Anno V - Numero 10 - Aprile  2000

I film del mese


MAGNOLIA

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e Regia: Paul Thomas Anderson
Fotografia: Robert Elswit
Scenografia: William Arnold, Mark Bridges
Costumi: Mark Bridges
Musica: Jon Brion, Aimee Mann
Montaggio: Dylan Tichenor
Prodotto da: Paul Thomas Anderson, Joan Sellar
(USA, 1999)
Durata: 179'
Distribuzione cinematografica: Medusa

PERSONAGGI E INTERPRETI.

Earl Partridge: Jason Robards
Linda Partridge: Julianne Moore
Frank Mackey: Tom Cruise
Stanley Spector: Jeremy Blackman
Rick Spector: Michael Bowen
Donnie Smith: William H. Macy
Agente Jim Kurring: John C. Reilly

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1.jpg (11794 bytes)In una giornata come tante altre, nella San Fernando Valley, un infermiere, un padre malato terminale, una giovane moglie infedele, un figlio famoso allontanatosi dal genitore, un enfant prodige, un ex-ragazzo genio, un conduttore di telequiz ed una figlia disturbata intrecciano casualmente i propri destini all’interno di un’unica vicenda: destinata a concludersi con un evento dal sapore di maledizione biblica, che rimescola le carte e suggerisce a tutti le strade da prendere.
Esposta così, la trama di "Magnolia" (è il nome di una strada del luogo) sembra apparentabile a quella di "America oggi", gran film in cui Robert Altman cuciva assieme vari racconti di Raymond Carver dando vita ad una pellicola corale e cupissima, scandita dal basso continuo del dolore e della morte: lungo sentieri non dissimili si muove il trentenne Paul Thomas Anderson, al suo terzo lungometraggio dopo un esordio ("Sydney") senza infamia né lode ed un’opera seconda, "Boogie nights", impostasi all’attenzione generale.

2.jpg (9723 bytes)Pregi e difetti di questo dotatissimo cineasta paiono qui confermarsi, anzi in una progressiva divaricazione egli si affina e si deteriora nello stesso tempo: se la sua stoffa di narratore per immagini resta indiscussa, così come la sua capacità di riscattare una materia "bassa" (il mondo del porno nella fatica precedente, un campionario di stereotipi da soap opera qui) per virtù stilistica, resta il limite della pedalata lenta e - sopra ogni altra cosa - la smisurata ambizione di tutto padroneggiare che lo porta a metter troppa carne al fuoco, con esiti alla fine diseguali.
Film squilibrato, con un tempo d’attesa troppo lungo ed uno scioglimento conclusivo deludente, "Magnolia" è tuttavia vivificato nelle singole parti da strepitose prove d’attore: è mirabile Jason Robards nei panni di chi si spegne tra rabbie e rimorsi, bravissima Julianne Moore alle prese con un personaggio ingrato, geniale Tom Cruise in una sorta di survoltata autoparodia, struggente John Reilly alle prese con un ruolo d’onesto che si sforza di comprendere ed amare, e si potrebbe continuare in lodi meritate fino all’ultima delle comparse; di Anderson s’è già detto, se saprà disciplinarsi e meglio inquadrare i propri obiettivi, potrà essere uno dei nomi di punta nel cinema americano del nuovo decennio.

Francesco Troiano


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