Anno VI - Numero 17 - Dicembre 2000

I film del mese


ALMOST BLUE (QUASI BLU)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Alex Infascelli
Sceneggiatura
: Sergio Donati, Alex Infascelli dall’omonimo libro di Carlo Lucarelli
Fotografia
: Arnaldo Catinari
Scenografia
: Eugenia F. Di Napoli
Costumi
: Lia Francesca Morandini
Musica
: Massimo Volume
Montaggio
: Valentina Girodo
Prodotto da
: Vittorio Cecchi Gori
(ITALIA, 2000)

Durata
: 113'
Distribuzione cinematografica
: Cecchi Gori Group

PERSONAGGI E INTERPRETI

Grazia Negro: Lorenza Indovina
Vittorio: Andrea Di Stefano
Simone Martini: Claudio Santamaria
Alessio Crotti: Rolando Ravello
Sarrina: Marco Giallini
Matera: Dario D’Ambrosi
Lorenza: Regina Orioli

Un thriller cupo, nervoso, ruvido. Con un serial killer solitario, quasi romantico nel suo delirio irrazionale. L’opera prima del trentatreenne Alex Infascelli propone un eroe negativo come il Satan del "Paradise Lost" di Milton ed è pervasa da un’innegabile sensibilità plastica nella costruzione delle immagini.
Forme, ritmo, colori. Come il verde della voce che Simone, non vedente, ha riconosciuto in una chat. L’unica traccia di un assassino che deturpa i coetanei con il piercing per impossessarsi della loro identità, dopo che un’infanzia difficile e il suicidio del fratello lo hanno fatto precipitare nell’autismo. La scientifica indaga, ma è l’omicida a controllare la situazione. Fino alla fine, quando decide di annullarsi in Simone, esiliato come lui nei sogni e nella musica: la ballata di Chet Baker "Almost Blue", interpretata dalla voce suadente di Elvis Costello, è contrapposta al duro heavy metal che l’assassino ascolta per isolarsi dal mondo intero.

Ispirato all’omonimo giallo di Carlo Lucarelli, fra i "buoni" del film figurano una donna-detective e un giovane portatore d’handicap. Che non sono affatto delle novità. Basti pensare al "Silenzio degli innocenti" e al "Collezionista di ossa". E di suspense, a dire il vero, ce n’è poca, perché il colpevole viene individuato quasi subito. Possiamo solo aspettare che compia un passo falso o che sfregi una nuova vittima. Nel secondo tempo lo sviluppo dell’azione diviene meno credibile e il finale, un po’ tirato, non riesce a coglierci di sorpresa. Comunque, come esordio, il film denota uno spiccato gusto visivo, con sequenze da videoclip, scene da paura e una narrazione resa meno rigida dal variare dei punti di vista.

Paola Daniela Orlandini

Il sito ufficiale del film


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