Anno V - Numero 9 - Febbraio 2000

I film del mese


L'UOMO BICENTENARIO
(BICENTENNIAL MAN)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Chris Columbus
Sceneggiatura: Nicholas Kazan
Fotografia: Phil Meheux
Scenografia: Norman Reynolds
Costumi: Joseph G. Aulisi
Musica: James Horner
Montaggio: Nicolas De Toth, Neal Travis
Effetti speciali: Steve Johnson’s XFX
Prodotto da: Michael Barnatan, Chris Columbus, Gail Katz, Nela Miller, Wolfgang Petersen, Mark Radcliffe
(USA, 1999)
Durata: 131'
Distribuzione cinematografica: Columbia Tristar Films Italia

PERSONAGGI E INTERPRETI 

Andrew: Robin Williams
Piccola Miss/Porzia: Embeth Davidtz
Signore: Sam Neill
Rupert Burns: Oliver Platt
Galatea-Robot/Umana: Kiersten Warren
Signora: Wendy Crewson
Miss: Angela Landis

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1.jpg (12111 bytes)NDR-114 è un robot per uso domestico che il tranquillo Richard Martin, appassionato di tecnologia, decide di regalare alla sua famiglia. Andrew è il nomignolo che le due figlie di Martin attribuiscono al nuovo arrivato, un bizzarro tuttofare che riempie le stanze con il suo strano stridore di lamiera, cucinando, pulendo e riordinando tutto. Impeccabile nello svolgimento delle sue mansioni, Andrew mostra però atteggiamenti particolari, come se al di là della sua impenetrabile corazza, palpitassero bagliori di personalità. È attratto dai complessi meccanismi che regolano l’umanità, dai rapporti sentimentali e sessuali che gli appaiono confusionali e pasticciati. Il suo meccanico sbattere di palpebre fotografa le immagini senza percepirne la portata emozionale, ma limpida e cristallina è da subito la sua percezione della compassione e del bisogno di farsi accettare da un mondo al quale non si sente estraneo. Alcuni tratti antropomorfi di Andrew sono fortemente accentuati: la creatività e l’estro artistico, la spiccata curiosità, il senso dell’amicizia. Propensioni di un animo inesistente che vengono scambiate per difetti di fabbrica, pur essendo il primo segno tangibile di un processo di umanizzazione. Il divario incolmabile che lo separa dagli uomini è dovuto a due elementi non "replicabili": il tempo (Andrew attraversa due secoli di storia senza potersi opporre all’invecchiamento e alla perdita delle persone a lui care) e la libertà (non può gestire autonomamente la propria esistenza come "diverso" e questo lo spinge a trasformarsi fisicamente grazie alle nuove scoperte tecnologiche). Il suo ruolo nel mondo è quello di essere un Uomo, a tutti gli effetti. Andrew rinuncia all’eternità in nome dell’amore e trova il vero se stesso.

2.jpg (12380 bytes)Un ritorno di fiamma quello di Chris Columbus che ha iniziato come sceneggiatore di film di fantascienza e fantasy. Né nuovo è il connubio con Williams che aveva già prestato il suo volto al regista per trasformarlo in quello di Mrs Doubtfire. Senza contare il fatto che i suoi esordi si legano al personaggio di Mork, l’alieno stabilitosi sulla terra perché innamorato della dolce Mindy. Quella dell’Uomo bicentenario è un’operazione complessa, liberamente tratta dal romanzo omonimo di Isaac Asimov e da "L’Uomo positronico di Robert Silverberg, un’operazione che vuole conservare i toni della leggerezza e della commedia, ma finisce per affondare nei meandri della psicologia. Rallentata da un autocompiacimento eccessivo (nonostante l’indiscutibile versatilità del protagonista), l’azione lotta con lo scorrere degli anni per star dietro alla storia, osservando l’evolversi dei personaggi e di una futuristica San Francisco con la più assoluta passività.

Elisabetta Marino


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