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STAR WARS
EPISODIO I - LA MINACCIA FANTASMA
(STAR WARS EPISODE I - THE PHANTOM MENACE)CAST TECNICO ARTISTICO
Sceneggiatura e Regia:
George Lucas
Fotografia: David Tattersal
Scenografia: Phil Harvey (II), Fred Hole, John King (V), Rod
McLean, Ben Scott (II)
Costumi: Trisha Biggar
Musica: John Williams
Montaggio: Ben Burtt, Paul Martin Smith
Effetti visivi: Industrial Light and Magic
Prodotto da: George Lucas, Rick McCallum
(USA, 1999)
Durata: 131'
Distribuzione cinematografica: 20Th Century Fox
PERSONAGGI E INTERPRETI
Qui-Gon Jinn: Liam Neeson
Obi-Wan Kenobi: Ewan McGregor
Queen Amidala: Natalie Portman
Anakin Skywalker: Jake Lloyd (I)
Shmi Skywalker: Pernilla August
Yoda: Frank Oz
Senator Palpatine: Ian McDiarmid
Sio Bibble: Oliver Ford Davies
Captain Panaka: Hugh Quarshie
Jar Jar Binks: Ahmed Best
Mace Windu: Samuel L. Jackson
Darth Maul: Ray Park
Darth Maul: Peter Serafinowicz
Ric Olié: Ralph Brown (I)
Chancellor Vallorum: Terence Stamp
  
Erano 22 anni che George
Lucas non dirigeva un film. Dal 1977, anno di uscita di Guerre stellari,
il regista americano aveva deciso di non tornare più dietro la macchina da presa per
concentrare il proprio lavoro esclusivamente nella sfera produttiva e della realizzazione
degli effetti speciali. Fondata la Industrial
Light and Magic Lucas ha lavorato per oltre vent'anni sugli aspetti tecnologici del
cinema e ora, alle soglie del duemila quando il passo verso il cinema digitale è ormai
brevissimo, è tornato al suo mestiere di regista per affrontare un nuovo capitolo della
sua famosa saga, convinto di disporre di mezzi tecnici in grado di
permettergli qualsiasi cosa.
Logica l'attesa da parte dei fans e della critica per questo Star Wars Episodio
I-La minaccia fantasma, non un seguito ma un prequel degli avvenimenti narrati
nella precedente trilogia. Il film ha ottenuto incassi strepitosi e critiche feroci da
parte dei maggiori quotidiani americani. Richard Corliss del Time
ha criticato il film sostenendo che Lucas è più
interessato ai personaggi creati al computer che a quelli in carne ed ossa.
Inoltre a suo dire la trama è poco elettrizzante perché sappiamo troppo di questi
personaggi e, sopratutto, sappiamo già come va a finire visto che conosciamo a memoria la
trilogia successiva.
Robert Horton di Film.com si è spinto oltre
sostenendo che i personaggi del film sono ottimi nei
supermercati come veicolo per vendere poster e pupazzi ma inconsistenti
sullo schermo. Inoltre la rivoluzione digitale sarebbe il
vero "fantasma" del film, essendo gli effetti digitali
fallimentari.
Non sono d'accordo con i due critici sopracitati poiché a mio parere questo nuovo episodio di Star Wars possiede una freschezza
narrativa e un ritmo pari al primo Guerre Stellari.
Un conflitto è ormai imminente tra la potente e
malvagia Trade Federation e il pacifico pianeta Naboo, governato dalla giovane e saggia
Regina Amidala. Il maestro Jedi Qui-Gon Jinn e il suo allievo Obi-Wan Kenobi si recano a
Naboo per avvisare la Regina dell'imminente pericolo. Tuttavia nulla ormai può impedire
l'invasione e la Regina, i due cavalieri e l'intera corte sono costretti a rifugiarsi sul
pianeta desertico di Tatooine. Qui incontrano un ragazzo schiavo, Anakin Skywalker, dotato
di immensi poteri ancora chiusi dentro di sé in attesa di essere educati. Grazie
all'aiuto del piccolo Anakin la corte riesce a fuggire alle forze del male pilotate dietro
le quinte dal pericoloso Darth Sidious e dal suo adepto, il terribile Darth Maul. Anakin
conquista la libertà in seguito ad una vittoria conseguita in una gara di velocità,
affettuoso omaggio alla celeberrima corsa sulle bighe di Ben Hur. Qui-Gon Jinn vorrebbe
addestrare alla forza Anakin ma il saggio Yoda è contrario: percepisce nel piccolo un
aspetto oscuro, pericoloso, destinato ad avere conseguenze nefaste su tutto l'impero...
La complessa storia di Star Wars Episodio I
richiederebbe molto più spazio perché ricca di sottotrame e personaggi. Lucas ha ricreato un mondo spettacolare e fantastico
che ripropone alcuni personaggi chiave della saga e ne introduce nuovi. In particolare
segnaliamo il maestro Qui-Gon Jinn, interpretato da un carismatico Liam Neeson e il
malvagio Darth Maul, figura destinata a divenire la nuova icona dei vilains
cinematografici. L'universo visivo di Lucas attinge come al solito ad elementi classici
(la dimora della Regina Amidala è la nostra Reggia di Caserta) e moderni creando così
dei mondi immaginari e suggestivi come il pianeta sommerso di Gungan o quello desertico di
Tatooine.
La componente utopica di Lucas si fonde con quella cinefila. I
riferimenti ai classici sono molteplici, la solitudine di Anakin è simile a quella del
piccolo Kane in Quarto Potere di Orson Welles e la scena dell'addio tra
il piccolo Anakin e la madre è un piccolo grande omaggio al cinema di John Ford.
Gli effetti visivi sono
strepitosi e i personaggi al computer (uno fra tutti, il simpatico Jar Jar Binks,
beniamino dei più piccini) si integrano alla perfezione con quelli in carne ed ossa. Se
difficoltà ci sono state per gli attori queste non vengono percepite dagli spettatori,
poiché il risultato finale è
elettrizzante.
L'importante, in opere di questo genere, è
l'energia, il senso di divertimento, le invenzioni scenografiche e, ovviamente, gli
effetti speciali innovativi. Se il primo Guerre Stellari aveva sconvolto
il linguaggio cinematografico degli anni '70 con il suo ritmo, i suoi effetti speciali e
la sua differente messa in scena visiva (non dimentichiamoci che un anno prima La
fuga di Logan aveva vinto l'oscar per i migliori effetti speciali!), La minaccia fantasma rappresenta una nuova sfida per il cinema, al pari de Il cantante di Jazz, che segnò
il passaggio dal cinema muto al sonoro o di Via col vento, primo film a
colori della storia del cinema. Il
16 per cento del film, infatti, è stato girato interamente in digitale (senza contare gli innumerevoli effetti
speciali realizzati al computer in post produzione) e in alcune sale è
stato proiettato su questo supporto, senza pellicola, con risultati eccezionali per
impatto visivo e sonoro.
Ritengo dunque sbagliato aspettarsi da
questo film profonde introspezioni psicologiche. Ci sono film fatti esclusivamente per
essere guardati e questo è uno di essi. Insomma per dirla come Roger
Ebert del Chicago Sun Times se
cercate più spessore umano nei personaggi andate a vedere Star Trek. Questo è il film di
un visionario, tutto da guardare...
Maurizio
Imbriale
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