Anno V - Numero 9 - Febbraio 2000

Speciale David Lynch


Cuore selvaggio

Dopo questo film Lynch realizza uno scadente cortometraggio per la televisione francese intitolato The Cowboy and The Frenchman interpretato, tra gli altri, da Harry Dean Stanton e da Jack Vance. A parte la conferma di una certa aridità del suo stile visionario se separata da intuizioni narrative di eguale consistenza, il cortometraggio delinea forse un momento di confusione derivante probabilmente dalle scandalizzate critiche che furono rivolte a Velluto Blu.

7.jpg (10958 bytes)Nel 1990 esce Cuore Selvaggio, contestatissima e fischiatissima palma d'oro a Cannes (vinta soprattutto per insistenza di Bernardo Bertolucci, allora presidente della giuria).
Interpretato da Nicolas Cage (nel ruolo di Sailor) e Laura Dern (Lula), il film è, apparentemente, un campionario di banalità e scelte narrative da soap-opera, in cui i personaggi si esprimono con un vocabolario limitato e intriso di violente imprecazioni.
Nuovo, ma stavolta annunciato, scandalo per le numerose scene splatter al limite del sopportabile, il film, tratto da un famoso romanzo "on the road" di Barry Gifford presenta un'inquietante galleria di personaggi votati alla perdizione.

6.jpg (10655 bytes)La reazione generale dei media è comunque diversa rispetto a Velluto Blu, complice anche una saturazione di mercato (il film esce in contemporanea alla serie televisiva Twin Peaks, di cui parleremo oltre) che di certo non giova al cammino artistico del regista. La versione iniziale del film durava più di quattro ore, tagliata in seguito dallo stesso regista oltre che per evidenti motivi commerciali, perché consapevole dell'eccessiva violenza di alcune scene. In proposito Lynch ha dichiarato che "c'è un limite oltre il quale la violenza può prendere la mano..." e, coscientemente, ha privato il film di alcune esplicite scene sessuali e di numerosissimi frammenti gore, anche se numerose sequenze-shock (come il monologo di Sherilyn Fenn, vittima moribonda di un incidente stradale) sono rimaste intatte. A differenza di Blue Velvet dove era presente una tensione controllata, in Cuore Selvaggio la libertà di espressione del regista ha come unico freno la tolleranza della censura. Tutto ciò restituisce un chiaro esempio di creatività apertamente ostile all'autocontrollo, anche se gli atteggiamenti potenzialmente più eversivi dell'autore sembrano messi a dura prova dal forzato inserimento del personaggio-Lynch nelle regole dello star-system.

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