Anno V - Numero 9 - Febbraio 2000

Speciale David Lynch


Velluto Blu

Dopo un ennesimo tentativo fallito di realizzare Ronnie Rocket, Lynch inizia a lavorare ad una sua sceneggiatura originale che egli stesso descrive come: "...una storia d'amore e di mistero.... si tratta di un tizio che si ritrova contemporaneamente in due mondi diversi, uno piacevole, l'altro oscuro e terribile." Il film si intitola Velluto Blu e rappresenta un salto qualitativo notevole nella definizione delle capacità espressive del regista. Protagonisti del film sono Isabella Rossellini (allora moglie di Lynch), Kyle MacLachlan, Laura Dern e Dennis Hopper.
4.jpg (12404 bytes)Alla sua uscita e presentazione al festival di Cannes il film fu accolto da roventi critiche. Gian Luigi Rondi si dichiarò offeso e disgustato dall'opera, con l'unica consolazione che la sua amica Ingrid Bergman non fosse viva per assistere allo scempio immorale cui veniva sottoposta sua figlia nella pellicola. Di certo Velluto Blu è un film per palati forti che unisce il gusto sadico e perverso del regista per le situazioni estreme e inenarrabili ad una costruzione narrativa surreale e intrisa di simbolismi. Sin dal suo memorabile inizio, in cui viene mostrata una città-cartolina, apparentemente ridente e perfetta, l'atmosfera di anticipazione per ciò che lo spettatore sà o intuisce, dovrà accadere è insostenibile. Velluto Blu, prima di ogni altra cosa, è un film sullo "sguardo". Il protagonista trova un orecchio mozzato, puro oggetto organico, e l'occhio della macchina da presa insiste in una carrellata che sembra essere senza fine, fino a mostrarci l'interno dello strano "oggetto" completamente invaso da insetti di ogni tipo (l'entomologia, si noti, e' un'altra delle fissazioni di Lynch, che già bambino osservava rapito il lavoro di suo padre, uno scienziato che faceva esperimenti sulle malattie del legno e sugli insetti). Jeffrey (Kyle MacLachlan) osserva nascosto in un armadio, in ciò sostituendosi e rappresentando lo spettatore cinematografico, il violento stupro di Dorothy (Isabella Rossellini) da parte del gangster Frank Booth (Hopper).
5.jpg (12009 bytes)Lo stesso Frank impone alla donna di "non guardarlo" mentre, contemporaneamente, ripete in maniera ossessiva la richiesta di "fargliela vedere". La scena, per la cronaca, include anche un violento fist-fucking che il gangster impone alla donna e che Lynch, con estrema naturalezza, riprende senza enfasi o particolari sottolineature. La rappresentazione della crudeltà e del delirio mentale raggiunge momenti di sublime surrealismo nel momento in cui il ragazzo e il gangster, trovatisi faccia a faccia, imbastiscono un confuso discorso sottolineato dalle note della canzone di Roy Orbison In Dreams. Con Velluto Blu inizia la collaborazione del regista con il musicista Angelo Badalamenti, d'ora in poi efficacissimo partner in tutte le sue successive produzioni con composizioni rarefatte e dalle sonorità anni '50.

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