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Cuore selvaggio
Dopo questo film Lynch realizza uno
scadente cortometraggio per la televisione francese intitolato The Cowboy and The
Frenchman interpretato, tra gli altri, da Harry Dean
Stanton e da Jack Vance. A parte la conferma di una
certa aridità del suo stile visionario se separata da intuizioni narrative di eguale
consistenza, il cortometraggio delinea forse un momento di confusione derivante
probabilmente dalle scandalizzate critiche che furono rivolte a Velluto Blu.
Nel 1990 esce Cuore Selvaggio,
contestatissima e fischiatissima palma d'oro a Cannes (vinta soprattutto per insistenza di
Bernardo Bertolucci, allora presidente della giuria).
Interpretato da Nicolas Cage (nel ruolo di Sailor) e Laura Dern (Lula), il film è, apparentemente, un campionario di
banalità e scelte narrative da soap-opera, in cui i personaggi si esprimono con un
vocabolario limitato e intriso di violente imprecazioni.
Nuovo, ma stavolta annunciato, scandalo per le numerose scene splatter al limite del
sopportabile, il film, tratto da un famoso romanzo "on the road" di Barry Gifford presenta un'inquietante galleria di personaggi votati
alla perdizione.
La reazione generale dei media è comunque diversa
rispetto a Velluto Blu, complice anche una saturazione di mercato (il
film esce in contemporanea alla serie televisiva Twin Peaks, di cui
parleremo oltre) che di certo non giova al cammino artistico del regista. La versione
iniziale del film durava più di quattro ore, tagliata in seguito dallo stesso regista
oltre che per evidenti motivi commerciali, perché consapevole dell'eccessiva violenza di
alcune scene. In proposito Lynch ha dichiarato che "c'è un limite oltre il quale la
violenza può prendere la mano..." e, coscientemente, ha privato il film di alcune
esplicite scene sessuali e di numerosissimi frammenti gore, anche se numerose
sequenze-shock (come il monologo di Sherilyn Fenn, vittima
moribonda di un incidente stradale) sono rimaste intatte. A differenza di Blue
Velvet dove era presente una tensione controllata, in Cuore Selvaggio
la libertà di espressione del regista ha come unico freno la tolleranza della censura.
Tutto ciò restituisce un chiaro esempio di creatività apertamente ostile
all'autocontrollo, anche se gli atteggiamenti potenzialmente più eversivi dell'autore
sembrano messi a dura prova dal forzato inserimento del personaggio-Lynch nelle regole
dello star-system.
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