Anno VI - Numero 17 - Dicembre 2000

I film del mese


L’ESORCISTA – VERSIONE INTEGRALE
(THE EXORCIST - THE VERSION YOU'VE NEVER SEEN)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: William Friedkin
Sceneggiatura
: Willam Peter Blatty
Fotografia
: Ower Roizman, Billy Williams
Scenografia
: Bill Malley
Costumi
: Joe Fretwell
Musica
: Hans Werner Henze, Krystzof Penderecki, George Crumb, Anton Webern, Beginnings, Mike Oldfield, David Borden
Montaggio
: Evan Lottman, Norman Gay, Bud Smith
Prodotto da
: William Peter Blatty
(USA; 1973)

Durata
: 131’
Distribuzione cinematografica
: Warner Bros.

PERSONAGGI E INTERPRETI

Regan McNeil: Linda Blair
Chris MacNeil: Ellen Burstin
Padre Merrin: Max Von Sydow
Padre Karras: Jason Miller
Tenente Kinderman: Lee J. Coob

27 anni. Non pochi. Dopo tanto tempo, il diavolo scatenato da Friedkin nel 1973 torna ad infestare il cinema. Stesso film, stessi orrori. La domanda è: perché una casa di produzione dovrebbe ritenere un film così vecchio, attuale a sufficienza da aggiungervi poche scene e riproporlo nelle sale? Dando per scontato che non sia necessario raccontare la sinossi del film, potremmo già con questo spiegare come mai l’eco della sua fama non accenni a indebolirsi. Morboso, straziante, insolente, di ambigua religiosità laddove la fede esiste proprio nella sua completa assenza. Dio, abbandonato dall’uomo e rappresentato da emissari che hanno "perso la loro fede", comincia a rarefarsi di casa in casa, di corpo in corpo, mentre gli individui si lasciano inseguire dal discreto, silenzioso passo del demonio. Con impietosa puntualità, a quel tempo, l’individuo e l’individualismo divoravano insicurezze trasformate nelle ombre di questo film, che espressivamente nasceva in un delicato momento storico, dopo le vaneggianti e confuse aspettative degli anni ’60 e agli esordi di una generazione fiorita con il vulnerabile, disperato distacco dal sollievo di un ideale cumulativo. Rotto l’incanto, una nuova adolescenza alienata e sconvolta, costretta all’imbarazzo del confronto con le proprie intime sembianze, cominciava a corrodersi infettando l’insicurezza e liberando il disordine della solitudine in cui la desolazione della vita familiare li aveva, incosapevolmente, rigettati.

Era la profezia di un male, crediamo, tanto attuale quanto questo film. Al cinema, negli anni ’70, stava nascendo il body-language, un rituale poetico che da lì a poco avrebbe trovato il suo più determinato profeta in David Cronenberg e che non mancò di affascinare persino un autore ermetico al suo tempo come John Carpenter, fino a manifestarsi nelle sproporzioni di Clive Barker. La scelta di rappresentare sul corpo le lacerazioni inferte da un’agonia entropica erano allora tanto agghiaccianti da gelare il sangue e irrigidire lo stomaco, al punto che molti spettatori decidevano di abbandonare le sale prima che quella maledizione potesse rendere insuperabili le loro fragili notti.

Quelle immagini, oggi, dopo 27 anni conservano, immacolato, il fisico ribrezzo del martirio. Come non bastasse l’orrore che già nella sua forma originaria il film dimostrava di saper inscenare, più che dalle interessanti scene aggiunte, le irrecuperabili atmosfere gotiche di questo capolavoro sono arricchite da una scrupolosa rimasterizzazione sonora che esaspera con brutale efficacia il suo gelido tratto documentaristico, spesso corrugato con gran mestiere nell’impalpabile inquietudine del rapporto, così viscerale, che i suoi lamentosi e laceranti suoni instaurano con lo spettatore. Persino i silenzi, diffusi tra le enigmatiche pareti di casa McNeil, acquistano in concretezza. Nuovo, ipnotico e soffocante più che mai. Non resta altro che andare a rivederlo, o vederlo addirittura per gli sfortunati che ancora non l’hanno fatto.

Francesco Russo

Speciale L'Esorcista 27 anni dopo Satana ha bisogno degli uomini

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• Commento audio di 'William Peter Blatty', inclusi effetti audio scartati al montaggio
• Un'introduzione speciale del regista William Friedkin
• "The Fear of God: The Making of the Exorcist", un documentario di 74 minuti, che include alcune scene tagliate e reintrodotte nella riedizione attuale, più interviste al cast del film
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