Anno VI - Numero 17 - Dicembre 2000

I film del mese


PITCH BLACK

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: David Twohy
Sceneggiatura
: David Twohy, Jim & Ken Wheat
Fotografia
: David Eggby
Scenografia
: Graham "Grace" Walker
Costumi
: Anna Borghesi
Musica
: Graeme Revell
Montaggio
: Rick Shaine
Prodotto da
: Tom Engelman,Ted Field, Scott Kroopf, Anthony Winley
(USA; 2000)

Durata
: 107‘
Distribuzione cinematografica
: UIP

PERSONAGGI E INTERPRETI

Riddick: Vin Diesel
Fry: Radha Mitchell
Johns: Cole Hauser
Imam: Keith David
Paris: Lewis Fitz-Gerald
Jack: Rhiana Griffit

Il buio, a cominciare dalla fine degli anni ’70, è diventato un territorio intensamente frequentato dal cinema di fantascienza. Questa storia inizia come molte altre: il comandante Fry, una donna alla guida di una nave spaziale, è costretta ad un atterraggio d’emergenza su un pianeta sconosciuto. Lasciandosi dietro la perdita di numerose vite, il manipolo di superstiti si trova a dover sopravvivere in un’insidiosa landa desertica il cui clima è dominato da tre soli. Per quanto questo basti da sé ad aggravare l’impresa, non è il male peggiore dell’equipaggio. Ogni 22 anni, in quel preciso momento, i tre soli del sistema vengono oscurati da una tetra eclisse e voraci creature notturne, liberate dalla schiavitù della luce, emergono dalle cavernose profondità del pianeta in cui i bagliori del giorno li avevano segregati e comincia la battuta di caccia che il film attendeva di mostrare. Quanto non convince, sono le abbondanti incongruenze e i riferimenti morbosi ai suoi illustri predecessori ("Alien" ed "Aliens" senza discriminazioni), a cominciare dalle imitanti fattezze dei mostri. Evocando i fantasmi dei minacciosi sottintesi scottiani, poi, Twohy sembra volerne semplificare i tracciati emotivi e ammorbidirne le intenzioni. 

A sua discolpa va detto che il "fanta-horror" è un micromondo stilistico tutt’altro che minimizzabile: Pitch black è l’ultimo uovo di una covata malefica che il capolavoro di Ridley Scott ha concepito quei venti e più anni fa, tracciando nuovi sentieri in un linguaggio che Friedkin aveva appena introdotto con "L’esorcista". Ai bordi di una nuova strada, imminenti implicazioni cominciavano ad emergere tra le ossa di un grande genere cinematografico che si rinnovava tentando di trasformare il corpo nel riflesso di un’oscena immagine, rivelatrice del nostro deterioramento interiore, rifrazione di uno specchio senza luce, dimensione incerta e lontana dal conforto della scienza dove gli uomini urlavano (ed urlano ancora) inghiottiti dal silenzio. A quel tempo, le insopprimibili aberrazioni della nostra intimità latente cominciavano ad esigere una manifestazione fisica, ad emergere sullo schermo degradandoci nella carne. 

Al film di Twothy, pur mancando uno svolgimento di così ampio respiro, bisogna concedere il merito di aver allestito un campionario di personaggi adeguatamente atoni, guastati con fervida, insospettabile capacità da macchie morali che la paura porta alla luce abbandonandoli ad un’indeterminatezza tanto frustrante, da gettare nello squilibrio anche lo spettatore; la dimestichezza del regista con gli archetipi dell’horror, è poi ampiamente dimostrata dal sapiente uso delle tensioni immobili, efficaci in questo genere ben più di un collage d’azioni frenetiche. L’oscurità, che nel fanta-horror è sinonimo di smarrimento nell’angoscia, forse non ha il devastante effetto che la produzione aveva inteso, ma le sue suggestioni sono, comunque, dignitosamente rispettate e il risultato finale si dimostra largamente superiore alla media di questo prolifico filone.

Francesco Russo

Il sito ufficiale del film

Ordina il DVD di Pitch Black.
Contiene:
• Il film in versione integrale Regione 1, Ntsc, Widescreen, Dolby Digital 5.1. e DTS S
• Commento audio del regista David Twohy
• Note di Produzione
• Making of
• Parental lock