Anno V - Numero 9 - Febbraio 2000 |
I film del mese |
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| NON UNO DI
MENO (YI GE DOU BU HENG SHAO) CAST TECNICO ARTISTICO Regia: Zhang Yimou PERSONAGGI E INTERPRETI Wei Minzhi, Zhang Huike, Tian Zhenda, Gao Ennan, Sun Zhimei
Come la Gallia di giuliocesariana memoria, anche Zhang Yimou risulta diviso in partes tres. Cè lo Zhang stilistico-tradizionale (da Sorgo rosso a quel Keep cool che rimane, anche solo a livello di tentativo, una delle sue cose migliori), lo Zhang storico-tradizionale (Vivere) e lo Zhang macchina da festival-uomo dai rapporti contraddittori con il governo di Pechino. Lultimo Zhang, ovviamente, contiene gli altri due. Il preambolo è necessario per posizionare esattamente Non uno di meno sulla carta geografica della Cina. Difficile stabilire quanto vi sia di piaggeria verso lestablishment in questo film. La quantità di gentili funzionari governativi che la giovanissima supplente incontra nella sua ricerca del figliol prodigo, un bambino allontanatosi da scuola, è decisamente sospetta. Più facile determinare come il cinema orientale, dallIran al Catai, sappia ormai orientare i suoi prodotti verso il gusto degli occidentali, soprattutto quelli che frequentano i festival. Il podio di Venezia, con Yimou e liracondo Kiarostami a contendersi i premi maggiori, sta a dimostrarlo. Spento il livore contro Non uno di meno determinato dalla pochezza di quel verdetto, si può più serenamente rivedere il giudizio. Confermando una cosa, almeno: poco dice di più, questo film, nelliter creativo del regista cinese. Storia di provincia, una delle tante in quellimpero sterminato che è la Cina. Storia di bambini, storia che mette a confronto città e campagna, per una volta senza stabilire gerarchie di valore. Attori non professionisti, costante e progressivo adeguamento ad una narrazione piana e senza salti. Peccato che questo livellamento affossi sequenza dopo sequenza le possibilità espressive del film, ridotto dallestrema prevedibilità ad essere, più che una pellicola di Zhang Yimou, una propedeutica introduzione alla sua filmografia. Stranamente laccata da occhi particolarmente riguardosi verso i buoni istinti della società cinese. Del rigore compositivo di Zhang resta qualche traccia qua e là, sepolta nel chiassoso andirivieni degli alunni o nel dedalo babilonese dellagglomerato urbano. È questo un brutto film? Tuttaltro, verrebbe da dire. È questo un film necessario? Tuttaltro. Lidea che possa trattarsi di unopera di compromesso, per risolvere i contrastati rapporti con chi, a Zhang Yimou, ha spesso tolto persino il passaporto, non è peregrina. Il resto lo dirà il prossimo The Road Home, medaglia dargento al Festival di Berlino, annunciato in spolvero decisamente maggiore. Acquista i libri, i video e le colonne sonore dei film di cui abbiamo parlato su Amazon.com, il più fornito negozio interattivo della rete!
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