Anno VI - Numero 17 - Dicembre 2000

I film del mese


LE VERITA' NASCOSTE
(WHTA LIES BENEATH)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia:Robert Zemeckis
Sceneggiatura: Sarah, Kernochan, Clark Gregg
Fotografia: Don Burgess
Scenografia: Rick Carter, Jim Teegarden
Costumi: Susie DeSanto
Musica: Alan Silvestri
Montaggio: Arthur Schmidt
Prodotto da: Steve Starkey, Robert Zemeckis, Jack Rapke
(USA, 2000)
Durata: 136'
Distribuzione cinematografica: 20Tth Century Fox

PERSONAGGI E INTERPRETI

Claire Spencer: Michelle Pfeiffer
Norman Spencer: Harrison Ford
Caitlin Spencer: Katharine Towne
Mary Feur: Miranda Otto
Warren Feur: James Remar
Beatrice: Victoria Bidewell
Jody: Diana Scarwid

Gli Spencer sono una famiglia perfetta. Norman (Harrison Ford) è un importante scienziato che ha rilevato la cattedra del padre all'Università del Vermont, Claire (Michelle Pfeiffer) è una violoncellista che ha rinunciato alla carriera per dedicarsi amorevolmente al marito e alla figlia Caitlin, ora all'università. I due coniugi si ritrovano dunque soli nella loro stupenda casa in riva al lago, ristrutturata da poco, pronti a godersi una seconda luna di miele. Ma qualcosa comincia ad andare per il verso storto: dapprima i vicini di casa litigiosi, poi la convinzione da parte di Claire che il vicino abbia assassinato la moglie, quindi delle strane apparizioni nel bagno, apparentemente di un poltergeist che non si capisce se minacci la bella Claire, oppure voglia aiutarla a ricordare qualcosa...

Di più non racconteremo perché Le verità nascoste, il nuovo film di Zemeckis è un thriller sovrannaturale a due personaggi che vive sui colpi di scena e dove, badate bene, nulla è come sembra. 
Dopo il fiasco di "Contact" Zemeckis affronta per la prima volta il genere horror e lo fa, come di consueto, dedicando molta attenzione alla scrittura del film che, sulla scorta di un copione firmato da Sarah Kernochan e Clark Gregg, si rivela ben congegnato. Il film è un omaggio hitchcockiano che vive nella riproposizione di innumerevoli situazioni già viste nelle opere del maestro. I cinefili riconosceranno nelle pieghe della trama citazioni che vanno da La finestra sul cortile a Il sospetto (saccheggiati) ma anche La donna che visse due volte e, nella svolta horror, Psycho, quest'ultimo clonato nella colonna sonora di Alan Silvestri che a sua volta rende omaggio a Bernard Herrman il compositore prediletto dal regista inglese.

Si può parlare di un prodotto metafilmico che può essere apprezzato (o disprezzato) dai cinefili che si divertiranno (o si annoieranno) a scovare le citazioni, sparse a piene mani nel film. 
Le nuove leve di spettatori invece fruiranno del lungometraggio al livello più semplice d'intrattenimento e non rimarranno delusi. Il film funziona, tiene incollati alla sedia, la suspense risulta a tratti insopportabile e  il regista sa come sfruttare al meglio i momenti horror. In particolare almeno una sequenza, quella finale nella vasca da bagno, si rivela degna dei migliori film del genere
Tuttavia oltre due ore di narrazione sono troppe per un film a due personaggi e Zemeckis tira alla lunga sopratutto nella parte centrale. Rimane poi il rammarico di un prodotto perfetto ma troppo equilibrato, dosato col bilancino anche negli aspetti gore, fatto su misura per la fruizione onnivora su tutti i media possibili (cinema, videocassetta e Tv) da parte degli adolescenti. 
Per chi cerca l'horror vero L'esorcista è un'altra cosa...

Maurizio Imbriale


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