Anno V - Numero 5 - Ottobre 1999 |
I film del mese |
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| UN UOMO
PERBENE CAST TECNICO ARTISTICO Regia: Maurizio Zaccaro PERSONAGGI E INTERPRETI Enzo Tortora: Michele Placido Maurizio Zaccaro, scrivendo il film con Umberto Contarello sulla base di un'accurata rilettura dei documenti processuali, non ha inteso rievocare l'errore giudiziario in chiave di polemica anti-magistratura, semmai a essere messa sotto accusa è l'insipienza di quei magistrati che sul caso Tortora investirono tutta la propria autorevolezza, senza procedere ai riscontri necessari, sposando fino alla fine le versioni dei pentiti Pandico e Melluso ed esponendo l'inventore di Portobello a un vergognoso calvario, dal quale tuttavia uscì innocente e completamente riabilitato sul versante giudiziario. In seguito Tortora fu eletto parlamentare europeo nelle file del Partito radicale e restituito al suo lavoro in televisione prima di quella morte prematura forse non ascrivibile dal dramma vissuto. Perché riproporre oggi la vicenda Tortora?, forse Zaccaro, vuole lanciare un monito contro la giustizia-spettacolo, contro l'uso disinvolto dei pentiti, contro la sventatezza irresponsabile dei mass-media, a questo proposito è impressionante la sequenza che vede il presentatore in manette, inerme, sotto i flash e i microfoni delle televisioni. Non per niente il film, citando nell'epilogo un'amara lettera di Michele Serra, pone a tutti coloro che lavorano a vario titolo nel mondo dell'informazione alcune domande da non prendere sottogamba. Per il resto il film - utile come testimonianza, a tratti avvincente, ma non sempre chiaro nell'incedere degli eventi - è costruito molto all'americana, secondo una scansione che intreccia fatti e tempi diversi (1980-1988) per restituire l'intrico di pregiudizi, errori, pressappochismi che portarono all'arresto del «camorrista» Tortora. Forse Zaccaro avrebbe avuto bisogno di qualche settimana in più per le riprese per mettere meglio a fuoco l'odissea giudiziaria di Tortora. Nel film certe parentesi carcerarie risultano infatti ritratte un po a tirar via, la musica di Pino Donaggio è poco incisiva e l'impasto fotografico non è sempre all'altezza del racconto. Gli interpreti sono bravi e bene si intonano al tono processuale. Michele Placido, restituisce fedelmente lo sguardo, l'affettazione e il forbito eloquio di Tortora (quel modo di parlare ritenuto da alcuni addirittura una «prova a carico»), e non sono da meno Mariangela Melato nel ruolo di Anna Tortora, Giovanna Mezzogiorno in quella di Silvia Tortora, Giuliano Gemma (l'avvocato Dall'Ora), Vincenzo Peluso (il pentito Melluso), Leo Gullotta (il pentito Pandico), Pino Ammendola (l'avvocato Coppola), e Mariano Rigillo (il giudice Fontana). Un "difetto" imputabile a Un uomo perbene è la sua italianità; la struttura ad incastri non aiuta certo alla comprensione, e chiunque abiti oltre Lugano e non abbia mai visto Tortora in televisione risulterà incomprensibile. E' comunque un film intenso e commovente, che pur nella sobrietà di stile e di mezzi, ci spinge soprattutto alla memoria. Acquista i libri, i video e le colonne sonore dei film di cui abbiamo parlato su Amazon.com, il più fornito negozio interattivo della rete!
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