Anno V - Numero 4 - Settembre 1999

Un libro al mese: City


City: l'ultimo libro di Alessandro Baricco, "costruito come una città"

Alessandro Baricco
City
Rizzoli, 1999

copert.jpg (5949 byte)L’ultima fatica di Alessandro Baricco si intitola City e, a quanto sostiene lo stesso autore, dopo aver scritto Seta, forse avrebbe dovuto "trovare un titolo che suonasse diversamente: immagino che adesso mi toccherà scrivere "Sete" (pensavo alla storia di una cittadina, nell’Idaho, dove una mattina tutti si svegliano e il fiume si è seccato, la Coca Cola è finita, i radiatori delle macchine sono vuoti, i bambini piangono senza lacrime)... il finale però non mi viene in mente". Il titolo ha in realtà un significato molto preciso perché il libro stesso è una città. Non una città in particolare, ma la sua impronta, la sua nuda struttura, fatta di strade, vicoli e palazzi. Solo che le strade ed i vicoli sono i personaggi che cominciano la loro vita in un quartiere per finire in un altro, arricchendosi, durante il tragitto, di tutto ciò che la città dà e nasconde.

Non una vera e propria storia, ma uno scorrere del tempo (contemporaneo), scandito da personaggi insoliti, ma reali. Gould, genio incompreso, è un ragazzino di dodici anni laureato in fisica teorica, i cui unici amici sono un gigante ed un muto, entrambi inesistenti, che stabilisce un rapporto particolarissimo con la su baby-sitter, Shatzy Shell; il professor Mondrian Kilroy è un filosofo sui generis che dissemina pillole di saggezza, fino alla stesura di un "Saggio sull’onestà intellettuale". Saggio che diventa l’autoconfessione dell’autore, il suo costringersi a non chiudere gli occhi di fronte alla verità. Ma anche una riflessione sul silenzio, sulla capacità di essere assenti: "Un’altra vita, saremo onesti. Saremo capaci di tacere".

Qua e là Baricco dissemina altre sue passioni, come la boxe, il genere western e si concede parentesi digressive come le sue teorie sul calcio o sulle "Ninfee" di Monet. Le "strade" tracciate all’interno della città-contenitore comunque, tendono a ricongiungersi in un finale di impianto quasi tradizionale, in cui i singoli personaggi vengono reintegrati nella normalità da cui hanno cercato di fuggire durante tutto il loro viaggio narrativo.

Elisabetta Marino

Biografia e bibliografia di Alessandro Baricco
Incipit di "City"


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