Anno VI - Numero 17 - Dicembre 2000

I film del mese


DA CHE PIANETA VIENI?
(WHAT PLANET ARE YOU FROM?)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Mike Nichols
Sceneggiatura
: Garry Shandling & Michael Leeson, Ed Solomon e Peter Tolan
Fotografia
: Michael Ballhaus
Scenografia
: Bo Welch
Costumi
: Anne Roth
Musica
: Carter Burwell
Montaggio
: Richard Marks
Prodotto da
: Mike Nichols, Garry Shandling e Neil Machlis
(USA, 2000)

Durata
: 100’
Distribuzione cinematografica
: Columbia-Tristar

PERSONAGGI E INTERPRETI

Harold Anderson: Garry Shandling
Susan: Annette Bening
Roland Jones: John Goodman
Perry Gordon: Greg Kinnear
Graydon: Ben Kingsley
Helen Gordon: Linda Fiorentino

In un lontano universo, altamente evoluto e popolato esclusivamente da uomini, viene presa la decisione d’inviare un rappresentante incognito sulla terra, con lo scopo di trovare una donna e fecondarla. Sommariamente addestrato alla bisogna, Harold giunge sul nostro pianeta e si rende conto che il compito è assai meno semplice di quanto gli è stato prospettato: malgrado l’aiuto del collega d’ufficio Perry, egli s’imbatte sempre in tipi e situazioni che non fanno al caso suo...

Regista poliedrico ed estremamente duttile, Mike Nichols passa in scioltezza dalla commedia politica affrontata ne "I colori della vittoria" al registro sentimental-fantascientifico di "Da che pianeta vieni?": qui, il tema dell’extraterrestre che ti dorme accanto è affrontato nell’ottica burlesca adoprata da Richard Benjamin in "Ho sposato un’aliena" (1988) piuttosto che in quella angosciata d’un piccolo classico come "I Married a Monster from Outer Space" (1958) di Gene Fowler Jr.

Sulla scorta d’un copione punteggiato da battute sovente pungenti, la way of life americana è satireggiata a dovere nei suoi aspetti più beceri ed ipocriti; e fa capolino, di tanto in tanto, una vena garbatamente misogina non dissimile da quella che attraversa l’ultima pellicola di Altman, "Il dottor T e le donne". Sostenuto da contributi tecnici di prim’ordine e da un cast assai affiatato, il film perde qualche colpo a causa di certe trovate di dubbio gusto (il ronzio dei genitali del protagonista ai primi segnali d’eccitazione), nonché d’un happy end prevedibile e moraleggiante che taglia le unghie alle già deboli velleità dissacratorie messe in campo dal regista.

Francesco Troiano


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