Anno V - Numero 5 - Ottobre 1999

I film del mese


COME TE NESSUNO MAI

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Gabriele Muccino
Soggetto: Gabriele Muccino, Silvio Muccino, da un'idea di Marco Valerio Fusco
Sceneggiatura: Gabriele Muccino con la collaborazione di Silvia Muccino e Adele Tulli
Fotografia: Arnaldo Catinari
Scenografia: Eugenia F. di Napoli
Costumi: Roberta Bocca
Musica: Paolo Buonvino
Montaggio: Claudio Di Mauro
Prodotto da: Domenico Procacci
(Italia, 1999)
Durata: 88'
Distribuzione cinematografica: Mikado

PERSONAGGI E INTERPRETI

Silvio Ristuccia: Silvio Muccino
Ponzi: Giuseppe Sanfelice di Monteforte
Claudia: Giulia Steigerwalt
Valentina: Giulia Carmignani
La madre di Silvio: Anna Galiena
Il padre di Silvio: Luca De Filippo

ciak3.gif (1850 byte)ciak3.gif (1850 byte)

poster.jpg (16221 byte)Che ci sia, e ci sia sempre stata d’altronde, grandissima curiosità intorno al mondo giovanile, è un fatto inconfutabile. Come è indubbio il fatto che questa curiosità sia però spesso sfumata nella nostalgia, incantata dallo sguardo poco obbiettivo di chi sa che ciò che è passato non potrà più tornare. "Da grandi", per dirla a modo loro, un interesse fatto per far sognare gli adulti, per farli ritornare giovani nella speranza di riuscire a capire i propri figli. Ma se per una volta vi interessa infilarvi nell’intricato e intrigante mondo degli adolescenti di quest’ultimissimo squarcio di millennio presi per mano direttamente dai protagonisti, il gioco è presto fatto. Ed è confezionato e infiochettato nel pacco più fresco e colorato che ci sia.

Nell’ultimo film del giovane Gabriele Muccino (già apprezzato in "Ecco fatto") l’universo giovanile è Roma, il microcosmo il quartiere Prati, i protagonisti un gruppo di compagni di scuola (nella vita e nel film) che affondano i primi passi nella terra ancora molle delle loro vite. Nel tentativo di costruirsi un’identità dalla massa informe ed inesauribile esplosa dalla loro voglia di crescere, il cosceneggiatore e primo attore Silvio Muccino (insieme al fratello Gabriele e ad una coetanea) ed i suoi amici, sperimentano con noi per la prima volta amori, delusioni, scontri familiari, passioni musicali e politiche. E così, con la tenera esasperazione delle loro ansie, come se il loro mondo fosse l’unico mondo esistente, si buttano a capofitto nell’occupazione della scuola (che poi diventa lo scenario di allacci e rotture amorose), nelle tensioni con i genitori (con una convincente Anna Galiena nel ruolo di una mamma ex-settantottina, tutta lavoro e psiacanalisi), nella scoperta quasi inconsapevole dell’amore e del sesso. Tutto con una velocità esagerata, con un ritmo frenetico che riflette fedelmente la loro smania di curiosare, di gustare, di affrontare l’improvviso, l’imprevedibile, l’imprendibile.
A non far rimpiangere affatto certi ritratti manieristici (e spesso patetici) dell’universo giovanile dei tanti Peter Pan che affollano il cinema italiano c’è ancora la naturalezza e la spontaneità degli attori, tutti non professionisti, amici di Silvio Muccino anche nella vita reale.

Fania Petrelli


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