|
LIBERO BURRO CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Sergio Castellitto
Sceneggiatura: Bruno Gambarotta, Piero Bodrato, Sergio
Castellitto, Margaret Mazzantini, Giulia Mibelli, ispirato al romanzo "Torino
Lungodora Napoli" di Bruno Gambarotta
Fotografia: Gianfilippo Corticelli, Noelie Ungaro
Scenografia: Sonia Peng
Costumi: Paola Bonucci
Musica: Angélique Nachon, Jean-Claude Nachon
Montaggio: Mauro Bonanni
Prodotto da: Massimo Ferrero
(Italia, Francia, 1999)
Durata: 90'
Distribuzione cinematografica: 20th Century Fox
PERSONAGGI E INTERPRETI
Libero Burro: Sergio Castellitto
Caterina Clavarino: Margaret Mazzantini
Zio Tony: Michel Piccoli
Rosa Agnello: Chiara Mastroianni
Mario Agnello: Gian

Liberamente tratto dal romanzo Torino,
Lungodora Napoli di Bruno Gambarotta, Libero Burro è una commedia nera a sfondo surreale che sembra non
saper bene cosa raccontare. Sarà perché l'apporto letterario di Margaret Mazzantini risulta straripante sul piano linguistico.
Qualche battuta? "Sono un po' sottopeso, una folata e volo via", "Questa
città e tutta squadrata", "Sei un pesciolino di fondale basso". Nei panni
della professoressa Caterina Clavarino, l'attrice Margaret Mazzantini, nonché moglie di
Castellitto, porta nel film un tono poetizzante e lezioso che stona con la ruspante
vividézza del protagonista, che è un amabile buzzurro marchigiano riciclatosi come
manager a Torino. Vero rappresentante della razza supercafona, Libero Burro, condensa nei
suoi gesti e nei suoi sogni un 'esemplarità post-sordiana che talvolta va a segno per la
bravura di Castellitto. Rispettato ras del quartiere, Libero Burro gestisce un'azienda di
pulizie, risolve piccoli casi di criminalità alla maniera del "sindaco del rione
Sanità" e sogna un diploma da geometra. Quando, indebitatosi sino al collo, si mette
in testa di acquistare uno stabile fatiscente in pieno centro, per specularci sopra,
l'impavido sbruffone si ritrova a fare i conti con un vero criminale, anche se provvisto
di laurea, che congela i nemici nel freezer.
Dispiace un po' dirlo, ma Libero Burro -
prima regia di Sergio Castellitto - conferma lo stato preoccupante del cinema italiano. I
nostri film confrontati nell'agone internazionale, fanno quasi sempre la figura dei
parenti poveri: sono squagliati, ambiziosi, senza stile, fragilissimi.
L'ottimo attore italiano Castellitto (uno dei pochi conosciuti all'estero), nel passare
dietro la cinepresa, avrebbe dovuto concentrarsi sulla scrittura e la messa in scena,
senza preoccuparsi di recitare. Invece ha voluto fare entrambe le cose e il risultato alla
fine si vede.
Girato tra Torino e Salina, Libero Burro è un film "con la bussola in tilt", per
diretta ammissione degli autori. Parte bene come una gagliarda commedia di
ambiente malavitoso, la storia è affollata di personaggi inesistenti forse suggeriti
dalla coproduzione con la Francia (il cuoco rincoglionito Michel
Piccoli, la pupa del gangster Chiara Mastroianni) e
naufraga nella parentesi isolana, sghilémba e grottesca, dove nessuno sa bene cosa fare e
dire. Peccato, perché Libero Burro, personaggio grintoso e fragile, vorace e tenero,
meritava un copione all'altezza dell'intuizione.
Memmo Giovannini
Acquista i libri, i video e le colonne sonore
dei film di cui abbiamo parlato su Amazon.com,
il più fornito negozio interattivo della rete!
|