Tempi Moderni

I film del 1999


PATCH ADAMS

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Tom Shadyac
Sceneggiatura: SteveOedekerk
Fotografia: Phedon Papamichael
Scenografia: Linda Descenna
Costumi: Judy Ruskin-Howell
Montaggio: Don Zimmerman
Musica: Marc Shaiman
Prodotto da: Barry Kemp, Mike Farrell, Marvin Minoff, Charles Newirth
(USA, 1998)
Durata: 115'
Distribuzione cinematografica: U.I.P.

PERSONAGGI E INTERPRETI

Patch Adams: Robin Williams
Truman: Daniel London
Carin: Monica Potter
Mitch: Philip Seymour Hoffman
Dean Walcott: Bob Gunton
Dr. Eaton: Josef Sommer
Joletta: Irma P. Hall

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1.jpg (12207 bytes)Internatosi volontariamente in un ospedale psichiatrico dopo un tentativo di suicidio, Hunter (Patch) Adams scoprendo il rapporto che riesce a instaurare con gli altri degenti e il disgusto che gli provoca l'approccio tradizionale del medico con il paziente, decide di diventare medico. Anche se ha passato l'età degli studi da un bel po'. Studente alla Virginia Medical University, infelice per la mancanza di contatto con i pazienti, disobbedisce alle disposizioni universitarie per assistere i malati terminali dell'ospedale. Che almeno si divertono grazie alle improvvisate del futuro dottore. Nel frattempo, Patch, che ha i voti migliori del college, trova il tempo di innamorarsi di Carin, sulle prime molto scontrosa. Ma poi Adams, recalcitrante ad ogni ammonimento, viene scoperto nelle sue visite "trasgressive" ai malati e minacciato di espulsione...
2.jpg (10994 bytes)Liberamente tratto dall'autobiografia di Hunter Adams "Gesundheit: Good Health is a Laughing Matter", "Patch Adams" sembra più che altro un grande One Man-Show di Robin Williams che spesso legge Whitman come ne "L'attimo fuggente", rifà il personaggio folle de "La leggenda del Re Pescatore", viene continuamente incitato e applaudito dal suo amico Truman perché lui ha "un dono con le persone e gli altri lo amano". Il regista Tom Shadyac del resto ci mette del suo e non fa che sottolineare le reazioni del "pubblico" (quelli che stanno attorno a Patch) alle gesta di Williams, che suonano un po' come le risate finte di uno show televisivo. Certo è curioso che in un film in cui non si parla che di altruismo si finisca per vedere, sentire, applaudire sempre una sola persona, però è indicativo di quanto sia limitata questa visione del mondo, francamente troppo sentimentale.

Alfonso Iuliano