Anno VI - Numero 17 - Dicembre 2000

I film del mese


BLAIR WITCH PROJECT 2 – IL LIBRO SEGRETO DELLE STREGHE
(BOOK OF SHADOWS: BLAIR WITCH 2)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Joe Berlinger
Sceneggiatura
: Dick Beebe, Joe Berlinger
Fotografia
: Nancy Schreiber
Scenografia
: Vince Peranio
Costumi
: Melissa Toth
Musica
: Carter Burwell
Montaggio
: Sarah Flack
Prodotto da
: Daniel Myrick, Eduardo Sanchez, bill Carraro, Kevin J. Foxe
(USA, 2000)

Durata
: 90’
Distribuzione cinematografica
: Filmauro

PERSONAGGI E INTERPRETI

Kim: Kim il regista
Jeff: Jeffrey Donovan
Erica: Erica Leerhsen
Tristen: Tristen Skylar
Stephen: Stephen Barker Turner

Un gruppo di cinque ragazzi, attirato dall’idea di scoprire quanta verità si nasconda dietro la storia del falso documentario "The Blair Witch Project", decide di tornare sui passi dei tre disgraziati studenti che, teoricamente, avrebbero perso la vita tra i boschi di Burkittesville. Decidono di passare la prima notte proprio nei pressi della casa sotto le cui macerie furono trovati i nastri girati dai dispersi ma, inspiegabilmente, al loro risveglio scoprono che qualcosa è accaduto, e non ne hanno conservata memoria: appunti a brandelli, telecamere frantumate sulla roccia e videocassette nascoste. Spaventati, abbandonano l’impresa e si rifugiano nella casa della loro guida in cerca di spiegazioni. Tutto ciò che scopriranno è di aver portato qualcosa con loro, uscendo da quei boschi; qualcosa che lentamente li trascinerà in un delirante incubo, in una visionaria maledizione forgiata nei secoli. 

Quanto più affligge nel vedere brutture come questa, è trovarle illecitamente divulgate tra i film dell’orrore. Le loro trame scoperte e i colpi di scena saccheggiati da un ampio sacco finiscono, senza via di scampo, col conficcarsi in un atmosfera slegata e precaria, forse, anche, per via di un linguaggio meccanico che trasforma il cinema e sfrutta il genere adeguandosi ai ritmi e ai procedimenti del video-clip. Vent’anni fa, un film come questo avrebbe trovato il suo spazio soltanto tra le bacheche di una videoteca e mai, nonostante numerosi, scadenti film horror (in un genere tanto prolifico, d’altronde, sono inevitabili le oscillazioni qualitative: era una demenza artistica già verificabile negli anni ’40 con le eccedenze del noir) avremmo trovato nelle sale un lavoro così povero. L’imperdonabile frivolezza di alcuni autori, si trasforma purtroppo nel danno d’oltraggio e seppellimento di una forma cinematografica che ancora, a malincuore, fatica nel veder riconosciuta la propria dignità. 

Se il cinema è anche, e forse nella sua pura manifestazione, arte dello spettacolo, allora il cinema dell’orrore è il più riuscito teatro per lo spettacolo della paura e, ancor più, dell’angoscia. L’ideazione e poi l’allestimento di una realtà illogica, ma accettabile dalle nostre suggestioni vacillanti e incontrollabili, non è un progetto semplice, e tantomeno è un impegno da sottovalutare. E’ un laborioso traguardo per il talento di artigiani che fanno, rispettando l’incidenza di una tradizione, ancora cinema. Fare cinema vuol dire, a volte, trasfigurare la realtà. L’horror si è sempre imposto, in molti casi con risultati meravigliosi (i nomi, dagli anni ’20 ad oggi, potrebbero perdersi in una lista incolmabile), il fine ultimo di manipolare lo stato d’animo sgretolando, nella sua lunga e ruvida storia, la sicurezza e il sollievo delle nostre nicchie. Negli anni, poi, in cui la rappresentazione era ancora sacrificata ad un rogo che decideva il visibile e l’invisibile, fu innegabile il suo contributo, da ignorato tabernacolo, nella violazione di molte leggi di concetto: Scorsese doveva intervenire a ricordarcelo. Purtroppo, film come questo, sono soltanto un sovrappeso da scrollarsi di dosso.

Francesco Russo

Il sito ufficiale del film


Acquista i libri, i video e le colonne sonore dei film di cui abbiamo parlato su Amazon.com, il più fornito negozio interattivo della rete!

Search: Enter keywords...

logo.gif (1915 bytes)