Anno V - Numero 10 - Aprile  2000

I film del mese


TUTTO L'AMORE CHE C'E'

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Sergio Rubini
Sceneggiatura: Domenico Starnone, Sergio Rubini
Fotografia: Paolo Carnera
Scenografia: Luca Gobbi
Costumi: Claudio Cordaro
Musica: Michele Fazio
Montaggio: Angelo Nicolini
Prodotto da: Vittorio Cecchi Gori
(Italia, 2000)
Durata: 93'
Distribuzione cinematografica: Cecchi Gori Group

PERSONAGGI E INTERPRETI

Carlo: Damiano Russo
Pietro : Sergio Rubini
Marisa: Margherita Buy
Molotov: Gérard Depardieu
Maura: Teresa Saponangelo

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1.jpg (16277 bytes)Carlo è un ragazzino di sedici anni che vive in un paese pugliese durante gli anni ’70, tutti i suoi amici, con i quali ha formato un gruppo rock, sono più grandi di lui ed è per questo che avverte irresistibile dentro di sé il desiderio di crescere, di conoscere l’amore e di vivere la sua "prima volta". I discorsi che il protagonista ascolta dai suoi amici sono sempre gli stessi: il desiderio di andare a Milano, considerata la capitale della modernità, l’insofferenza per il perbenismo meridionale, l’ansia di libertà e di successo. Ma questa atmosfera pressoché immobile viene travolta dall’arrivo di tre ragazze del nord – Tea, Gaia, Lena – figlie di un ingegnere che da Monza è "approdato" nel profondo sud per costruire una fabbrica. Le fanciulle scardinano ad uno ad uno i luoghi comuni, le opinioni e i falsi moralismi dei ragazzi della band che sono completamente rapiti non solo dalla loro bellezza, ma anche dal modo di proporsi, di vivere e di pensare.

Il film nasce dai ricordi che Sergio Rubini ha "consegnato" nelle mani di Domenico Starnone, conoscitore del sud e scrittore di parecchi libri incentrati sui giovani, sperando che questa materia grezza si potesse trasformare in qualcosa di più definito, dando alla storia "una dimensione astratta che dovrebbe esserci - spiega Rubini – sempre in un film, una dimensione metafisica". Eppure l’opera di Rubini non gira mai a pieno, sarà per la storia che è piena di argomenti scontati, di personaggi squadrati e monolitici o forse ancora per l’intreccio narrativo della pellicola… Il regista aveva intenzione di girare un film non sulla nostalgia del passato, ma incentrato sul passato, sperando che la storia potesse interessare gli spettatori in generale e non quelli che erano ragazzi negli anni ’70. Inizialmente Rubini temeva che non fosse passato il tempo necessario per trattare questi temi con un sufficiente distacco e bisogna ammettere che in questo caso non si sbagliava.

2.jpg (11771 bytes)Pur con i difetti evidenziati precedentemente, il film risulta, comunque, piacevole e a tratti coinvolgente, il merito va in gran parte agli attori, non solo Margherita Buy, sulla cui bravura non nutrivamo alcun dubbio, ma anche agli altri giovani interpreti, quasi tutti alla loro prima esperienza cinematografica. In particolare, molto interessante è la prova di Teresa Saponangelo, che interpreta la parte di Maura, la consigliera sentimentale di Carlo ed ha saputo arricchire il suo personaggio di varie sfumature, sapendo passare dai toni drammatici a quelli comici in un breve spazio. Un ulteriore dubbio che ci sorge è l’ingombrante presenza di Gérard Depardieu che impersona il ruolo del contadino comunista Molotov ed è doppiato con un improbabile, quantomeno incomprensibile accento pugliese.

Irene Fornari


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