|
OGNI MALEDETTA
DOMENICA
(ANY GIVEN SUNDAY)CAST TECNICO
ARTISTICO
Regia: Oliver Stone
Sceneggiatura: John Logan, Oliver Stone
Fotografia: Salvatore
Totino
Scenografia: Victor Kempster
Costumi: Mary Zophres
Musica: Robbie Robertson, Paul Kelly, Richard Horowitz
Montaggio: Tom Nordberg, Stuart Waks, Keith Salmon
Prodotto da:
(USA, 2000)
Durata: 151'
Distribuzione cinematografica: Warner Bros
PERSONAGGI E INTERPRETI
Tony DAmato: Al Pacino
Christina Pagniacci: Cameron Diaz
Jack "Cap" Rooney: Dennis Quaid
Dr. Harvey Mandrake: James Woods
Willie Beamen: Jamie Foxx
Dr. Ollie Powers: Matthew Modine
 
Da "Quella sporca ultima
meta" (1974) a "Colpo secco" (1977), da "Bull Durham" (1988) a
"Basta vincere" (1994), il cinema sportivo made in Usa ha sempre pigiato sui
tasti duna limitata tastiera tematica: i valori di lealtà, coraggio virile,
rispetto della tradizione connaturati allattività agonistica; la volontà di
emergere di uno o più personaggi dellambiente, la corruttela di altri; infine, la
quantità dinteressi che ruotano intorno alle partite, la legge del profitto che
simpadronisce dogni zona dellesistenza.
In Ogni maledetta domenica, ultima fatica registica di Oliver Stone, ritroviamo tutti i colori della tavolozza di cui
sopra: un allenatore veterano, Tony DAmato, è da trentanni alla guida dei
Miami Sharks, sempre rispettando i propri ideali di lealtà personale e professionale,
sempre convinto che laffrontarsi delle squadre significhi "molto più di una
semplice vittoria"; Christina Pagniacci, giovane presidentessa e comproprietaria
degli Sharks, ritiene che lo sport debba essere soltanto un buon investimento ed è
disposta a molto transigere sui principi; Willie Beamen è una seconda riserva, un oscuro
quarterback che trova per caso loccasione della propria vita e sinnamora con
pervicacia del successo, perdendo di vista le cose che contano.
Costoro ed altri
interagiscono per oltre due ore e mezza in un film corale,
mosso, a tratti avvincente: tuttavia, appesantito dal troppo soffermarsi
sulle fasi di gioco (oltretutto un gioco, il football americano, pressoché sconosciuto al
pubblico europeo) e gravato da un sovrappiù di retorica che trasuda da discorsi, rituali,
comportamenti.
Il pistolotto del trainer ai suoi "ragazzi", la furia gladiatoria dei
medesimi, le grida sulla bellezza e necessità delluscir vincitori mentre sul
terreno ossa si frantumano e globi oculari schizzano via (non metaforicamente) dalle
orbite, appartengono alla logica dun bellicismo virilista che non può che lasciar
perplessi - od annoiare, nel migliore dei casi - gli spettatori in platea.
Francesco Troiano
Intervista a Oliver
Stone
Acquista i libri, i
video e le colonne sonore dei film di cui abbiamo parlato su Amazon.com, il più
fornito negozio interattivo della rete!
|