Anno V - Numero 5 - Ottobre 1999 |
I film del mese |
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| GUARDAMI CAST TECNICO ARTISTICO Sceneggiatura e Regia: Davide
Ferrario PERSONAGGI E INTERPRETI Nina: Elisabetta Cavallotti
Ispirandosi vagamente alla storia di Moana Pozzi, il regista ha voluto raccontare un percorso di rigenerazione che passa attraverso la scoperta e la sconfitta del cancro. Può darsi che Moana, morendo, abbia sconfitto il tempo e l'oblio, ma la Nina di Guardami non aspira a tanto, pur dovendo fare i conti con la morte sul suo corpo, sia in senso metaforico che in senso reale.
Impaginato come una sorta di incubo a occhi aperti, nonostante la giudiziosa ricerca "sul campo" con tanto d'omaggio a Joe D'Amato, Guardami rifiuta ogni lettura trasgressiva. Allo spettatore non chiede né complicità né eccitazione, e del resto l'esibizione dettagliata dei sessi femminili e maschili (anche in erezione) non risponde a sguardi morbosi. Quei genitali mostrati sono solo la materia base del cinema porno. Diverso è il discorso sulla malattia che il film disegna nella seconda parte, con accenti di sincera partecipazione; ma nel sottofinale ad alto tasso simbolico si sbraca, Nina guarita fa l'amore in ospedale con l'amico agonizzante. Davide Ferrario spera che Guardami "possieda la brutale, feroce franchezza del suo titolo". Ma cosa vediamo davvero in quei 95 minuti? Il nuovo film del regista cremonese in realtà "provoca" solo un senso di disagio diffuso; che poi era quanto voleva Ferrario, ma non c'è riuscito. Troppa musica ridondante, un montaggio artificioso, battute infelici e infine fellineggia nel finale sulla spiaggia dopo aver abbondato in dettagli hard. Però non è un operazione furba. Dentro vi si ritrova uno sguardo dolente, non moralistico, sul mondo del porno, visto come la deriva simbolica di un corpo femminile mitizzato e degradato insieme. Acquista i libri, i video e le colonne sonore dei film di cui abbiamo parlato su Amazon.com, il più fornito negozio interattivo della rete!
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