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MAGNOLIA CAST TECNICO ARTISTICO
Sceneggiatura e Regia: Paul Thomas Anderson
Fotografia: Robert
Elswit
Scenografia: William Arnold, Mark Bridges
Costumi: Mark Bridges
Musica: Jon Brion, Aimee Mann
Montaggio: Dylan Tichenor
Prodotto da: Paul Thomas Anderson,
Joan Sellar
(USA, 1999)
Durata: 179'
Distribuzione cinematografica: Medusa
PERSONAGGI E INTERPRETI.
Earl Partridge: Jason Robards
Linda Partridge: Julianne Moore
Frank Mackey: Tom Cruise
Stanley Spector: Jeremy Blackman
Rick Spector: Michael Bowen
Donnie Smith: William H. Macy
Agente Jim Kurring: John C. Reilly
  
In una giornata come tante
altre, nella San Fernando Valley, un infermiere, un padre malato terminale, una giovane
moglie infedele, un figlio famoso allontanatosi dal genitore, un enfant prodige, un
ex-ragazzo genio, un conduttore di telequiz ed una figlia disturbata intrecciano
casualmente i propri destini allinterno di ununica vicenda: destinata a
concludersi con un evento dal sapore di maledizione biblica, che rimescola le carte e
suggerisce a tutti le strade da prendere.
Esposta così, la trama di "Magnolia" (è il nome di una strada del
luogo) sembra apparentabile a quella di "America oggi", gran film in cui Robert Altman cuciva assieme vari racconti di Raymond
Carver dando vita ad una pellicola corale e cupissima, scandita dal basso continuo
del dolore e della morte: lungo sentieri non dissimili si muove il trentenne Paul Thomas Anderson, al suo terzo lungometraggio dopo un esordio
("Sydney") senza infamia né lode ed unopera seconda, "Boogie
nights", impostasi allattenzione generale.
Pregi e difetti di questo
dotatissimo cineasta paiono qui confermarsi, anzi in una progressiva divaricazione egli si
affina e si deteriora nello stesso tempo: se la sua stoffa di narratore per immagini resta
indiscussa, così come la sua capacità di riscattare una materia "bassa" (il
mondo del porno nella fatica precedente, un campionario di stereotipi da soap opera qui)
per virtù stilistica, resta il limite della pedalata lenta
e - sopra ogni altra cosa - la smisurata ambizione
di tutto padroneggiare che lo porta a metter troppa carne al fuoco, con esiti alla fine
diseguali.
Film squilibrato, con un tempo dattesa troppo lungo ed uno scioglimento
conclusivo deludente, "Magnolia" è tuttavia vivificato nelle singole parti da strepitose prove dattore: è mirabile Jason Robards nei panni di chi si spegne tra rabbie e rimorsi,
bravissima Julianne Moore alle prese con un personaggio
ingrato, geniale Tom Cruise in una sorta di survoltata
autoparodia, struggente John Reilly alle prese con un ruolo
donesto che si sforza di comprendere ed amare, e si potrebbe continuare in lodi
meritate fino allultima delle comparse; di Anderson sè già detto, se saprà
disciplinarsi e meglio inquadrare i propri obiettivi, potrà essere uno dei nomi di punta
nel cinema americano del nuovo decennio.
Francesco Troiano
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