Anno V - Numero 4 - Settembre 1999

I film del mese


STAR WARS EPISODIO I - LA MINACCIA FANTASMA
(STAR WARS EPISODE I - THE PHANTOM MENACE)

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e Regia: George Lucas
Fotografia: David Tattersal
Scenografia: Phil Harvey (II), Fred Hole, John King (V), Rod McLean, Ben Scott (II)
Costumi: Trisha Biggar
Musica: John Williams
Montaggio: Ben Burtt, Paul Martin Smith
Effetti visivi: Industrial Light and Magic
Prodotto da: George Lucas, Rick McCallum
(USA, 1999)
Durata: 131'
Distribuzione cinematografica: 20Th Century Fox

PERSONAGGI E INTERPRETI

Qui-Gon Jinn: Liam Neeson
Obi-Wan Kenobi: Ewan McGregor
Queen Amidala: Natalie Portman
Anakin Skywalker: Jake Lloyd (I)
Shmi Skywalker: Pernilla August
Yoda: Frank Oz
Senator Palpatine: Ian McDiarmid
Sio Bibble: Oliver Ford Davies
Captain Panaka: Hugh Quarshie
Jar Jar Binks: Ahmed Best
Mace Windu: Samuel L. Jackson
Darth Maul: Ray Park
Darth Maul: Peter Serafinowicz
Ric Olié: Ralph Brown (I)
Chancellor Vallorum: Terence Stamp

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Erano 22 anni che George Lucas non dirigeva un film. Dal 1977, anno di uscita di Guerre stellari, il regista americano aveva deciso di non tornare più dietro la macchina da presa per concentrare il proprio lavoro esclusivamente nella sfera produttiva e della realizzazione degli effetti speciali. 5.jpg (5078 byte)Fondata la Industrial Light and Magic Lucas ha lavorato per oltre vent'anni sugli aspetti tecnologici del cinema e ora, alle soglie del duemila quando il passo verso il cinema digitale è ormai brevissimo, è tornato al suo mestiere di regista per affrontare un nuovo capitolo della sua famosa saga, convinto di  disporre di mezzi tecnici  in grado di permettergli qualsiasi cosa.
Logica l'attesa da parte dei fans e della critica per questo Star Wars Episodio I-La minaccia fantasma, non un seguito ma un prequel degli avvenimenti narrati nella precedente trilogia. Il film ha ottenuto incassi strepitosi e critiche feroci da parte dei maggiori quotidiani americani. Richard Corliss del Time ha criticato il film sostenendo che Lucas è più interessato ai personaggi creati al computer che a quelli in carne ed ossa. Inoltre a suo dire la trama è poco elettrizzante perché sappiamo troppo di questi personaggi e, sopratutto, sappiamo già come va a finire visto che conosciamo a memoria la trilogia successiva.
Robert Horton di Film.com si è spinto oltre sostenendo che i personaggi del film sono ottimi nei supermercati come veicolo per vendere poster e pupazzi ma inconsistenti sullo schermo. Inoltre la rivoluzione digitale sarebbe il vero "fantasma" del film, essendo gli effetti digitali fallimentari.

Non sono d'accordo con i due critici sopracitati poiché a mio parere questo nuovo episodio di Star Wars possiede una freschezza narrativa e un ritmo pari al primo Guerre Stellari.

6.jpg (4296 byte)Un conflitto è ormai imminente tra la potente e malvagia Trade Federation e il pacifico pianeta Naboo, governato dalla giovane e saggia Regina Amidala. Il maestro Jedi Qui-Gon Jinn e il suo allievo Obi-Wan Kenobi si recano a Naboo per avvisare la Regina dell'imminente pericolo. Tuttavia nulla ormai può impedire l'invasione e la Regina, i due cavalieri e l'intera corte sono costretti a rifugiarsi sul pianeta desertico di Tatooine. Qui incontrano un ragazzo schiavo, Anakin Skywalker, dotato di immensi poteri ancora chiusi dentro di sé in attesa di essere educati.  Grazie all'aiuto del piccolo Anakin la corte riesce a fuggire alle forze del male pilotate dietro le quinte dal pericoloso Darth Sidious e dal suo adepto, il terribile Darth Maul. Anakin conquista la libertà in seguito ad una vittoria conseguita in una gara di velocità, affettuoso omaggio alla celeberrima corsa sulle bighe di Ben Hur. Qui-Gon Jinn vorrebbe addestrare alla forza Anakin ma il saggio Yoda è contrario: percepisce nel piccolo un aspetto oscuro, pericoloso, destinato ad avere conseguenze nefaste su tutto l'impero...

1.jpg (5688 byte)La complessa storia di Star Wars Episodio I richiederebbe molto più spazio perché ricca di sottotrame e personaggi. Lucas ha ricreato un  mondo spettacolare e fantastico che ripropone alcuni personaggi chiave della saga e ne introduce nuovi. In particolare segnaliamo il maestro Qui-Gon Jinn, interpretato da un carismatico Liam Neeson e il malvagio Darth Maul, figura destinata a divenire la nuova icona dei vilains cinematografici. L'universo visivo di Lucas attinge come al solito ad elementi classici (la dimora della Regina Amidala è la nostra Reggia di Caserta) e moderni creando così dei mondi immaginari e suggestivi come il pianeta sommerso di Gungan o quello desertico di Tatooine.
9.jpg (4083 byte)La componente utopica di Lucas si fonde con quella cinefila. I riferimenti ai classici sono molteplici, la solitudine di Anakin è simile a quella del piccolo Kane in Quarto Potere di Orson Welles e la scena dell'addio tra il piccolo Anakin e la madre è un piccolo grande omaggio al cinema di John Ford.
Gli effetti visivi sono strepitosi e i personaggi al computer (uno fra tutti, il simpatico Jar Jar Binks, beniamino dei più piccini) si integrano alla perfezione con quelli in carne ed ossa. Se difficoltà ci sono state per gli attori queste non vengono percepite dagli spettatori, poiché il risultato finale è elettrizzante.

8.jpg (3994 byte)L'importante, in opere di questo genere, è l'energia, il senso di divertimento, le invenzioni scenografiche e, ovviamente, gli effetti speciali innovativi. Se il primo Guerre Stellari aveva sconvolto il linguaggio cinematografico degli anni '70 con il suo ritmo, i suoi effetti speciali e la sua differente messa in scena visiva (non dimentichiamoci che un anno prima La fuga di Logan aveva vinto l'oscar per i migliori effetti speciali!),  La minaccia fantasma rappresenta una nuova sfida per il cinema, al pari de Il cantante di Jazz, che segnò il passaggio dal cinema muto al sonoro o di Via col vento, primo film a colori della storia del cinema. Il 16 per cento del film, infatti, è stato girato interamente in digitale (senza contare gli innumerevoli effetti speciali realizzati al computer in post produzione) e in alcune sale è stato proiettato su questo supporto, senza pellicola, con risultati eccezionali per impatto visivo e sonoro.

Ritengo dunque sbagliato aspettarsi da questo film profonde introspezioni psicologiche. Ci sono film fatti esclusivamente per essere guardati e questo è uno di essi. Insomma per dirla come Roger Ebert del Chicago Sun Times se cercate più spessore umano nei personaggi andate a vedere Star Trek. Questo è il film di un visionario, tutto da guardare...

Maurizio Imbriale

Numero 2: Special Star wars

Il sito ufficiale del film

 

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