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Velluto Blu
Dopo un ennesimo tentativo fallito di
realizzare Ronnie Rocket, Lynch inizia a lavorare ad una sua
sceneggiatura originale che egli stesso descrive come: "...una storia d'amore e di
mistero.... si tratta di un tizio che si ritrova contemporaneamente in due mondi diversi,
uno piacevole, l'altro oscuro e terribile." Il film si intitola Velluto Blu e
rappresenta un salto qualitativo notevole nella definizione delle capacità espressive del
regista. Protagonisti del film sono Isabella Rossellini (allora
moglie di Lynch), Kyle MacLachlan, Laura
Dern e Dennis Hopper.
Alla
sua uscita e presentazione al festival di Cannes il film fu accolto da roventi critiche.
Gian Luigi Rondi si dichiarò offeso e disgustato dall'opera, con l'unica consolazione che
la sua amica Ingrid Bergman non fosse viva per assistere allo scempio immorale cui veniva
sottoposta sua figlia nella pellicola. Di certo Velluto Blu è un film
per palati forti che unisce il gusto sadico e perverso del regista per le situazioni
estreme e inenarrabili ad una costruzione narrativa surreale e intrisa di simbolismi. Sin
dal suo memorabile inizio, in cui viene mostrata una città-cartolina, apparentemente
ridente e perfetta, l'atmosfera di anticipazione per ciò che lo spettatore sà o
intuisce, dovrà accadere è insostenibile. Velluto Blu, prima di ogni
altra cosa, è un film sullo "sguardo". Il protagonista trova un orecchio
mozzato, puro oggetto organico, e l'occhio della macchina da presa insiste in una
carrellata che sembra essere senza fine, fino a mostrarci l'interno dello strano
"oggetto" completamente invaso da insetti di ogni tipo (l'entomologia, si noti,
e' un'altra delle fissazioni di Lynch, che già bambino osservava rapito il lavoro di suo
padre, uno scienziato che faceva esperimenti sulle malattie del legno e sugli insetti).
Jeffrey (Kyle MacLachlan) osserva nascosto in un armadio, in
ciò sostituendosi e rappresentando lo spettatore cinematografico, il violento stupro di
Dorothy (Isabella Rossellini) da parte del gangster Frank
Booth (Hopper).
Lo
stesso Frank impone alla donna di "non guardarlo" mentre, contemporaneamente,
ripete in maniera ossessiva la richiesta di "fargliela vedere". La scena, per la
cronaca, include anche un violento fist-fucking che il gangster impone alla donna e che
Lynch, con estrema naturalezza, riprende senza enfasi o particolari sottolineature. La
rappresentazione della crudeltà e del delirio mentale raggiunge momenti di sublime
surrealismo nel momento in cui il ragazzo e il gangster, trovatisi faccia a faccia,
imbastiscono un confuso discorso sottolineato dalle note della canzone di Roy Orbison In Dreams. Con Velluto Blu
inizia la collaborazione del regista con il musicista Angelo
Badalamenti, d'ora in poi efficacissimo partner in tutte le sue successive
produzioni con composizioni rarefatte e dalle sonorità anni '50.
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