|
Corpi
Johnny Depp
Dicono che Johnny Depp si faccia dei
tagli sulle braccia per marchiare gli eventi significativi della sua vita: Bel colpo per
uno che ha esordito lasciandosi maciullare nella madre di tutti gli incubi ed è diventato
una leggenda quando aveva rasoi al posto delle mani. Del resto Depp in dieci anni si è
scavato una tana di contraddizioni vere o apparenti. Inutile cercare un legame tra
l'attore "naturale" (tutto quello che sa l'ha imparato sul set) indifferente
alle astuzie di carriera, con il divo che picchia i fotografi. Di lui ci si ricorda la
morbidezza dello sguardo, la gentilezza del tocco, anche se la sua è una bellezza
profondamente terrena che sembra già sciupata a ventisei anni. Si imbruttisce, si
traveste, ma gli basta un passaggio lampo sullo schermo per stravolgere le regole
dell'attrazione. Se, infatti, qualche ruolo minore e la militanza in tv rischiano di
ancorarlo nel mare dei ragazzi carini senza futuro degli anni Ottanta, l'incontro con John
Waters lo trasforma in Cry Baby Walker, il biker capace di versare
un singola, perfetta lacrima quando viene toccato dalla bellezza. Per molti versi quella
goccia di pianto realizza il suo futuro: Depp segna il passaggio nel nuovo decennio,
inaugurandolo come l'estremo eroe romantico: In Edward mani di forbice è
l'uomo artificiale concepito dal vecchio, elegante Vincent Price, ultimo desiderio di vita
di una inventore/mago, eredità sofferente e ironica per un mondo del tutto anestetizzato.
Segnato dall'impossibilità di toccare le persone senza ferirle Edward anticipa i martiri
del grunge sulla strada della sofferenza e delle cicatrici (Cobain, l'amico River
Phoenix, di cui si porterà un po' sempre addosso il sangue), e accoglie i loro cuccioli
dentro di sé, facendo del suo corpo una casa abitata, dei suoi personaggi un manifesto
inconsapevole. In pochi anni a Edward si aggiungono sognatori, borderline,
marginali, volti diversi sbucati dal nulla, capaci di governare le forze della natura:
Gilber Grape appicca il fuoco alla sua casa - le dita stringono il fiammifero nel buio ,
Axel costruisce macchine volanti - le stesse dita sfiorano i pesci nell'acqua -, Sam piega
le leggi fisiche ai suoi sketches da film muto (e, quando tocca i quadri di Joon, assaggia
la pittura rimasta sulla mano con un gesto cauto e curioso che da solo riscatterebbe una
carriera, per non parlare di The Brave, la sua prima regia). Da tutto
questo nascono i sogni di Ed Wood: Depp, che buca lo schermo con la forza
della pura realtà ma non ha mai interpretato persone vere finora, restituisce di
Wood la totale, spaventosa fiducia nel prossimo, dando prova di un potenziale comico poco
sfruttato al di là della parentesi di Don Juan De Marco (modesto ma
deppiano nella scelta del ragazzo schizofrenico di vivere in un mondo ispanico-tropicale
naturale quanto quello di Fantasilandia). Con gli anni Novanta il mito di
Johnny Depp resta intatto, si interrompe però il flusso di corrente che scorre tra i suoi
personaggi e lo spirito del tempo, a botte di collaborazioni troppo colte e tentativi
falliti (l'affascinate Minuti contati, Il miscasting di Donnie
Brasco). Per svegliarsi ci vuole una dose di realtà direttamente dal libro di
culto della generazione lisergica: la rinascita di Fear and Loathing
passa attraverso una trasformazione fisica - la mimesi impressionante del vero Hunter
Thompson, il modo di muoversi a scatti - l'abbandono di un sistema di riferimento. Non è
più possibile aspettare che siano le risposte (una donna di passaggio, un cugino, una
visitatrice) ad arrivare. Depp ci porta nel duemila come viaggiatore: astronauta,
cacciatori di libri, addirittura Jack Kerouc nel docu-fiction The Source.
Soprattutto Ichabod Crane, il ragazzo che per amore va nei boschi a sfidare un cavaliere
senza testa. Di nuovo con Tim Burton, di nuovo in sintonia con la possibile realtà dei
prossimi dieci anni, una nuova "cosa vera" verso cui alzare gli occhi. Più
esplicitamente cupa, e solo per questo capace di avere un autentico lieto fine.
Memmo Giovannini
Acquista i libri, i video e le colonne sonore
dei film di cui abbiamo parlato su Amazon.com,
il più fornito negozio interattivo della rete!
|