|
La pittura e i cortometraggi
"Six figures", "The alphabet", "The Grandmother"
Corpi, figure, flussi, rumori che sono, allo
stesso tempo, suono e sensazione: è difficile circoscrivere
il cinema di Lynch in una categoria precisa in quanto egli sembra voler
sottolineare, ad ogni inquadratura, il bisogno quasi morboso di sottrarsi ad una
classificazione. Le sue opere sono dichiaratamente estranee
ad un secolo di cultura cinematografica (a parte piccoli, marginali
dettagli), prive di qualsiasi memoria storica hanno come
unico punto di riferimento le personali esperienze di vita dell'autore, filtrate
nell'ottica distorta e visionaria di un surrealismo feroce e fortemente disturbante.
Il primo approccio all'arte visiva Lynch lo ebbe
attraverso la pittura e molto, di questo suo amore, è rimasto nella successiva produzione
cinematografica. Il passaggio fra i due modi espressivi avvenne per il bisogno, quasi
fisiologico, che l'artista sentiva di dover vedere le sue opere in movimento. I suoi primi
lavori, infatti, sono da lui stesso definiti come "film painting", substrati
scultorei o pittorici sui quali vengono proiettate immagini ripetitive ottenute con la
tecnica dell'animazione. Così, ad esempio, per il famoso Six figures del
1967, dove un film rappresentante stomaci che si dilatano fino ad esplodere e teste che
lentamente prendono fuoco viene proiettato ripetitivamente su di uno schermo
televisivo-scultura adornato da immagini in rilievo di teste e braccia. Il tutto, come
diverrà caratteristica dell'autore, accompagnato da un lancinante e ossessivo suono di
una sirena impazzita, una efficace "texture" sonora a sottolineare l'angoscioso
clima dell'opera. Il successo ottenuto con questo tentativo sperimentale di cinematografia
spinge un mecenate (certo H. Barton Wasserman) a finanziare
il giovane artista per un nuovo lavoro basato sulla tecnica di "Six Figures".
Con i soldi avuti in donazione Lynch compra una cinepresa ma, malauguratamente, il fuoco
della macchina si rivela difettoso, vanificando mesi di lavoro. Con i pochi soldi
rimastigli riesce comunque a realizzare un cortometraggio intitolato The Alphabet
avente come tema le difficoltà (così come i timori e le paure) legate all'apprendimento,
personale idiosincrasia dell'autore da sempre restio ad un'educazione di tipo scolastico.
Il breve filmato (dura solo 4 minuti) si apre con l'immagine di una donna (interpretata da
Peggy, l'allora moglie del regista) sdraiata su un letto mentre delle inquietanti voci
infantili ripetono in maniera ossessiva le prime tre lettere dell'alfabeto. Delle strane
forme generano lettere che, a loro volta, sembrano partorire lettere più piccole, mentre
una donna seduta in una stanza inizia a decomporsi lentamente. Una successiva inquadratura
mostra una bocca in primo piano che pronuncia le parole "Please
remember that you're dealing with the human form" (per favore ricordati che
stai trattando la forma umana).
Nell'ultima parte, formata da una veloce successione di inquadrature, una donna protende
istericamente le mani verso le lettere dell'alfabeto disposte disordinatamente. Il breve
film si conclude con la donna dell'inizio rannicchiata sullo stesso letto mentre si copre
freneticamente il volto con una mano. L'American Film Institute di Los Angeles, visionato
il cortometraggio del giovane regista, gli concede un finanziamento per un'opera più
articolata. Lynch decide di continuare nell'utilizzo della tecnica di animazione unita
alla live-action, facendo anche ricorso alla "pixellation", una particolare
tecnica di ripresa fotogramma per fotogramma in cui gli attori sono sovrapposti alle
immagini di animazione con un risultato simile a quello della stop-motion.
Il cortometraggio (questa volta della durata
più corposa di 34 minuti) si intitola The Grandmother (La nonna) e
rappresenta una crescita ulteriore dell'immaginario fortemente disturbato del regista,
presentando un'opera seminale sulla nascita e la vita che
non esita ad affrontare temi scabrosi legati alla sessualità infantile e all'incesto.
Al cortometraggio collabora anche il tecnico del suono Alan Splet,
dando inizio ad un sodalizio con il regista che dura tutt'oggi. Nella storia di un
ragazzino vittima di una famiglia insensibile e violenta che, piantando un seme nel
materasso lurido della sua camera, fa "nascere" una nonna affettuosa e materna,
troviamo molte delle ossessioni tipiche dell'autore. Lynch ha sempre dichiarato di essere
terrorizzato dalla normalità. Le idilliache scene familiari, i tranquilli paesi della
periferia americana tutti sorrisi e buoni sentimenti, nascondono, secondo l'autore,
segreti inconfessabili e perversioni inimmaginabili (in seguito darà voce a queste
ossessioni con film come Velluto Blu o Twin Peaks).
Un'altra caratteristica tipica del suo stile è rappresentata dal rapimento, quasi
ipnotico, con cui descrive e osserva le macchine industriali e il ripetitivo moto degli
apparecchi in una catena di montaggio. Infatti in "The Grandmother" la teoria
astratta che regola le fasi e lo svolgimento della vita e' rappresentata come un montaggio
elettrico-industriale. "The Grandmother" rappresenta una sintesi compatta delle
problematiche e dello stile espressivo dell'autore ed ha il merito di proporre un Lynch
non ancora corretto o censurato. Il film viene terminato con grandi difficoltà,
ricorrendo ad ulteriori finanziamenti, ma non riscuote lo stesso grado di interesse dei
suoi precedenti lavori.
Continua
Acquista i libri, i video e le colonne sonore
dei film di cui abbiamo parlato su Amazon.com, il più fornito negozio interattivo della rete!
|