Anno V - Numero 10 - Aprile  2000

I film del mese


PREFERISCO IL RUMORE DEL MARE

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Mimmo Calopresti
Sceneggiatura: Mimmo Calopresti, Francesco Bruni
Fotografia: Luca Bigazzi
Scenografia: Alessandro Marrazzo
Costumi: Silvia Nebiolo
Musica: Franco Piersanti
Montaggio: Massimo Fiocchi
Prodotto da: Biancafilm Mikado, Rai, Arcapix (Francia)
(Italia, 2000)
Durata: 90'
Distribuzione cinematografica: Mikado

PERSONAGGI E INTERPRETI

Luigi: Silvio Orlando
Rosario: Michele Raso
Matteo: Paolo Cirio
Serena: Fabrizia Sacchi
Don Lorenzo: Mimmo Calopresti

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1.jpg (11237 bytes)"Al mondo non si è mai del tutto soli. Alla peggio si ha la compagnia di un ragazzo, di un adolescente e via di un uomo di fatto – quello che siamo stati noi" Così scriveva Cesare Pavese ne il Mestiere di vivere e con queste stesse parole Mimmo Calopresti, regista di Preferisco il rumore del mare spiega l’essenza del suo nuovo film, che vuole raccontare la storia di due ragazzini diversissimi fra loro uniti dal malessere di crescere. Il primo è Rosario, un giovane calabrese che, vittima di una faida nel suo paese di origine, si sposta a Torino grazie all’interessamento di Luigi (Silvio Orlando), dirigente d’azienda di origine calabrese e padre di Matteo. Quest’ultimo è, invece, svogliato, scontroso, ma dietro l’atteggiamento strafottente soffre per la separazione dei genitori e per il conflittuale rapporto con il padre. L’amicizia che si instaura fra i due è il filo conduttore della storia, un legame difficile, che nasce da basi diversissime: Rosario è ospitato in una comunità di ragazzi a rischio, animata da un sacerdote che si fa in quattro per loro (Mimmo Calopresti), Matteo ha una splendida casa, molti soldi a disposizione eppure è infelice.

2.jpg (9499 bytes)Risolvere il film nella contrapposizione fra nord e sud, fra borghesia e popolo sarebbe troppo riduttivo, anche perché è lo stesso Calopresti a spiegare che con il suo film desidera, invece, affrontare la questione del cambiamento: "ho una grande ottimistica convinzione, che ogni momento della nostra vita sia quello giusto per cambiare, per crescere, per ricominciare". E proprio il rinnovamento e il desiderio di essere se stessi senza più schemi è il tema fondamentale della pellicola: Matteo con la sua ansia di crescere e di individuare la sua personalità, Rosario chiuso e cocciuto che dentro di sé avverte la necessità del contatto con gli altri e infine Silvio Orlando che percepisce il bisogno di essere se stesso e allontanarsi dai loschi affari del suocero, proprietario dell’azienda.

3.jpg (10139 bytes)Ma il film non è una pellicola a toni forti, d’altronde Calopresti ci ha abituato già dai tempi de La seconda volta (1995) e de La parola amore esiste (1997) alle mezze tinte, ai personaggi dai contorni soffusi e dalle scelte sempre incompiute. E il film risponde proprio a queste esigenze, nel senso che non vuole proporre soluzioni di comodo, ma solo invitare lo spettatore a riflettere sulla possibilità di dare una sterzata alla propria esistenza, ben sapendo: "che si può venir sconfitti – ammette Calopresti - non avendo capito nulla, ma è necessario tentare di essere padroni del proprio destino, così da essere rispettati per quello che si è". In questa suggestione di emozioni, sentimenti e sensazioni fondamentale è la resa degli attori, tutti interessanti e convincenti. Naturalmente non avevamo dubbi su Silvio Orlando, che ci ha ultimamente proposto personaggi sempre più complessi e contraddittori, a cominciare da Aprile (1997) per giungere al suo penultimo film Fuori dal Mondo (1999), ma intensa risulta la prova di Fabrizia Sacchi, la fidanzata di Luigi, e di Michele Raso e Paolo Cirio, rispettivamente Rosario e Matteo, entrambi alla loro prima esperienza cinematografica.

Irene Fornari

Il sito ufficiale del film


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