|
LOSCAR DELLA BRAVA GENTE
Commentare
lOscar è un peccato. Ma di certo veniale, visto lalto numero di persone che
lo commette. Un peccato inutile, se si tenta di sviscerare la caratura artistica delle
scelte dellAcademy, o si riesuma la vecchia questione delle esclusioni. Perché non
cera Kubrick ? E perché avrebbe dovuto esserci, visto che non aveva ottenuto
particolari nominations per film certo più importanti di Eyes Wide Shut, e visto
che registi del calibro di Hitchcock non hanno collocato sullo scaffale di casa più di
una statuetta alla carriera? La tentazione è forte: dispiace non vedere Jim Carrey,
quando cè Meryl Streep, saldamente avvitata alle poltroncine dello Shrine
Auditorium. Ma come si possono biasimare oltre cinquemila giurati di estrazioni diverse,
che difendono strenuamente lestablishment hollywoodiano ? LOscar 2000 (1999
per la contabilità) è stato tanto smarginato nella torrenziale durata quanto
assolutamente ferreo nel rispetto del pronostico. Chi doveva vincere ha vinto, chi doveva
perdere ha perso. Nella prima categoria è da inserire ovviamente American Beauty,
anche se ha mancato lappuntamento con i 5 Oscar principali, mercè loutsider
Hilary Swank. Senza troppo discutere sul valore o sulla pregnanza della critica sociale
espressa dal film, si è trattato di una discreta boccata dossigeno per la
Dreamworks di Spielberg, bastonata dal Principe dEgitto e da Salvate il
soldato Ryan ignorato lo scorso anno. Lo stesso regista è tornato in questa occasione
a mostrarsi in pubblico, dopo la delicata operazione ad un rene che aveva fatto temere per
la sua stessa vita. Tra i vincitori anche Matrix, che si è portato via tutti gli
Oscar tecnici compreso quello significativo per il montaggio, confermando la bontà della
sua realizzazione. E condannando nellinferno dei perdenti Guerre Stellari I,
rimasto a mani vuote. Pazienza per Lucas, il cinema del futuro è comunque il suo. È forse da iscrivere nel registro degli sconfitti anche Le
regole della casa del sidro? Apparentemente sì, risultando una magra consolazione le
statuette a Michael Caine e John Irving. Pure, aver portato sul podio con astute mosse
pubblicitarie un film accolto con una certa freddezza alle sue prime uscite rappresenta un
mezzo successo per la Miramax. Né pesa più di tanto la debacle di Mr.Ripley,
troppo arzigogolato e compromesso con lomosessualità per ripetere il successo del Paziente
inglese. Vince Spacey, vince la Swank, vince Angelina Jolie, vince Phil Collins. Nella
serata, timonata con il solito spirito dal redivivio Billy Crystal, è mancato un
sussulto. Tanto è vero che solo lOscar per la miglior colonna sonora al qui da noi
ignorato Violino rosso ha avuto il potere di scuotere il torpore dello spettatore
notturno. Scrive sulla Repubblica Furio Colombo che questo Oscar con la vittoria di
American Beauty e Almodovar si è "europeizzato". Passi forse per il
"realismo" dellinterno familiare Spacey-Bening (nel quale pochissimi hanno
magnificato limportanza del voyeurismo, e dei dispositivi della visione): ma
dimentica Colombo che Almodovar per sfondare negli Stati Uniti ha dovuto prendere tre
quarti di Mankiewicz, un quarto di Cassavates e guarnire con del Sirk a piacere? Certo,
obietterà qualcuno, Cassavetes era di origine greca, e Douglas Sirk si chiamava Detlef
Sierck, quando sbarcò negli Stati Uniti. È invece il cinema americano che sente il
bisogno di un rinnovamento generazionale, e lo ha cercato anche allinterno di questa
mondana occasione. Passati trentanni dallincursione dei golden boys,
Scorsese-Spielberg-Lucas-De Palma-Coppola (quelli sì influenzati da tanto cinema europeo
ma formati a quella scuola irripetibile che fu la factory di Roger Corman), è
lora che qualcun altro si presenti sul palco. E gli altri si chiamano Paul Thomas
Anderson, trentanni e già due film sopra le due ore, Spike Jonze, quelli che
vengono dal cinema di genere alla Sesto senso e forse anche latipico inglese
Mendes, di pura derivazione teatrale. Tutti sotto il protettivo, sardonico faccione di
Kevin Spacey. The Insider non è stato nemmeno menzionato, e questo rappresenta un
segnale. Ci sarà tempo per riparlarne. Le acque di Annette Bening, intanto, non si sono
rotte per la premiazione. Tra il disappunto generale, lOscar più prevedibile del
secolo non ha dato alla luce nessun figlio.
Riccardo
Ventrella
I Premi Oscar 1999
Acquista i libri, i
video e le colonne sonore dei film di cui abbiamo parlato su Amazon.com, il più
fornito negozio interattivo della rete!
|