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TUTTO L'AMORE
CHE C'E' CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Sergio Rubini
Sceneggiatura: Domenico Starnone, Sergio Rubini
Fotografia: Paolo Carnera
Scenografia: Luca Gobbi
Costumi: Claudio Cordaro
Musica: Michele Fazio
Montaggio: Angelo Nicolini
Prodotto da: Vittorio Cecchi Gori
(Italia, 2000)
Durata: 93'
Distribuzione cinematografica: Cecchi Gori Group
PERSONAGGI E INTERPRETI
Carlo: Damiano Russo
Pietro : Sergio Rubini
Marisa: Margherita Buy
Molotov: Gérard Depardieu
Maura: Teresa Saponangelo
 
Carlo è un ragazzino di
sedici anni che vive in un paese pugliese durante gli anni 70, tutti i suoi amici,
con i quali ha formato un gruppo rock, sono più grandi di lui ed è per questo che
avverte irresistibile dentro di sé il desiderio di crescere, di conoscere lamore e
di vivere la sua "prima volta". I discorsi che il protagonista ascolta dai suoi
amici sono sempre gli stessi: il desiderio di andare a Milano, considerata la capitale
della modernità, linsofferenza per il perbenismo meridionale, lansia di
libertà e di successo. Ma questa atmosfera pressoché immobile viene travolta
dallarrivo di tre ragazze del nord Tea, Gaia, Lena figlie di un
ingegnere che da Monza è "approdato" nel profondo sud per costruire una
fabbrica. Le fanciulle scardinano ad uno ad uno i luoghi comuni, le opinioni e i falsi
moralismi dei ragazzi della band che sono completamente rapiti non solo dalla loro
bellezza, ma anche dal modo di proporsi, di vivere e di pensare.
Il film nasce dai ricordi che Sergio Rubini ha "consegnato" nelle mani di Domenico Starnone, conoscitore del sud e scrittore di parecchi
libri incentrati sui giovani, sperando che questa materia grezza si potesse trasformare in
qualcosa di più definito, dando alla storia "una dimensione astratta che dovrebbe
esserci - spiega Rubini sempre in un film, una dimensione metafisica". Eppure lopera di Rubini non gira mai a pieno, sarà
per la storia che è piena di argomenti scontati, di personaggi squadrati e monolitici o
forse ancora per lintreccio narrativo della pellicola
Il regista aveva
intenzione di girare un film non sulla nostalgia del passato, ma incentrato sul passato,
sperando che la storia potesse interessare gli spettatori in generale e non quelli che
erano ragazzi negli anni 70. Inizialmente Rubini temeva che non fosse passato il
tempo necessario per trattare questi temi con un sufficiente distacco e bisogna ammettere
che in questo caso non si sbagliava.
Pur con i difetti evidenziati
precedentemente, il film risulta, comunque, piacevole e a tratti coinvolgente, il merito
va in gran parte agli attori, non solo Margherita Buy, sulla
cui bravura non nutrivamo alcun dubbio, ma anche agli altri giovani interpreti, quasi
tutti alla loro prima esperienza cinematografica. In particolare, molto interessante è la
prova di Teresa Saponangelo, che interpreta la parte di
Maura, la consigliera sentimentale di Carlo ed ha saputo arricchire il suo personaggio di
varie sfumature, sapendo passare dai toni drammatici a quelli comici in un breve spazio.
Un ulteriore dubbio che ci sorge è lingombrante presenza di Gérard
Depardieu che impersona il ruolo del contadino comunista Molotov ed è doppiato con
un improbabile, quantomeno incomprensibile accento pugliese.
Irene Fornari
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