Anno V - Numero 9 - Febbraio 2000

Speciale David Lynch


Dune

Reduce dall'esperienza con la Brooksfilm, Lynch riceve la proposta da George Lucas di girare Il ritorno dello Jedi, terzo capitolo della saga di "Guerre Stellari". Il regista rifiuterà dichiarandosi contrario a girare un film in cui avrebbe dovuto riprendere personaggi già delineati nei precedenti capitoli ma, soprattutto, spaventato dalla prospettiva che il film diventi un'opera più di Lucas che sua. Propone quindi a Francis Ford Coppola il soggetto di Ronnie Rocket, una storia "di un bravo omettino alto un metro che cammina a corrente alternata a 60 watt e che ha dei gravi problemi psichici". Coppola sembra interessato ma, in seguito al fallimento della sua casa di produzione, la Zoetrope, il progetto salta (anche se Lynch continuerà, per ora inutilmente, a rincorrere questo sogno). In ogni caso Coppola lo presenta al cantante rock Sting, allora al suo debutto nel mondo del cinema, che Lynch scritturerà a breve termine per il suo successivo film, il controverso ma bellissimo Dune.
Film dalla storia travagliata (vi sono voci secondo le quali fu iniziato e poi abbandonato da Jodorowsky), Dune è tratto dalla saga letteraria fantascientifica dello scrittore Frank Herbert e prodotto da De Laurentiis. Lynch ebbe molta libertà nella scelta del cast (inizia anche, con questo film, la collaborazione con l'attore Kyle MacLachlan) e della musica, per la quale scelse senza esitazioni una efficace anche se ripetitiva colonna sonora del gruppo dei Toto. L'unico limite che gli fu imposto, e che lui con molte riserve e perplessità fu costretto ad accettare, riguardava la durata che non doveva superare le due ore e mezzo. Dune rivelerà il peso di questa costrizione sotto forma di una diseguaglianza di ritmo narrativo fra le varie parti molto accentuata, cosa che anche i critici notarono adducendola come principale motivo di fallimento del film. In realtà Dune rappresenta un coraggioso e riuscito esempio di creare un cinema di fantascienza capace di una lettura a più livelli, le cui suggestioni visive e sonore costituiscono fonte di inquietudine e meraviglia per lo spettatore più incline a tale tipologia di opere.
dune1.jpg (12220 bytes)Essendo il film destinato ad un pubblico molto vasto ed eterogeneo, molte scene particolarmente cruente o ripugnanti furono tagliate in fase di montaggio, onde evitare l'intervento censorio sull'opera finita (cosa mai auspicabile ad un autore geloso delle proprie creazioni). In particolare si ricorda una scena, ormai divenuta di culto, fra gli amanti del film, in cui il dottor Yueh infila la mano dentro a un cadavere estraendone le interiora decomposte. La crudeltà e l'effetto ripugnante sono comunque parte inscindibile dell'opera lynchiana e così sono sopravvissute intatte altre scene di non minor impatto visivo, come quella del sacrificio omosessuale in cui il barone Wladimir dissangua una preda terrorizzata, o il ripugnante trattamento cutaneo cui, sempre il barone Wladimir, viene sottoposto dai suoi adoranti sudditi. La serie di romanzi da cui il film è tratto insiste molto sull'aspetto psicologico e interiore dei protagonisti, Lynch costruisce su questo aspetto del film alcune suggestive sequenze in cui una voce fuori campo, rappresentante il pensiero del protagonista, dispiega umori e sensazioni. La scelta fu molto criticata ma, a nostro avviso, conferisce una personalità indelebile a tutta l'opera, rendendola narrativamente innovativa. Dune è purtroppo un completo disastro al botteghino, tanto che viene cancellato il suo sequel per il quale il regista aveva già firmato un contratto.

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