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PAYBACK - LA
RIVINCITA DI PORTER
(PAYBACK)CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Brian Helgeland
Sceneggiatura: Brian Helgeland e Terry Hayes, tratta dal romanzo " The Hunter "
di Richard Stark pubblicato in Italia da Marco Tropea Editore
Fotografia: Ericson Core
Scenografia: Richard Hoover
Musica: Chris Bordman
Montaggio: Kevin Stitt
Prodotto da: Bruce Davey
(USA, 1998)
Durata: 100'
Distribuzione cinematografica: WARNER BROS
PERSONAGGI E INTERPRETI
Porter: Mel Gibson
Val Resnick: Gregg Henry
Rosie: Maria Bello
Stegman: David Paymer
Hicks: Bill Duke
 
Nato
a Brooklyn nel 1933, Donald E. Westlake ha esordito nel romanzo poliziesco nel 1960: da
allora, egli consegna agli editori non meno di tre libri all'anno. Alcuni vengono firmati
con il suo vero nome e non dispongono di personaggi fissi, altri con quello di Tucker Coe
ed altri ancora con quello di Richard Stark: questi ultimi, quasi tutti con al centro lo
spietato e solitario fuorilegge Parker, sono romanzi del genere hardboiled che si rifanno
alla tradizione di Dashiel Hammett.
Proprio ad uno di essi Brian Helgeland si è ispirato per questo violentissimo
"Payback", che già suscita simpatia per il suo infrangere le regole non scritte
ma ormai imperanti ad Hollywood del politically correct: il protagonista, tradito e mezzo
accoppato dalla moglie e dal socio dopo una rapina, si fa giustizia da solo nei modi più
truci ed immaginosi.
Sia chiaro, non
abbiamo alcuna simpatia per l'applicazione della legge del taglione così come veniva
propugnata in certi film degli anni '70, a partire dal famigerato "Il giustiziere
della notte" (1974) di Michael Winner: ma la caratterizzazione parossistica e
survoltata dei personaggi, l'andamento da comic strip d'annata, il manifesto iperrealismo
della vicenda rendono questo "Payback" - in tempi di polizieschi annacquati ed
isteriliti - un godibile oggetto d'intrattenimento quale non se ne ricordavano più
forse dai tempi di "Io, la giuria" (1982) di Richard T. Heffron, altro
coloratissimo revenge movie tratto da un romanzo di quel Mickey Spillane ché
certamente il nume tutelare del genere "amale e uccidile" in cui la pellicola
odierna s'inscrive.
Francesco Troiano |