Tempi Moderni

I film del 1999


VUOTI A PERDERE

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Massimo Costa
Sceneggiatura: Claudio Lizza, Massimo Costa
Fotografia: Renato Tafuri
Scenografia: Mario Rossetti
Costumi: Fulvia Amendola
Musica: Massimo Nunzi
Montaggio: Fernanda Indoni
Prodotto da: Enzo Porcelli
(ITALIA, 1999)
Durata: 90'
Distribuzione cinematografica: ISTITUTO LUCE

PERSONAGGI E INTERPRETI

Cesena: Giancarlo Giannini
Simona: Silvia De Santis
Fabrizio: Max Malatesta
Cane: Vincenzo Peluso
Bardi: Gianni Garofalo
Menzione: Felice Imparato
Zia Simona: Rosa Pianeta
Il caposquadra: Victor Cavallo

ciak3.gif (1850 bytes)ciak3.gif (1850 bytes)

1.jpg (16188 bytes)Presentato al Festival di Berlino 1999 nella sezione "Panorama", il film prende lo spunto da una notizia di cronaca pubblicata su "La Repubblica" nel 1993. L'articolo parlava di due ragazzi arrestati a Lione che durante l'interrogatorio confessarono un omicidio per il quale non erano stati indiziati. Claudio Lizza, autore del soggetto e co-sceneggiatore del film rimase molto colpito da questa vicenda e decise di usarla come ispirazione per il soggetto di "Vuoti a perdere". Nel film la storia si svolge a Genova, ma potrebbe essere qualsiasi metropoli europea e mediterranea. L'azione si svolge quasi interamente in un commissariato di polizia durante un interrogatorio notturno. Il commissario Francesco Cesena (Giancarlo Giannini) è una figura di poliziotto da classico film noir, uno che ne ha viste tante. E' intelligente, ma non è molto affezionato al suo lavoro. La sua vita sarà completamente sconvolta quando una notte arrivano in commissariato, accusati di aver rubato un'auto, una coppia di amanti balordi: Fabrizio (Max Malatesta) debole e spavaldo e Simona (Silvia De Santis), sfrontata e imprevedibile. Il commissario decide di metterli sotto torchio, facendo credere di avere sul loro conto imputazioni molto più pesanti di un furto d'auto. Il ragazzo e la ragazza raccontano proprio tutto e per un momento hanno il potere di strapparlo al suo torpore. La ragazza, con il suo carattere forte e ribelle, metterà a dura prova il commissario che, affascinato da questa misteriosa figura femminile, finirà per mettersi nei guai...
Secondo film di un cineasta che già ha lavorato nell'organizzazione e nella produzione (tra gli altri "Il ladro di bambini" e "Lamerica"), il soggetto e la sceneggiatura scritta insieme a Claudio Lizza, "Vuoti a perdere" rivela delle sorprese e delle situazioni inconsuete che ricordano i romanzi di Sciascia, ma anche il Germi di "Un maledetto imbroglio", tratto dal romanzo di Gadda "Quel pasticciaccio brutto di via Merulana". Il regista ha ben sottolineato il disagio di una coppia di ragazzi che vive in una realtà metropolitana fatta di continui contrasti, cercando di non riprodurre i luoghi caratteristici, ma piuttosto quelli in grado di generare conflitti al di fuori delle solite retoriche del degrado.
Un film di "genere", decisamente fuori dagli standard italiani con interpreti tutti di buon livello. Bravissimo Giancarlo Giannini.

Memmo Giovannini