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HURRICANE CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Norman Jewison
Sceneggiatura: Armyan Bernstein, Dan Gordon
Fotografia: Roger
Deakins
Scenografia: Philip Rosenberg
Costumi: Aggie Guerard Rodgers
Musica: Christopher Young
Montaggio: Stephen Rivkin
Prodotto da: Armyan Bernstein, John Ketcham
(USA, 1999)
Durata: 140'
Distribuzione cinematografica: Buena Vista
PERSONAGGI E INTERPRETI
Rubin Carter: Denzel Washington
Lesra: Vicellous Reon Shannon
Lisa: Deborah Kara Unger
Sam: Liev Schreiber
Terry: John Hannah
Della Pesca: Dan Hedaya
 
Il 17 giugno 1966, due uomini
irrompono armi in pugno nel bar Lafayette di Paterson e fanno repentinamente fuoco,
ferendo mortalmente tre persone.
Le testimonianze parlano di individui di colore, e la macchina della giustizia
travolge il pugile Rubin Carter ed un suo giovane fan, John Artis: il 27 maggio 1967, una
giuria composta da soli bianchi dichiara i due imputati colpevoli dei reati loro ascritti
e li condanna alla pena dellergastolo.
Finisce qui la carriera sportiva di Carter, soprannominato "Hurricane",
vincitore di storici incontri (quello con Emile Griffith, pugilatore noto anche dalle
nostre parti per i suoi combattimenti con Nino Benvenuti) e candidato alla corona dei pesi
medi, nero scomodo e politicamente inquieto, perciò inviso a reazionari ed autorità cui
non par vero davere unoccasione per fargliela pagare: linteressamento al
caso di personaggi pubblici (Cassius Clay, Joan Baez e Bob Dylan, che gli dedica una delle
sue canzoni più belle) porta nel 75 ad un processo dappello in cui le
sentenze vengono confermate, e solo nell88 il giudice federale Lee Sarokin pone
rimedio allingiustizia, restituendo Hurricane alla libertà.
Nel trasporre sullo schermo
codesta dolorosa vicenda, Norman Jewison si basa su due libri
- "The 16th Round", firmato dallo stesso Carter, e "Lazarus and the
Hurricane" di Sam Chaiton e Terry Swinton - oltre che sulla bravura di Denzel Washington, candidato allOscar per la sua
interpretazione: è grazie alla fervente mediazione dellattore che si riesce ad
entrare nella psicologia del personaggio, ad appassionarsi ad una vicenda che si svolge
per gran parte allinterno di un penitenziario.
Le due ore e venti di durata, per contro, giocano a sfavore del ritmo della
pellicola: dando allo spettatore limpressione di assistere ad un lungo biopic
dimpostazione televisiva, nobile per intenti ma un
po tedioso nellesito finale.
Francesco Troiano
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