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Dune
Reduce dall'esperienza con la Brooksfilm,
Lynch riceve la proposta da George Lucas di girare Il ritorno dello Jedi,
terzo capitolo della saga di "Guerre Stellari". Il regista rifiuterà
dichiarandosi contrario a girare un film in cui avrebbe dovuto riprendere personaggi già
delineati nei precedenti capitoli ma, soprattutto, spaventato dalla prospettiva che il
film diventi un'opera più di Lucas che sua. Propone quindi a Francis
Ford Coppola il soggetto di Ronnie Rocket, una storia "di un
bravo omettino alto un metro che cammina a corrente alternata a 60 watt e che ha dei gravi
problemi psichici". Coppola sembra interessato ma, in seguito al fallimento della sua
casa di produzione, la Zoetrope, il progetto salta (anche se Lynch continuerà, per ora
inutilmente, a rincorrere questo sogno). In ogni caso Coppola lo presenta al cantante rock
Sting, allora al suo debutto nel mondo del cinema, che Lynch
scritturerà a breve termine per il suo successivo film, il controverso ma bellissimo Dune.
Film dalla storia travagliata (vi sono voci secondo le quali fu iniziato e poi abbandonato
da Jodorowsky), Dune è tratto dalla saga
letteraria fantascientifica dello scrittore Frank Herbert e
prodotto da De Laurentiis. Lynch ebbe molta libertà nella
scelta del cast (inizia anche, con questo film, la collaborazione con l'attore Kyle MacLachlan) e della musica, per la quale scelse senza
esitazioni una efficace anche se ripetitiva colonna sonora del gruppo dei Toto. L'unico limite che gli fu imposto, e che lui con molte
riserve e perplessità fu costretto ad accettare, riguardava la durata che non doveva
superare le due ore e mezzo. Dune rivelerà il peso di questa costrizione
sotto forma di una diseguaglianza di ritmo narrativo fra le
varie parti molto accentuata, cosa che anche i critici notarono
adducendola come principale motivo di fallimento del film. In
realtà Dune rappresenta un coraggioso e riuscito esempio di creare un cinema di
fantascienza capace di una lettura a più livelli, le cui suggestioni
visive e sonore costituiscono fonte di inquietudine e meraviglia per lo spettatore più
incline a tale tipologia di opere. Essendo il film destinato ad un pubblico
molto vasto ed eterogeneo, molte scene particolarmente cruente o ripugnanti furono
tagliate in fase di montaggio, onde evitare l'intervento censorio sull'opera finita (cosa
mai auspicabile ad un autore geloso delle proprie creazioni). In particolare si ricorda
una scena, ormai divenuta di culto, fra gli amanti del film, in cui il dottor Yueh infila
la mano dentro a un cadavere estraendone le interiora decomposte. La crudeltà e l'effetto
ripugnante sono comunque parte inscindibile dell'opera lynchiana e così sono
sopravvissute intatte altre scene di non minor impatto visivo, come quella del sacrificio
omosessuale in cui il barone Wladimir dissangua una preda terrorizzata, o il ripugnante
trattamento cutaneo cui, sempre il barone Wladimir, viene sottoposto dai suoi adoranti
sudditi. La serie di romanzi da cui il film è tratto insiste molto sull'aspetto
psicologico e interiore dei protagonisti, Lynch costruisce su questo aspetto del film
alcune suggestive sequenze in cui una voce fuori campo, rappresentante il pensiero del
protagonista, dispiega umori e sensazioni. La scelta fu molto criticata ma, a nostro
avviso, conferisce una personalità indelebile a tutta l'opera, rendendola narrativamente
innovativa. Dune è purtroppo un completo disastro al botteghino, tanto
che viene cancellato il suo sequel per il quale il regista aveva già firmato un
contratto.
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