, che precedentemente aveva
dedicato copertine, interviste e critiche eccellenti alla serie televisiva, distrugge il
film in meno di venti righe. Molti dei luoghi e delle atmosfere presenti nella serie
televisiva sono assenti e tutta l'opera viene riletta nell'ottica di un selvaggio e spesso
indecifrabile surrealismo. Come osserva Paolo Cerchi Usai sulle pagine di SegnoCinema, è
possibile che "Fuoco Cammina Con Me" sia il fine e "Twin Peaks" il
mezzo, una sorta di disegno preparatorio per un'opera che si propone il ritorno alle
origini ("Eraserhead" ad esempio, sembra avere molto in comune con l'opera).
Ciò può bastare a scoraggiare l'opinione di chi ha visto nel film un'operazione
meramente commerciale e di marketing. Con "Fuoco Cammina Con Me" Lynch sembra
compiere un atto purificatorio, capace di restituirgli una verginità artistica
indispensabile per continuare nel proprio personale cammino di sperimentazione e ricerca."
Sperimentazione e ricerca che continua nel successivo film di Lynch, l'indecifrabile, ma
affascinante Strade perdute.
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