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L'UOMO
BICENTENARIO
(BICENTENNIAL MAN)CAST TECNICO
ARTISTICO
Regia:
Chris Columbus
Sceneggiatura: Nicholas Kazan
Fotografia: Phil Meheux
Scenografia: Norman Reynolds
Costumi: Joseph G. Aulisi
Musica: James Horner
Montaggio: Nicolas De Toth, Neal Travis
Effetti speciali: Steve Johnsons XFX
Prodotto da: Michael Barnatan, Chris Columbus, Gail Katz, Nela Miller, Wolfgang Petersen,
Mark Radcliffe
(USA, 1999)
Durata: 131'
Distribuzione cinematografica: Columbia Tristar Films Italia
PERSONAGGI E INTERPRETI
Andrew: Robin Williams
Piccola Miss/Porzia: Embeth Davidtz
Signore: Sam Neill
Rupert Burns: Oliver Platt
Galatea-Robot/Umana: Kiersten Warren
Signora: Wendy Crewson
Miss: Angela Landis

NDR-114 è un robot per uso domestico che il tranquillo
Richard Martin, appassionato di tecnologia, decide di regalare alla sua famiglia. Andrew
è il nomignolo che le due figlie di Martin attribuiscono al nuovo arrivato, un bizzarro
tuttofare che riempie le stanze con il suo strano stridore di lamiera, cucinando, pulendo
e riordinando tutto. Impeccabile nello svolgimento delle sue mansioni, Andrew mostra però
atteggiamenti particolari, come se al di là della sua impenetrabile corazza, palpitassero
bagliori di personalità. È attratto dai complessi meccanismi che regolano
lumanità, dai rapporti sentimentali e sessuali che gli appaiono confusionali e
pasticciati. Il suo meccanico sbattere di palpebre fotografa le immagini senza percepirne
la portata emozionale, ma limpida e cristallina è da subito la sua percezione della
compassione e del bisogno di farsi accettare da un mondo al quale non si sente estraneo.
Alcuni tratti antropomorfi di Andrew sono fortemente accentuati: la creatività e
lestro artistico, la spiccata curiosità, il senso dellamicizia. Propensioni
di un animo inesistente che vengono scambiate per difetti di fabbrica, pur essendo il
primo segno tangibile di un processo di umanizzazione. Il divario incolmabile che lo
separa dagli uomini è dovuto a due elementi non "replicabili": il tempo (Andrew
attraversa due secoli di storia senza potersi opporre allinvecchiamento e alla
perdita delle persone a lui care) e la libertà (non può gestire autonomamente la propria
esistenza come "diverso" e questo lo spinge a trasformarsi fisicamente grazie
alle nuove scoperte tecnologiche). Il suo ruolo nel mondo è quello di essere un Uomo, a
tutti gli effetti. Andrew rinuncia alleternità in nome dellamore e trova il
vero se stesso.
Un ritorno di fiamma quello di Chris
Columbus che ha iniziato come sceneggiatore di film di fantascienza e fantasy. Né
nuovo è il connubio con Williams che aveva già prestato il
suo volto al regista per trasformarlo in quello di Mrs Doubtfire. Senza
contare il fatto che i suoi esordi si legano al personaggio di Mork, lalieno
stabilitosi sulla terra perché innamorato della dolce Mindy. Quella dellUomo
bicentenario è unoperazione complessa, liberamente tratta dal romanzo omonimo di Isaac Asimov e da "LUomo positronico di Robert Silverberg, unoperazione
che vuole conservare i toni della leggerezza e della commedia, ma finisce per affondare
nei meandri della psicologia. Rallentata da un autocompiacimento
eccessivo (nonostante lindiscutibile versatilità del protagonista),
lazione lotta con lo scorrere degli anni per star dietro alla storia, osservando
levolversi dei personaggi e di una futuristica San Francisco con la più assoluta
passività.
Elisabetta Marino
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