Tempi Moderni

I film del 1999


ORPHANS

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e Regia: Peter Mullan
(INGHILTERRA, 1997)
Durata: 101'
Distribuzione cinematografica: BIM

PERSONAGGI E INTERPRETI

Michael: Douglas Henshall
Thomas: Gary Lewis (I)
John: Stephen Cole
Tanga: Frank Gallagher (II)
Hanson: Alex Norton

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"Orphans" di Peter Mullan è un esplosivo intreccio di dolore e umorismo scozzese, una tragicommedia che si svolge in una Glasgow da incubo, dove tutti sono disperati o cattivi. Il film mette in scena la veglia funebre di quattro fratelli adulti (grandi interpretazioni di Douglas Henshall, Gary Lewis, Stephen McC ole, Rosemarie Stevenson) a cui viene a mancare la madre. Raccolti attorno al feretro per la veglia, sperimenteranno il dolore della morte. Durante la notte, un violento temporale si abbatte sulla città, anche i quattro fratelli si troveranno a passare una lunga notte piena di contrattempi ed equivoci, confrontandosi con l'esplosiva tensione dei lori stati d'animo. Mentre il maggiore passa la notte nella camera ardente, con una esasperata devozione religiosa, il secondo, si fa accoltellare in una rissa, ha uno scontro in un pub con un barista paranoico e rischia di annegare in un cantiere navale, il terzo cerca il feritore del fratello per ucciderlo, e infine la sorella disabile su una sedia a rotelle, fugge, rimanendo bloccata sulla strada di casa ed è raccolta da una famiglia sconosciuta. La sofferenza si moltiplicherà in modo imprevedibile, in un bizzarro alternarsi di situazioni drammatiche e demenziali, in un crescendo di comicità nera che metterà a nudo angosce e manie, potenzialità inespresse e punti deboli di ogni personaggio. Alla fine della lunga notte i quattro orfani, esausti, si avvieranno al funerale della madre. "Orphans" per essere un esordio non soffre di nessuna timidezza nel linguaggio del racconto, che sceglie un tema forte e porta i caratteri dei suoi personaggi alle estreme conseguenze. E' una parabola, con un umorismo nero, è quando la situazione precipita nel drammatico, il grottesco diventa la chiave dominante. Peter Mullan dirige questa commedia surrealista e feroce con grande maestria, anche se a tratti non riesce a padroneggiare il grottesco, che è lo strumento espressivo più delicato. Di fronte a "Orphans" si può ridere o piangere, vanno bene entrambe le cose. Credo che la sofferenza reale contiene in sé anche il riso. Il film è stato molto apprezzato all'ultima Settimana della Critica di Venezia.

Memmo Giovannini