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URBAN LEGEND CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Jamie Blanks
Soggetto e sceneggiatura: Silvio Horta
Fotografia: James Chressanthis
Costumi: Mary Claire Hannan
Musica: Christopher Young
Scenografia: Charles Breen
Montaggio: Jay Cassidy
(USA, 1998)
Durata: 98'
Distribuzione cinematografica: COLUMBIA TRISTAR
PERSONAGGI E INTERPRETI
Paul: Jared Leto
Natalie: Alicia Witt
Brenda: Rebecca Gayheart
Parker: Michael Rosenbaum
Reese: Loretta Devine
Al New England Pendleton College, considerata da sempre una delle università
più affidabili e tranquille degli Stati Uniti, l'attività scolastica è turbata da
spaventosi accadimenti: tutto ha inizio con la cruenta soppressione della studentessa
Michelle Mancini, assassinata a colpi d'ascia all'interno della propria automobile.
Quando il biondo ed ossigenato Damon viene impiccato ad un albero dove aveva un
appuntamento galante, Natalie, un'altra allieva dell'ateneo, comincia a sospettare che
esista un legame fra le due morti: ma il cadavere del giovane - da sempre aduso a far
scherzi macabri - non viene ritrovato, la ragazza è scambiata per una visionaria, ogni
cosa sembra rientrare nella normalità
Fortunatamente Paul, un intraprendente collaboratore del giornale universitario, si è
messo in testa di scrivere un articolo capace di fargli vincere il Pulitzer studentesco:
così, egli decide di affiancare Natalie nelle indagini, mentre il numero dei decessi
violenti continua ad aumentare...
Sulla scorta del recente successo di pubblico di pellicole come "Scream" e
"I know what you did last summer" (e rispettivi seguiti), "Urban
legend" ripropone una variante dell'horror movie che sembrava ormai da tempo caduta
in disuso: il teenage slasher, lanciato da pellicole quali "Halloween" (1978) di
John Carpenter e "Venerdì 13" (1980) di Sean S.Cunningham, anch'esse sommerse
all'epoca da un profluvio di imitazioni, da "Terror train" (1980) di Roger
Spottiswoode a "Non entrate in quella casa" (1980) di Paul Lynch fino a
"Rosemary's killer" di Joseph Zito (1981), per tacere degli innumerevoli sequel.
La formula di queste operazioni è semplice: un lontano fatto di sangue, rimasto per
qualche motivo non (o non sufficientemente) punito, scatena l'ira omicida di qualcuno che
- si scoprirà alla fine - aveva giurato di compiere una folle vendetta.
Così avviene in questo mediocre prodotto, diretto dal giovane regista australiano Tony
Banks, immaginoso come d'uso nei delitti ma carente nel tratteggio delle psicologie e
debole nella consequenzialità logica degli eventi: per gli appassionati del genere,
segnaliamo la presenza di Robert "Freddy Krueger" Englund nei panni di un
professore universitario che tiene un corso di "Introduzione al folklore
americano", dove son trattate quelle leggende metropolitane dalle quali il killer
trae ispirazione per i propri macabri crimini.
Francesco Troiano |