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ISTINTO
PRIMORDIALE
(INSTINCT)CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Jon Turteltaub
Sceneggiatura: Gerald DiPego, tratta dal romanzo Ishmael
di Daniel Quinn
Fotografia: Philippe Rousselot
Scenografia: Garreth Stover
Costumi: Jill Ohanneson
Musica: Danny Elfman
Montaggio: Richard Francis-Bruce
Prodotto da: Barbara Boyle, Michael Taylor
(USA, 1999)
Durata: 125'
Distribuzione cinematografica: Buena Vista International
PERSONAGGI E INTERPRETI
Ethan Powell: Anthony Hopkins
Theo Caulder: Cuba Gooding, Jr.
Ben Hillard: Donald Sutherland
Lyn Powell: Maura Tierney
Dr. John Murray: George Dzundza
 
Ethan Powell, brillante e famoso studioso, è
rinchiuso in un carcere criminale con l'accusa di omicidio. La sua mente è profonda ed
insondabile e pur denotando un'intelligenza superiore ha indotto l'uomo a barricarsi in un
mondo tutto suo, dove non c'è spazio per la comunicazione verbale, né per alcuna forma
di contatto umano. Vissuto per molto tempo con un branco di gorilla in una jungla
sperduta, Powell ne ha assimilato ogni atteggiamento, ogni più recondito segreto e sembra
che la componente animale ormai prevalga in lui. Il giovane Caulder, psichiatra bramoso di
carriera, freddo e professionale, sposa il "caso" Powell al pari di una
missione, ma il rapporto fra due personalità tanto diverse non tarda a ribaltarsi. Da
maestro Caulder si ritrova discepolo e viene travolto dallo studioso in un viaggio
affascinante e pericoloso. Quello all'interno della propria interiorità.
Tratto dal romanzo Ishmael di Daniel Quinn, il soggetto si orienta da subito su un'ottica
diversa, conservandone gli spunti filosofici, ma tralasciando ogni scopo didattico per
focalizzare l'attenzione su un unico aspetto: la ricerca di se stessi. Il rapporto fra
l'uomo ed il suo genere, fra l'uomo e la natura, ma soprattutto il mistero dell'istinto
primordiale che si annida nel fondo dell'animo, quella furia selvaggia che però non ha
nulla a che vedere con il segno inconfondibile di Hannibal Lecter, cui in qualche modo
invita a pensare.
Attento allo studio dell'uomo in rapporto con il "diverso" (inteso anche come
soprannaturale), DiPego, già autore della sceneggiatura di
"Phenomenon", punta molto sulla parola, nei suoi diversi livelli
(l'iniziale rifiuto della comunicazione di Powell, il successivo dialogo che diventa quasi
una confessione), ma liquida in fretta le soluzioni finali,
irretendole in una serie di buoni sentimenti che poco si addicono ad un potenziale
omicida.
Molto ricca la schiera dei caratteristi che vive la
terribile atmosfera del manicomio criminale di Harmony Bay, da George
Dzundza che interpreta il Dr. Murray, uno psichiatra che si è rassegnato a non
lottare, adeguandosi al degrado circostante, a John Ashton
che veste i panni di una spietata guardia carceraria. Ed in particolare il rampante Cuba Gooding, Jr (già premio Oscar per Jerry Maguire)
che viaggia nella mente del suo paziente attraverso i suoi flashback narrativi, momenti di
grande emozione che gli raccontano dei silenziosi occhi dei gorilla e della ingiustificata
crudeltà umana.
Elisabetta Marino
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