Anno VI - Numero 17 - Dicembre 2000

I film del mese


IL GRINCH
(DR SEUSS' HOW THE GRINCH STOLE CHRISTMAS)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Ron Howard
Sceneggiatura: Jeffrey Price, Peter S. Seaman
Fotografia: Donald Peterman
Scenografia: Michael Corenblith
Costumi: Rita Ryack
Musica: James Horner
Montaggio: Dan Hanley, Mike Hill
Trucco: Rick Baker
Prodotto da: Brian Grazer, Rom Howard
(USA, 2000)
Durata: 105'
Distribuzione cinematografica: UIP

PERSONAGGI E INTERPRETI

Il Grinch: Jim Carrey
Cindy Ki-Lou: Taylor Momsen
Il sindaco: Jeffrey Tambor
Martha May: Christine Barnaski
Betty Ki-Lou: Molly Shannon
Il narratore (nella versione originale): Anthony Hopkins

Nato nel 1957 dalla fantasia dello scrittore statunitense Theodor S. Geisel, alias Dr. Seuss, Il Grinch è una figura divenuta ormai leggendaria nell'immaginario collettivo americano, pari a quella di Pinocchio in Italia. Il folletto dispettoso (ma, si scoprirà poi, dal cuore buono) che odia il Natale, tanto da decidere di rubare tutti i regali della cittadina di Kinonsò la notte della vigilia, ha ispirato innanzitutto Tim Burton, che ne è chiaramente debitore in Nightmare Before Christmas, e un delizioso cartone animato del 1966 diretto da Chuck Jones. 

Questo travagliato adattamento del romanzo ne rappresenta anche la prima versione cinematografica. Inutile dire che l'attesa dell'evento è stata spasmodica in America, con incassi stratosferici nelle prime settimane di programmazione. Le critiche sono state però del tutto unanimi nel recensire negativamente il film di Ron Howard ("Ransom", "Apollo 13") giudicandolo poco fedele all'originale e troppo hollywoodiano, nell'accezione poco nobile del termine.

Non ci soffermeremo sui presunti tradimenti del regista rispetto al testo, visto che da noi il personaggio è pressoché sconosciuto. C'è da dire però che il film risulta fiacco e pervaso da un melassoso spirito di bontà e fratellanza che nel libro risulta nobile ma nella versione cinematografica è amplificato oltre misura. Ma il peggior difetto del film sta nell'incredibile sfarzo di mezzi messo in campo per stupire e nel contrasto stridente con i personaggi, poco caratterizzati e senza calore umano, quasi anestetizzati.
Da segnalare l'ottimo lavoro realizzato dallo scenografo Michael Corenblith nel ricostruire l'immaginaria cittadina di Kinonsò, che si ispira dichiaratamente all'iconografia de "Il mago di Oz" e il lavoro di trucco ad opera di Rick Baker, un maestro nel suo campo ("L'Esorcista").
Una menzione speciale merita Jim Carrey. Mascherato totalmente dal trucco, recita da par suo con un senso del ritmo strepitoso e una fisicità debordante, tanto da renderlo seppur irriconoscibile nell'aspetto, assolutamente unico e inimitabile.

Maurizio Imbriale


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