Anno V - Numero 9 - Febbraio 2000

Speciale David Lynch


Eraserhead

Lynch si iscrive al Center for Advanced Film Studies e comincia a lavorare ad una sceneggiatura a cui tiene molto dal titolo "Gardenback". Il regista non riesce a trovare i finanziamenti per quest'opera che definisce "una storia d'adulterio che ha molto a che fare con i giardini e con gli insetti" ed è costretto, a malincuore, ad abbandonare il progetto. Si dedica quindi ad un lungometraggio dal titolo Eraserhead (traduzione letterale:"La testa che cancella") nato da un suo incubo in cui una testa appena mozzata da un corpo veniva usata come gomma per cancellare. Il Center for Advanced film Studies è restio a finanziare lungometraggi e rende disponibile per il regista una somma di cinquemila dollari per realizzare un cortometraggio della durata di ventuno minuti basato su una sceneggiatura di ventuno pagine. 3.jpg (6794 bytes)Lynch si dimostra apparentemente favorevole alla decisione (bluffando) ed ottiene il permesso di girare il film in 35 mm. in bianco e nero. Le tecniche dell'animazione sono messe in secondo piano dall'autore in favore di una recitazione live anche se, in seguito alla temporanea defezione del protagonista, girerà delle scene in stop-motion utilizzando un pupazzo somigliante per rimpiazzare l'attore (scene mai ultimate né incluse nel film).

Raccontare la trama di Eraserhead è impresa ardua soprattutto perché il film non è, per sua natura, raccontabile. L'insieme surreale e caotico di gesti, suoni, corpi, immagini che costituiscono l'opera richiede di essere vissuto, e più volte verificato, dallo spettatore al fine di ricavarne una logica successione. Eraserhead verrà ultimato nella completa indigenza economica del regista che al film sacrificherà la propria vita privata nell'ossessione di terminarlo. Lynch arriverà persino a perdere la propria abitazione dormendo, all'insaputa di tutti, sul set del film e cancellando ogni mattino le tracce della sua presenza. Come raramente accade nel mondo del cinema l'opera si rivela, inaspettatamente, un grande successo nel circuito intellettuale e underground dei famosi "spettacoli di mezzanotte". Eraserhead vive di vita propria, discostandosi completamente dal suo autore e rappresentando per lo spettatore un'esperienza da vivere collettivamente in una sala cinematografica e su cui riflettere. Se è vero che il cinema, inteso come finzione, non deve in alcun caso somigliare alla realtà, né rappresentarla (almeno, non necessariamente), Lynch più che stravolgere o deformare il quotidiano, lo rende oltraggioso, cerca disperatamente di rivoltare le creazioni contro il creatore (il bambino mostruoso di Eraserhead), di sovvertire l'ordine naturale delle cose che vuole rendere tutto il mondo circostante legato alla perfezione ritmica di una vita sana e serena.

Con questo primo lungometraggio iniziano anche a delinearsi alcuni dei temi e delle ossessioni ricorrenti del regista. In primo luogo Lynch sembra affermare che il male, prima che nelle persone, si nasconde nei loro oggetti. In Eraserhead il termosifone della squallida camera da letto del protagonista si trasforma in una sorta di finestra dimensionale, capace di evocare immagini malate come quella di una dolcissima donna dalle guance devastate da una sorta di tumore che canta un motivetto monotono e orecchiabile mentre, con assoluta naturalezza e una sorta di ritrosia, schiaccia delle strane forme di vita biancastre che piovono dal cielo spargendone le interiora sul pavimento. In seguito gli oggetti-corpo del cinema di Lynch svolgeranno una funzione primaria in film come Velluto Blu (l'orecchio mozzato da cui prende corpo la vicenda) o la serie televisiva di Twin Peaks (dove le macabre scoperte saranno suggerite al detective Dale Cooper da un vecchio disco, un ciocco di legno o una gomma da masticare). Anni dopo questa esperienza il regista dichiarerà che, probabilmente, se avesse insistito nel girare film come Eraserhead non avrebbe potuto continuare a fare cinema. Molti critici si erano infatti soffermati esclusivamente sugli aspetti ripugnanti del film, sottolineandone la natura prettamente "fisiologica", in ciò immemori di alcuni illustri esempi cui l'opera può venire tranquillamente accostata, primo fra tutti quel Chien Andalou che procurò simili guai al suo autore Bunuel.

Continua


Acquista i libri, i video e le colonne sonore dei film di cui abbiamo parlato su Amazon.com, il più fornito negozio interattivo della rete!

Search: Enter keywords...

logo.gif (1915 bytes)