: Cecchi
Gori Group
PERSONAGGI E INTERPRETI
Grazia Negro: Lorenza Indovina
Vittorio: Andrea Di Stefano
Simone Martini: Claudio Santamaria
Alessio Crotti: Rolando Ravello
Sarrina: Marco Giallini
Matera: Dario D’Ambrosi
Lorenza: Regina Orioli


Un
thriller cupo, nervoso, ruvido. Con un serial killer solitario, quasi
romantico nel suo delirio irrazionale. L’opera prima del trentatreenne
Alex Infascelli propone un eroe negativo come il Satan del "Paradise
Lost" di Milton ed è pervasa da un’innegabile sensibilità
plastica nella costruzione delle immagini.
Forme, ritmo, colori. Come il verde della voce che Simone, non vedente,
ha riconosciuto in una chat. L’unica traccia di un assassino che
deturpa i coetanei con il piercing per impossessarsi della loro
identità, dopo che un’infanzia difficile e il suicidio del fratello
lo hanno fatto precipitare nell’autismo. La scientifica indaga, ma è
l’omicida a controllare la situazione. Fino alla fine, quando decide
di annullarsi in Simone, esiliato come lui nei sogni e nella musica: la
ballata di Chet Baker "Almost Blue", interpretata dalla voce
suadente di Elvis Costello, è contrapposta al duro heavy metal che l’assassino
ascolta per isolarsi dal mondo intero.
Ispirato
all’omonimo giallo di Carlo Lucarelli,
fra i "buoni" del film figurano una donna-detective e un
giovane portatore d’handicap. Che non sono affatto delle novità.
Basti pensare al "Silenzio degli innocenti" e al
"Collezionista di ossa". E di
suspense, a dire il vero, ce n’è poca, perché il
colpevole viene individuato quasi subito. Possiamo solo aspettare che
compia un passo falso o che sfregi una nuova vittima. Nel secondo tempo
lo sviluppo dell’azione diviene meno credibile e il
finale, un po’ tirato, non riesce a coglierci di sorpresa. Comunque,
come esordio, il film denota uno spiccato gusto visivo, con
sequenze da videoclip, scene da paura e una narrazione resa meno rigida
dal variare dei punti di vista.