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Intervista ad Oliver Stone
Roma,
31 marzo, Hotel St. Regis, ore 14.00. Attendiamo lentrata del regista americano
Oliver Stone. Deve presentare il suo ultimo lavoro Ogni Maledetta Domenica,
film che rappresenta il conflitto intestino del popolo americano
metaforicamente tradotto nel campionato di Football USA. Al Pacino è Tony DAmato, coach
degli Sharks di Miami. E un utopista, in un mondo che muore, divorato dalla
mercificazione degli uomini dal potere televisivo: difatti Cameron Diaz, ereditiera della
squadra dal padre, ne vira gli interessi in direzione dello show-biz. Ed ogni
personaggio ha uno spessore drammaturgico: il campione Jamie Foxx-Beamen, che al principio
non riconosce la coscenza del gruppo, il campione ferito (Dennis Quaid) che ritrova
coraggio per via della tenacia del coach, e così via. E Al pacino-DAmato
regalerà un colpo di teatro finale, in cui si traduce lombra di Stone. E un
film con un ritmo vertiginoso, un montaggio a tempo di Rap e Techno, dove lo
scontro fisico archetipo stoniano e americano- giganteggia come un Titano
sullOlimpo.
Finalmente entra Oliver Stone, vestito con una giacca blazer blue e una polo
giallo-limone. Ha i capelli spettinati ed è di buon umore.
Ogni
maledetta domenica è molto lontano da Platoon e Nato il 4 di luglio, eppure lei ha
comunque rappresentato la violenza, ha fatto un film di guerra, di nuovo.
Mio figlio è qui con me. Gioca sempre con i videogame cruenti. Io chiedo cosa
prova e lui mi dice che in questo modo si sfoga. Ecco io credo che il football sia una
splendida valvola di scarico, frivola se volete, ma integrata nella tradizione americana.
Eppure ho trovato enormi difficoltà a realizzare il film. La NFL non ha voluto concedermi
i diritti per le uniformi e i nomi delle squadre, che quindi abbiamo dovuto creare ex novo
dando spazio alla fantasia.
Insomma lei comunque parla del suo
paese. Perché stavolta attraverso il football?
Perché è un mondo che conosco sin da bambino e potevo evidenziarne facilmente i
mutamenti nel tempo, poi perché, come ho già ho accennato, è parte integrante della
cultura americana.
Per quale squadra tifa?
San Francisco 49 ers. Fu una squadra che rivoluzionò il metodo classico di
gioco. Modernissima.
Perché il film ha un
ritmo così serrato?
In America lo hanno criticato. Hanno definito Any Given Sunday un
incrocio tra Platoon e Wall Street. Una guerra
sul campo. In realtà è anche un film sulla guerra che ognuno di noi combatte nella vita
quotidiana. Perché tutti vorremmo la pace, ma la pace non cè, è un dato di fatto,
è inutile illudersi che le cose vadano bene, non è vero, sono stupidaggini new age.
Nel mondo ci sono almeno 40 guerre. Ne finiamo una e ne cominciamo unaltra. Mi hanno
inoltre criticato perché nel film non si capiscono le regole del gioco. A me non
interessava che lo spettatore conoscesse attraverso il film il football come gioco, io
volevo riprodurre quel che accade emotivamente in campo, ecco perché lintensità
delle situazioni di gioco è scandita da un montaggio rapido. 3.200 tagli, sì, come un
film di guerra: ricordate quella battuta de "L'Ultimo dei Mohicani"?
"Il mondo è in fiamme, la foresta è in fiamme, tutto è in fiamme". OK?
Lei presenta il disgusto di Al
Pacino-DAmato per un mondo che tuttavia non abbandona ma che anzi alla fine
riconquista secondo quelle che sono le sue romantiche pulsioni. Ha comunque speranza nei
valori etici?
Splendido. Io ho inteso proprio comunicare come nella vita del football
lingerenza deleteria della TV non abbia debellato chi, come me, crede ancora
in una visione incontaminata del gioco. Vede, un tempo un quarter back non aveva alcun
potere, le uniche sue armi erano la velocità e il lancio. Oggi un quarter back di talento
è ubriacato dai contratti pubblicitari, vuole avere potere decisionale e deve anche
conoscere cento schemi, cosa che nel 50 era impensabile. E Beamen-Jamie Foxx è la
transizione tra il vecchio e lantico. Lui odia la tradizione, sta al coach farne
un giocatore che abbini la tecnica dei padri con quella moderna.
Nel film la figura di
Cameron Diaz è tratteggiata come quella di una donna cattiva. Le donne allorché
comandano sono diaboliche?
No. Conosco molte donne che gravitano intorno al mondo del football e che agiscono
non con avidità, ma con fermezza, che è diverso: non sono misogino. Nel mondo dello
sport le donne controllano con attenzione i guadagni dei loro uomini. E poi io ho
raffigurato personaggi femminili di alto spessore morale: la protagonista di Heaven
and Hearth ("Tra cielo e Terra" 1993), Joan Allen-Pat Nixon in Nixon
(1995), la stessa Juliette Lewis in Natural Born Killers ("Assassini
nati" 1994), certo, crudele, ma con un dramma alle spalle. Io non
presto attenzione al sesso del personaggio, io indago prima il suo carattere. Amo le donne
come le donne amano gli uomini dotati.
Il film ha un finale meno pessimista
rispetto ad altre sue opere
Sì. E una speranza che ancora il mondo in genere, e quello del football in
particolare, ritornino ad una visione della vita più pacata
E un film sul
cambiamento attraverso la sofferenza, perché soffrendo si cresce; ed è importante mutare
la propria visione del mondo ed adeguarla ai tempi, come i personaggi di Any Given
Sunday. Il film ha un finale solare, ecco perché non poteva essere un film da
Oscar, perché ora negli States sono di moda film nichilisti
Ha avuto ancora
problemi per il suo discusso Natural Born Killers?
Sì, come saprete uno scrittore (John Grisham, ndr) ha
accusato il mio film di aver ispirato lomicidio di un suo amico da parte di un
ragazzo squilibrato. Poi è intervenuta lalta corte che sta ancora trattando la
vicenda. Io non credo che un film possa ispirare un omicidio. Il pericolo è se andranno
al potere personaggi come Bush Jr., che non mi amano, sopratutto per la loro lotta alle
droghe
Non sognano che di affondarmi, ma io li evito. Ho appreso questa tattica dai
vietcong: quando loro pensano che mi difendo, io attacco, quando pensano che attacco mi
difendo
Ieri ricorreva il ventennale
delluccisione dellArcivescovo di El Salvador, Romero. Oggi quella stessa
carica è occupata da un prelato che è anche generale di quelle stesse forze
armate che uccisero il collega. Il cinema politico è sempre più debole della politica?
Certo! Purtroppo il mondo non lo può cambiare il cinema. Come regista io posso
muovere le coscienze, ma se avessi voluto dirigere le sorti del mondo avrei fatto il
politico a tempo pieno, o lo scienziato. Io posso soltanto rappresentare ciò che reputo
ingiusto, poi il corso della storia è deciso da altri uomini
Alcuni suoi personaggi
sono connotati da una impronta fortemente elisabettiana, non ha mai pensato di fare
un film da Shakespeare?
No, Shakespeare lo lascio fare a qualcun altro
Mister Stone, si parla di un suo
progetto con Kevin Costner e Catherine Zeta-Jones, che può dire in proposito?
Al momento Catherine è incinta di Michael (Michael Douglas, ndr), e anche se
partorirà prima di dicembre, data per la quale dovremmo esser pronti ad iniziare le
riprese, non si vorrà allontanare da Los Angeles con il bambino. E poi Michael pur
dovendomi qualcosa per Wall Street (allude allOscar conseguito per
la sua intepretazione nel 1987, ndr), non si fida a lasciare la moglie con due tipacci
come me e Kevin! Comunque Costner vuole fare a tutti i costi questo film, che tratterà di
una storia damore nellarco di dieci anni, e che si svolgerà in quattro
differenti nazioni.
Luigi Senise
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