Anno V - Numero 4 - Settembre 1999 |
Festival di Taormina |
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CARTOLINE DAL CINEMA Cè il solito profumo, per le strade di Taormina. Di arance e cinema, perché il Festival torna in forze nella sua naturale collocazione estiva. Cambia nocchiero, dopo essersi affidata per alcuni anni al timoniere-Enrico Ghezzi. Che aveva costruito per Taormina unidentità forte e personalizzante, il luogo dove i film si intrecciavano alle discussioni, e il cinema si faceva laboratorio e luogo di conoscenza. Merito di Taormina la fortuna critica di registi come Atom Egoyan o Takeshi Kitano, regolari protagonisti a Cannes e Venezia. Larrivo di Felice Laudadio, navigante esperto sbarcato direttamente dal Lido veneto, ha determinato la nascita di unidentità diversa, ma altrettanto personale e caratterizzante. Più istitituzionale, forse, e attenta a certe dinamiche anche economiche della macchina-cinema. Ne è venuto fuori un bellappuntamento, che non ha perso il gusto e il fascino delle anteprime al Teatro Greco (solo lievemente disturbate da una pioggia inusuale) né la curiosità del concorso. A Taormina non si sono mai distribuiti premi e coppe con facile superficialità. Pochi film, ma di notevole spessore. Ad assicurarsi il Cariddi doro è stato Petit fréres di Jacques Doillon, storia meticcia di adolescenza e solitudine, ennesima prova di sensibilità di un regista che sembra essersi consacrato al mondo dei bambini e dei ragazzi, come il precedente Ponette già dimostrava. Lo stesso film è valso un giusto riconoscimento al produttore Marin Karmitz, sostenitore di tanto cinema francese e mentore di Kieslowski.
Detto del Cariddi dargento, assegnato dal pubblico al ceco Minulost, di Ivo Traijkov (insolito noir indeciso e indecidibile), e del passaggio della dea Naomi Campbell come testimonial deccezione per lattesissimo remake de La mummia, rimane da segnalare il momento "istituzionale" del Festival, lincontro per la promozione del cinema europeo e italiano negli Stati Uniti, che ha riunito in una tavola rotonda "triangolare" delegazioni composte da figure di spicco del mondo della celluloide dei vari paesi, con lintervento del Ministro per i Beni Culturali Giovanna Melandri. I due giorni di discussione hanno prodotto una vera e propria Dichiarazione di Taormina, con i suoi bravi punti programmatici. Incontri due volte lanno tra le parti, cooperazione in campo informativo, aperture sulle nuove tecnologie gli snodi dellaccordo. Resta da vedere quanto spazio può aprirsi per il cinema europeo negli Stati Uniti. Loperazione condotta con abilità e sagacia dalla Miramax per La vita è bella sta almeno a dimostrare che ogni prodotto può passare, anche ad uno spettatore non precisamente esterofilo come quello americano, purché sia adeguatamente seguito e sostenuto.
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