Anno VI - Numero 17 - Dicembre 2000

I film del mese


CRIMINALI DA STRAPAZZO
(SMALL TIME CROOKS)

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e Regia: Woody Allen
Fotografia: Zhao Fei
Scenografia
: Santo Loquasto
Costumi
: Suzanne McCabe
Montaggio
: Alisa Lepselter
Musica:

Prodotto da
: Jean Doumanian
(USA, 2000)

Durata
: 94’
Distribuzione cinematografica
: Cecchi Gori Group

PERSONAGGI E INTERPRETI

Woody Allen: Ray
Tracey Ullman: Frenchy
Michael Rapaport: Denny
Hugh Grant: David
Elaine May: May

L’accusa che - da più parti e gran tempo - viene mossa a Woody Allen, vale a dire ch’egli continui a riproporre sempre il medesimo film, può esser facilmente smentita scorrendo la sua più recente filmografia. Ad un musical della più bell’acqua quale "Tutti dicono I love you" (1996) segue l’autoanalisi criptobergmaniana di "Harry a pezzi" (1997), dalle ambizioni fellinian-affrescali di "Celebrity" (1998) si passa alla biografia d’un immaginario chitarrista jazz in "Accordi e disaccordi" (1999): mentre con quest’ultimo Criminali da strapazzo, il Nostro sembra volersi rifare agli stilemi della screwball comedy, sulla falsariga dell’ormai lontano esordio di "Prendi i soldi e scappa" (1969).

La trama è semplice: il lavapiatti Ray affitta un negozio vuoto, attraverso il quale giungere al caveau d’una banca per depredarlo. La progettata rapina si risolve in un nulla di fatto, ma l’attività fittizia - una rivendita di biscotti fatti in casa - messa in piedi da sua moglie Frenchy a copertura delle illecite intenzioni riscuote un enorme successo: i due finiscono per divenir ricchi ugualmente, si vestono ed abitano come presumono il loro stato richieda, vanno a concerti e serate di gala. Tornati in miseria per la disonestà d’un amministratore, si ritrovano quasi con sollievo e riprendono il loro consueto tran tran: non sempre il denaro rende felici, è più importante che ciascuno viva in sintonia con la propria natura.

Prendendo le mosse da una situazione che ricorda lo spunto iniziale del monicelliano "I soliti ignoti" (1958), "Criminali da strapazzo" si avvia poi per sentieri diversi, ricordandosi del "Pigmalione" (1914) di G.B.Shaw - il rapporto tra Frenchy e l’azzimato mercante d’arte David - e di "Nata ieri" (1950) di Cukor, anche se tutto viene poi dal regista ricondotto alle proprie esigenze. Più mossa e ricca di verve nella prima parte, la vicenda perde qualcosa nel ritmo con lo scorrer dei minuti ed assume coloriture sentimentali in dirittura d’arrivo: poco male, accadeva anche a Chaplin, col quale Allen condivide pure l’affettuosa simpatia per i perdenti, la carezza conclusiva riservata a coloro che non hanno. Senza sdolcinature, tuttavia, ma in linea con un sentimento dell’esistenza quale prova da affrontar con un bagaglio leggero, giusto come piacerebbe a Ray: il necessario per vivere, gli amici con cui giocare a carte, la partita da vedere in televisione. Insomma, scappa dai soldi che prendi.

Francesco Troiano

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Contiene:
• Il film Regione 1, Ntsc, Widescreen
• Sottotitoli Closed-captioned,