Anno V - Numero 5 - Ottobre 1999

I film del mese


IL 13° GUERRIERO

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: John McTiernan
Sceneggiatura: Michael Crichton, William Wisher Jr., Warren Lewis, tratto dal romanzo I mangiatori di Morte di Michael Crichton
Fotografia: Peter Menzies
Scenografia: Wolf Kroeger
Costumi: Kate Harrington
Musica: Jerry Goldsmith
Montaggio: John Wright
Prodotto da: Michael Crichton, Ned Dowd, John McTiernan
(Usa, 1999)
Durata: 102'
Distribuzione cinematografica: Buena Vista

PERSONAGGI E INTERPRETI

Ahmahd ibn Fahdalan: Antonio Banderas
Regina Hrothgar: Diane Venora
Herger il gioioso: Dennis Storhøi
Buliwyf: Vladimir Kulich
Melchisidek: Omar Sharif
Wigliff, Re Hrothgar Anders T. Andersen
Skeld il superstizioso: Richard Bremmer

ciak3.gif (1850 byte)

1.jpg (6114 byte)Il colto e dignitoso Ibn Fadlan (Antonio Banderas), figlio dell’Islam inviato in missione diplomatica dal califfo di Bagdad presso il re dei Bulgari, s’imbatte in una tribù di normanni e con essa s’imbarca verso un’ignota destinazione, tralasciando lo scopo della sua missione e seguendo solo il richiamo della propria curiosità di viaggiatore. Vivrà avventure memorabili e inenarrabili, scontrandosi con il misterioso e terrificante popolo dei "mangiatori di morte" e distinguendosi per il suo acume e coraggio nell’aiutare una tribù di vichinghi oppressi dal terrore e dalla disperazione.

3.jpg (9961 byte)Tratto dal libro di Michael Crichton "Mangiatori di morte", il film di John McTiernan ha attraversato numerose peripezie produttive (complice lo stesso scrittore che si dichiarava perennemente insoddisfatto della trasposizione cinematografica), uscendone malconcio e parzialmente snaturato. Posta l’intraducibilità letterale del testo di Crichton, presentato sotto forma di diario apocrifo e, soprattutto, incompleto (cosa da cui ne deriva tutt’oggi la misteriosa fascinazione), la soluzione narrativa scelta dalla produzione accentua l’aspetto avventuroso della vicenda, tralasciando completamente (a parte il troppo breve prologo, dove appare anche uno smagliante Omar Sharif, guest star di lusso) l’approccio freddo e distaccato del viaggiatore-narratore che nel libro, attraverso concise miniature verbali, trasmetteva disagio e puro terrore nel lettore. Così il temuto arrivo della nebbia, portatrice di morte e inspiegabili terrori, che nel libro rappresentava il fulcro narrativo della storia, è frettolosamente risolto durante il primo tempo con un assedio a metà fra il western d’annata e l’action movie moderno, che cerca di spaventare lo spettatore ricorrendo a trucchi di bassa macelleria gore.

2.jpg (10257 byte)La necessità di portare a compimento la storia ha contribuito a banalizzare il testo e ciò secondo la classica filosofia di Hollywood: spiegare tutto, dare al pubblico un buono e un cattivo e, ovviamente, uno scontro finale in cui "nostri", drasticamente decimati e in netta minoranza numerica, si trovano a dover combattere una battaglia disperata e persa in partenza (nel film le allusioni a "Zulu" di Cy Endfield vanno oltre la citazione) riuscendo miracolosamente ad avere la meglio grazie alla superiorità tattica dell’eroe di turno. Detta così sembrerebbe che "Il tredicesimo guerriero" sia il classico film fotocopia riciclato dagli standard commerciali più beceri, ma qualcosa, ad onor del vero, va fatta salva: il testo di Crichton, per quanto modificato e riadattato, vive di una pulsante e misteriosa vita propria, capace di nobilitare anche i più abusati luoghi comuni narrativi. Quindi, chi ha letto il libro trovandolo un capolavoro (e come potrebbe essere altrimenti!) ne stia alla larga, a tutti gli altri si consiglia (caso più unico che raro) la visione prima della lettura: avranno occasione di assistere ad un decente film d’avventura e di leggere il più bel libro dello scrittore americano.

Luigi De Angelis


Acquista i libri, i video e le colonne sonore dei film di cui abbiamo parlato su Amazon.com, il più fornito negozio interattivo della rete!

Search: Enter keywords...

logo.gif (1915 bytes)